accorsite cronica

8 luglio 2015
Non so se sia un mio difetto - chiamiamolo così - ma capita spesso che quando scrivo, che si tratti di un post sul blog, di un articolo, di una didascalia Instagram, mi viene in mente una voce. 
Avete presente quando leggete qualcosa del tipo "Salve sono Troy McClure?" e lo leggete esattamente con quel tono di voce che conosciamo tutti quanti? Ecco io sento quella vocina dentro di me mentre scrivo. No, non proprio la voce di Troy, bensì quella di... Beh, un po' mi vergogno... Dicevo, sento la voce di... Devo proprio?... Sì... Insomma, la voce di Stefano Accorsi. 
Ed è la voce di un giovane Accorsi, quando ancora giovanotto saliva le colline vestito da Alex e urlava incazzato contro il mondo e contro tutti; quella voce che scandiva incredibili e lunghi monologhi noiosi e pesanti sull'esistenza umana; insomma, quella voce veloce, fastidiosa, un po' biascicata e tirata del creatore di una delle peggiori produzioni Sky degli ultimi anni.
E quindi, per rispondere alla domanda (?) che ho posto in apertura, direi proprio che ho una malattia.

p.s. Provate a leggere questo post con la stessa voce e intonazione di Accorsi, ditemi un po' se funziona.

solamente una piccola considerazione (XVI)

2 luglio 2015
Può capitare, delle volte, che qualcuno ti stia beatamente sulle palle (per dirla alla moda di Oxford). Esiste, ed esisterà sempre, quella persona che non puoi vedere, il cui solo tono di voce provoca in voi orticaria, fastidio, pizzichi di milioni di zanzare.
Qualsiasi atteggiamento di quella persona ti darà sui nervi: può aver fatto la battuta più bella e spiritosa del millennio, voi non riderete mai; può aver cucinato la miglior carbonara che sia mai stata cucinata nel creato, ma per voi ci sarà sempre un pizzico di sale in più che la rende quasi immangiabile; può aver scritto in maniera divina un post su un qualsiasi blog di provincia, ma non riuscirete, neanche sforzandovi, ad apprezzarlo.
Ma state tranquilli, credete a me, arriverà il giorno in cui quella persona farà qualcosa che riuscirà a far vibrare dentro di voi il giusto campanello, la scintilla necessaria per riuscire ad apprezzarla e ricredere le vostre convinzioni, anche se vanno avanti da quasi ventotto anni.
Con questo non voglio dire che mi sta sulle palle qualcuno (per dirla alla moda di Oxford), ma solo che finalmente sto iniziando a ricredermi su Bruce Springsteen. Tutto qui.

Drink!