che poi uno non ci dorme la notte

26 giugno 2012
Ehilà! Buongiorno mondo, buongiorno a tutti Voi!
Vi sono mancato, vero? Immagino...
Son stato piuttosto assente dal mio blog in questo periodo e di certo non per mio volere; anzi, io ho tentato in tutti i modi di scrivere, ma avevo un pensiero in testa che mi assillava, non mi dava pace, facendomi passare queste prime calde notti estive in dormiveglia; un pensiero talmente molesto e fastidioso che anche lo studio è stato faticoso, snervante e delle volte impossibile.
«E che mai stava pensando tanto da abbandonare il suo blog - di cui non interessa niente a nessuno - e addirittura poi venire a comunicarcelo?» Ecco cosa vi state chiedo in questo momento, non negatelo. 
Bene, vi ho tenuto abbastanza sulle spine, è giunto il momento di spiegarvelo.
L'altro giorno, con la mia dolce metà si pensava a come, nonostante siamo ormai nell'a.D. 2012, le donne siano viste sempre sotto una luce diversa rispetto a noi uomini. 
Esempio: i cartoni animati. Se una mia coetanea osanna i cartoni animati, i fumetti, o qualsiasi tipo di intrattenimento "infantile" e indossa magari una maglietta che porta l'effige del suo fumetto preferito di tutti i tempi, ecco che viene considerata come una povera ragazzetta paragonabile ad una bimbaminkia; se invece a portare un capo d'abbigliamento da bambino è un esponente del sesso forte, ecco che subito lo si indica come uno stravagante, un alternativo che combatte i cliché della società. 
Quindi la mia domanda, il mio dubbio esistenziale, era: visto che ora indosso giorno e notte queste scarpe, son da considerare uno "stravagante, un alternativo che combatte i cliché della società", o semplicemente un idiota?




Cazzo, però son belle. 

sull'immaginazione

15 giugno 2012
Proviamo ad immaginare una situazione assolutamente irreale, così, per gioco. 
Poniamo il caso che facciate parte di una popolazione composta da poco più di un milione di ridenti, cordiali e generosi cittadini. Ok?
Ecco, adesso immaginate di vivere nell'angolo di pianeta più bello, paradisiaco, selvaggio e chi più ne ha più ne metta che possiate immaginare. Immaginiamo anche che sia un'Isola. Aggiungete anche il fatto che siete una Regione Autonoma a Statuto speciale, quindi avete la possibilità di indire Referendum, e qualsiasi altro tipo di trovata pseudo - democratica per poter far contento il popolo. Fatto?
Benissimo. Viste le premesse, ora, provate ad immaginare che un bel giorno, il presidente di questa ridente Isola, seguace - per non dire cagnolino - di un "grande" burattinaio Gr. Ladr. Farabut. di Gr. Croc. Mascalz. Assas. Figl. di Gr. Putt. Cavaliere, si svegli con una gran bella trovata: provare a diminuire gli sprechi pubblici eliminando quattro delle nuove inutili province create un paio d'anni fa per poter fare qualche favore a chissà quale amico. 
Accidenti! Tutti quanti trasalite, incredibile!, come si può arrivare a tanto? Un gesto veramente autoritario visto il periodo di crisi che stiamo vivendo. Ma non è tutto. Il povero cagnolino, che finalmente sembra essersi staccato dal guinzaglio, propone anche di diminuire il numero dei consiglieri regionali con abolizione di vitalizi, indennizzi e diminuzione dello stipendio. Infondo loro devono dare il buon esempio. 
Tutto è bello, tutto è ridente e il governatore della vostra Isola si pone a capo del partito referendario. Vengono addirittura proposti dieci quesiti per ridimensionare la Regione e cercare di uscire illesi, o comunque con il minor numero di danni possibili, da questo tetro e oscuro periodo storico - economico. Il popolo, che siete voi, cosa fa? Va a votare. Il che inizia a preoccupare non poco chi ha promosso questo Referendum. E cosa vota il popolo? Beh ovviamente vota a fare dell'abolizione di tutti gli sprechi e i soprusi economici da parte di una classe politica mummificata sulle poltrone di Via Roma. 
E ora inizia il panico.
Già perché la volontà popolare deve essere rispettata, almeno da ciò che hanno scritto un paio di esaltati nel lontano 1948. Quindi si deve partire con la disgregazione delle nuove province per tornare alle originali quattro; ma c'è solo un problema: come fare? 
Che fine faranno tutti i lavoratori dipendenti provinciali? Che fine faranno i vari presidenti, consiglieri, segretari, operai, impiegati, contabili, ragionieri? Nessuno lo sa, probabilmente nessuno avrebbe mai pensato che una cosa simile sarebbe potuta mai accadere, il quorum in un referendum regionale è stato raggiunto solamente una volta prima d'ora.
Il popolo vuole risposte, le pretende. Il cagnolino sparisce per un po', deve rifiatare e riprendersi dallo shock. E cosa c'è di meglio per riprendersi da uno shock se un bel po' di soldi? 
E così, a distanza di un mese dalla votazione che ha sancito la riduzione degli stipendi e la distruzione di tutti i privilegi, ecco che il consiglio regionale tutto riunito e unito (maggioranza - centrodestra - e opposizione - centro sinistra) vota per l'aumento degli stipendi e il ripristino di tutto ciò che il popolo gli aveva levato, come se un mese prima non fosse successo niente


