prendere coscienza della realtà

23 giugno 2015
Poi è arrivato sabato scorso.
Non un sabato normale, non un fine settimana come gli altri. 
C'era un concerto, merce rara di questo periodo a Cagliari; soprattutto se parliamo di un concerto un po' underground, un po' di nicchia, di questi gruppi mezzo sfigati mezzo storici che ascoltavi quando avevi 15 anni, e i calli nelle mani erano proporzionali alle diottrie perse.
Non presenziavo ad una serata così da quanto? due anni, facciamo tre. Probabilmente l'ultima volta che partecipai, sul palco c'ero proprio io, a cantare, urlare, sudare, suonare, sbraitare. Questa volta avevo in mente di stare giù, ad urlare, sudare, pogare, saltare.
Ero carico a mille, finalmente.
E poi lì niente, son rimasto un po' passivo, lontano, quasi dissociato, oserei dire vecchio.
Sì, ecco, l'ho detto: vecchio.

Sono vecchio. 

6 commenti:

Coffee Girl ha detto...

Dai, pesa! Magari sei semplicemente cambiato, gli avvenimenti degli ultimi anni ti hanno modificato, ti hanno maturato, hanno cambiato le tue prospettive e le tue priorità; ergo, esperienze del genere non ti interessano più come invece pensavi.

Ora sei un vecchio giovane... tra un po' diventerai un giovane vecchio.

James Ford ha detto...

Grande Pesa!
E figurati, se tu sei vecchio, io sono una sorta di mummia. ;)

Cristina ha detto...

Spesso siamo più gasati per il ricordo di qualcosa che per la cosa in sé.

Ps: io aspetto i titoli >.<

Patalice ha detto...

pieno di esperienze piuttosto

S. ha detto...

si è vecchi quando si è pagata l'ultima rata dal mutuo...

Bill Lee ha detto...

Ogni tanto lo penso anch'io, poi vedo come stanno i giovani e mi sembrano più vecchi di me.

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