parlare di calcio e cambiare caratteri come se non ci fosse un domani

24 marzo 2014
Non tutti forse ricorderanno, ma un po' di tempo fa mi dilettai nella descrizione di una piccola azione di una delle mie partite settimanali di calcio a sette. Cercando di riproporre il più fedelmente possibile i dettagli di gioco, i movimenti delle squadre e i concitati attimi di un'azione di calcio, mi abbandonai in quello che per me fu poco più di un piccolo esercizio stilistico. 
E non è affatto ciò che voglio fare oggi.
Oggi voglio parlare sempre di calcio, sempre delle mie partite settimanali a calcio a sette, che tanta gioia mi hanno dato e continueranno a darmi, e sempre di una qualsiasi azione durante l'ora di gioco. Ma entrare ancor più nel dettaglio.
Dopo la partita, infatti, è mia abitudine cenare e guardare l'unico programma della televisione italiana degno di essere visto. Mentre il bicchiere di vino, bevuto a stomaco vuoto nell'attesa che la bistecca finisse di cucinare, faceva effetto, mi ritrovavo a pensare alla partita appena terminata. In particolar modo analizzavo un'azione:

Son sulla fascia destra.
Prendo palla, nessuno davanti a me, alzo la testa e:

Non so cosa ho pensato. Ho visto movimenti, veloci, persone che scattavano, persone che si strattonavano per liberare la marcatura, e alla fine ho lanciato. Ho fatto correre in aria il pallone, l'ho fatto andare da una parte all'altra del campo, nella speranza che qualcuno potesse recuperarlo. Ma non era un lancio alla disperata, come quello degli assedi in area, era calcolato, ragionato, pensato. 

Ma nessuno l'ha preso.

La pubblicità va avanti. Prima di Gazebo ne danno sempre tantissima, perché sanno che è un programma seguito da molti e per cui vale la pena attendere. E così ho continuato a pensare:

Sempre sulla destra.
Passo palla a Roberto, veloce e scattante come pochi, che subito me la restituisce.
Siamo in svantaggio di tre gol, e la partita è ancora lunga. Davanti non abbiamo attaccanti competenti, e io sono un povero terzino destinato a rari e tristi momenti di gloria.
Con il pallone tra i piedi il mondo è cambiato:

Non so esattamente cosa passi in quei momenti nella testa di una persona, però in una frazione di secondo il mio cervello è riuscito ad elaborare tutte le possibili soluzioni: ho visto Roberto rimanere indietro per coprire la zona da me lasciata libera; Riccardo scattare sulla sinistra e invocare il pallone, ma erano in due su di lui; Simone stare a destra, quasi sulla bandiera dell'angolo, quindi impossibile raggiungerlo; e così, in questa frazione di secondo, mentre pensavo a tutte le possibili soluzioni, l'unica cosa concreta che mi è venuta in mente è stata calciare.

Ho preso in pieno un avversario, buttando via il mio tentativo. 
Mi è volata la scarpa destra che ha colpito sulla schiena Massimo, e ci siamo messi a ridere. La mia attività cerebrale durante la partita è così allora tornata normale, e io ho ripreso il mio ruolo di terzino. 
In televisione invece ecco comparire il disegno su sfondo giallo di Makkox, segnale che Gazebo sta per cominciare, e io continuavo a pensare alla velocità di esecuzione del cervello umano, a come sia capace di azionare i muscoli, vedere impercettibili movimenti dei compagni e anticipare il risultato dell'azione. E soprattutto mi balenava in mente un pensiero: ma se un giocatore di serie A riesce a fare questo e tanto, tanto altro, perché sono stupidi e totalmente deficienti? 
La domanda è rimasta senza risposta, visto che il programma stava realmente iniziando, e la carne sul fuoco stava bruciando.

11 commenti:

LAMPUR ha detto...

..scordati che venga a cena da te dopo che hai giocato a calcetto!! ;)) p.s. lo so che Cagliari non è un paesetto ma io ci provo lo stesso, Chicco Gallus ti dice qualcosa?!

S. ha detto...

solo ignoranti, cresciuti a pane e pallone...penso che tu abbia qualche qualità in più dott.pesa :)

pesa ha detto...

@LAMPUR: Va be' dai, non faccio sempre bruciare la carne, solamente ogni tanto :)

@S.: Eppure quello che non capisco è perché, ignoranti di questa levatura, riescono in azioni meravigliose, in gesti incredibili, in idee geniali ragionate, calcolate, all'ultimo istante. Mah. Rimarrà un mistero.

S. ha detto...

ma così mi inviti a nozze :)
Maradona, giusto per dirne uno, aveva un talento, cioè ha un talento, che condito dalla fame e' stato per lui fatale, per altri e' solo attitudine per allenamento, fanno solo quello :)

Patalice ha detto...

...sono cresciuta a pan di stelle e calcio, e sono due abitudini alle quali non ho rinunciato e non rinuncerò giammai...
mi piace molto l'uomo che gioca a calcio, è virilità!

stefania ha detto...

Ciao! Sul mio blog c'è un premio per te! Corri a ritirarlo : )

Amore_immaginato ha detto...

ehm, dovresti passare un momentino da me e continuare a giocare...

pesa ha detto...

@S.: Va be', ma tu nomini Dio, non possiamo confrontarci su questo campo :-)

@Patalice: Quindi io, che ci gioco molto spesso son virilissimo!?

@stefania: Visto, visto. A breve rispondo, promesso.

@Amore: Sì, sarebbe bello, però c'è un problemino: il browser mi blocca il tuo blog con l'avviso di un malware, come fare??

Baol ha detto...

Qui tutto a farti i complimenti, tutti a parlare di calcio e nessuno (se non LAMPUR) che nota la cosa più importante:

STAVI BRUCIANDO LA CARNE!!! LA CARNE SI MANGIA AL SANGUE!!!

Ecco, finito.

Ciao Pesa ;)

Bill Lee ha detto...

ho appena finito di guardare unti e bisunti, rubio era nell'entroterra sardo a mangiare lu purceddu lu casu marzu e una specie di pane alle patate con lardo e strutto cotto su foglie d'acero.
E altre mille cose grasse e buone con nomi fottutamente inpronunciabili.
Ti do il mio indirizzo. spediscimi del formaggio coi vermi.
fanculo il calcio e il calcetto.

Sarah ha detto...

Si batte la fiacca, hai almeno un valido motivo?! Tipo... il mare :) Ciao Ale!

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