Quindi, una volta finito di leggere questo, (vi ricordo che state giocando ad una situazione totalmente immaginaria, eh) voi cittadini facenti parti di questa Regione come vi sentireste? 

il quizzone - quarta puntata (mascherato da promemoria e invito per una festa)

8 giugno 2012
Il giorno 11 giugno 2012, il blog Con umiltà e ignoranza su tutto compirà la bellezza di due, e dico due, anni. Quindi, esattamente alle ore 17.27 di lunedì, se non avete tanti impegni e se la cosa vi fa piacere, prendente in mano una birra - per questa volta non pretenderò l'Ichnusa, solo per questa volta - in onore di questo povero spazio web, sorseggiate lentamente un whiskey mentre pensate alle disastrate mani che gestiscono queste pagine, fumate una cannetta, così, in amicizia e tranquillità, per sorridere tutti insieme alla faccia dei due anni più sgangherati e ignoranti della storia. 
Voi che potete, fatelo. No, perché io invece, anziché far baldoria, sarò sommerso dai libri per poter spiegare alla docente come mai tra cent'anni le macchie di Matrix potranno invadere il mondo e perché noi esseri umani gliel'abbiamo permesso, mettendoci in mezzo il come e il perché il protagonista di Memento ricostruisce in quella maniera le sue ultime settimane di vita. 


Ma sì, visto che ci siamo... 


IL QUIZZONE VERSIONE ANNIVERSARIO 

Signore e signori, alla luce delle mie ultime rivelazioni riguardanti l'esame che sto preparando, provate ora a dirmi che razza di corso ho seguito. 
Martedì avrete risposta, fino ad allora sparirò dagli schermi PC per perdermi in uno studio matto e disperatissimo. Arrivederci. 

29 luglio 2011

4 giugno 2012
Dieci mesi e due giorni: questo è il tempo che ho passato lontano da un palco; lontano dal sudore, causato dai riflettori, che, cadendo dalla fronte, brucia sugli occhi e non hai modo per levarlo se non muovendo la testa; lontano dal sound-check improvvisato e pessimo, reso decente da un fonico competente; lontano dal backstage, dove si consumano ignoranza, scemenza, complimenti, scherzi, scoregge e birra; lontano dall'arrivare presto nel locale, quando ancora c'è luce, e vederlo sotto un'ottica totalmente diversa rispetto a quando vai a vedere altri gruppi; lontano dalla cena a base di panini con gli altri gruppi e alle cazzate che quasi ci fanno sentire tutti fratelli; lontano dall'adrenalina nell'aspettare l'applauso, il fischio o  sentire la gente che canta a squarciagola i cori delle tue canzoni; lontano dalle consumazioni gratuite, che ti fanno sentire quasi importante nell'offrire una birra aggratis agli amici. 
E così, prima di salire sul palco, stavo dietro, nel backstage, e mi guardavo allo specchio. E pensavo che quella sera avrei potuto studiare, leggere un libro, stare a casa e riposarmi bin modo da preparare al meglio gli esami perché la vita, al giorno d'oggi, è incerta e insicura, non offre certezze e un pezzo di carta in più fa sempre comodo. 
E invece, no. 
Io volevo, e dovevo, esattamente stare lì, con il basso in mano - novità assoluta - e il microfono davanti alla bocca, a sparare scemenze, cantare (male) le canzoni e godermi quella serata. Perché emozioni di questo tipo sono irripetibili e uniche, anche se fai musica grezza e cruda, quella che ascoltano i ragazzini di 13 anni durante le prime cotte e i primi amori, quella musica che urla "fanculo il sistema" ma allo stesso momento parla di te e delle stronzate della tua vita. 
E mi chiedo, quando sarà la prossima volta? Non lo so, ma spero veramente molto presto. 

Drink!