freude, freude...

8 maggio 2012
Quando quest'estate, dopo aver visto sua Maestà Paolo Fresu in concerto ad Oristano, mi ripromisi di non di assistere mai più ad un evento musicale/culturale di un certo spessore intellettuale che fosse totalmente gratuito, sapevo benissimo che prima o poi ci sarei ricascato. Solo che non pensavo così presto. 
L'evento era veramente ghiottissimo perché io lo rifiutassi: in occasione delle festività del Santo più famoso della Sardegna (Sant'Efisi martiri gloriosu), il Teatro Lirico di Cagliari ha ben pensato di regalare, gratuitamente fino ad esaurimento posti, ai cittadini niente popò di meno che la più famosa sinfonia mai composta dall'incommensurabile Ludovico Van, vale a dire la Nona sinfonia in Re minore Op. 125. 
Non so come spiegarvi il mio immenso amore e devozione nei confronti del Ludovico Van, potrei forse paragonarla all'ossessione di Alex DeLarge, alias Alex il Drugo - non questo, un altro. Diciamo solo che il Maestro, e in particolare l'opera prima citata, mi ha aiutato in tanti momenti grigi della mia esistenza, quei momenti che prima o poi tutti attraversiamo, in cui ci chiediamo perché siamo qui, perché poi non ci siamo più, perché dobbiamo continuare ad esserci. Immagino che tanti, non trovando risposta, si rifugino in Dio, nella preghiera, nella masturbazione. Beh, io mi son rifugiato nella Nona sinfonia, imparando a memoria ognuno dei quattro movimenti, convincendomi del fatto che se esiste qualcosa di così divino, così maestoso e meraviglioso, allora non sussiste nessun'altro tipo di problema. 
Ma non soffermiamoci su questi aspetti. 
Torniamo all'origine. 
Cagliari, sabato 5 maggio, Teatro Lirico. 
Finito l'indecoroso spettacolo per poter prendere il biglietto omaggio, ecco che finalmente si riesce ad entrare. Dopo innumerevoli giri per il teatro, io e la mia dolce metà riusciamo ad accomodarci in platea, ottimi posti. 
Dietro di noi fa capitolino un'allegra famigliola: madre, padre e due figliole rompi coglioni. 
Alla mia destra ecco il gradasso di turno che, con la compagna (o pseudo tale. Io son convinto fosse una squinzia che ancora non si era portato a letto, e quindi cercava tutti i metodi del mondo per riuscirci) si vanta di conoscere «la canzone più famosa, quella che conoscono tutti, e ora li vedrai battere il tempo». 


Ecco che comincia. 
Il mio cuore inizia a battere
La bambina dietro di noi da calci alla sedia
Il gradasso, con voce cavernosa, "sussurra" qualcosa all'orecchio della compagna.


Fine primo movimento.
Incredibile come si riesca a creare una cosa simile, penso, ed era pure sordo. Pura meraviglia.
Il mio cuore non si ferma, anzi, batte più veloce.
La bambina dietro di noi vuole la pizza. 
Una signore davanti a noi patte il piede come solo ho visto fare ad un concerto di Aphex Twin
Il gradasso si vanta. 


Secondo movimento. 
Il mio cuore, prossimo all'esplosione, è un tutt'uno con la musica.
La bambina batte violentemente.
Mi giro con violenza, lei si ranicchia sulla poltrona con occhi spaventati, il padre noncurante del mio sguardo minaccioso continua ad ascoltare con le mani giunte dietro la testa. 
Il gradasso sta zitto.


Terzo movimento. 
Il mio cuore sa a cosa sta per andare incontro. Sa che il terzo movimento è solamente la preparazione all'orgasmo del quarto. 
La bambina sembra finalmente placata.
Qualcuno ha troppa fame, sopportare un'ora e più senza mangiare dev'essere estremamente faticoso. Così ecco l'inconfondibile suono di un pacco di patatine che si apre.
Il gradasso parla, parla, parla.


Quarto movimento.
Orgasmo. 
La bambina è zitta. 
Il gradasso ammutolisce d'improvviso. 
In tutto il teatro non si sente nient'altro che la musica. 
Beethoven ha fatto il miracolo. 


Ecco perché sono uno scemo che ci ricasca, sapevo che gente di questo tipo non può mancare, i maleducati, i cialtroni, quelli che vanno solo per il nome. Non mi elevo di certo a entità superiore (per ora), però almeno nella mia ignoranza e umiltà sto in silenzio e rispetto gli altri. 
Ah, e ancora, ecco spiegato perché io mi son rifugiato nella musica. Della musica posso vederne gli effetti immediati, i veri miracoli, gli avvenimenti più unici che rari, con Dio, invece, ho ancora qualche dubbio. 


Poi son seguiti 10 minuti d'applausi. 

16 commenti:

Lisette laNoiosette ha detto...

Io non sono una cultrice della musica, in qualsiasi forma ella si palesi, dall'orchestra alla suoneria polifonica del cellulare. Ma ammetto i miei limiti e anticipo quegli degli altri.
Quando qualcuno (e in una facoltà umanistica ce ne sono a bizzeffe) se ne esce con proposte simili, il mio sguardo è quello del "See.. e mo' ti ci voglio a stà seduto du' ore ad ascoltare la classica, malgrado i venti miliardi di GB di Alessandra Amoroso sull'iPod". Stranamente ho sempre qualcosa da fare in quelle sere, anche perché poi lo so che non ci vanno neanche loro.

Comunque per il tuo problema, ho la soluzione: dovrebbero fare le selezioni all'entrata, magari con delle domande o far rumoreggiare a bocca chiusa il motivo principale per vedere se entra gente già educata all'esibizione della serata.

CoffeeGirl ha detto...

Il pacco di patatine è uno "strumento a struscio" o "a botto" che dovrebbero integrare definitivamente nelle orchestre...
Il pubblico della musica classica (o del jazz) dovrebbe essere sempre pagante perchè ci sia una certa scrematura di disturbatori... ma nonostante il biglietto, qualche goccia di rottura di palle resta sempre!

Melinda ha detto...

Beh...i soggettoni non mancano mai...sempre presenti in tutte le occasioni più disparate...mah!
Deve essere stato davvero intenso il quarto movimento per zittire anche loro! :D

Grace (ma gnappetta della Val Gina) ha detto...

E io che quando mi capita di fare colazione in qualche albergo evito persino di mangiare le fette biscottate per evitare di disturbare i vicini di tavolo, mah!

Harley ha detto...

Anche da noi ci regalano della musica, ogni anno per 3 mesi circa.
Un pazzo che di notte alle 4 canta con un altoparlante ''venite alla Madonna'' con una voce spettrale.

Non puoi capire.

Juliet ha detto...

Ci sono anche maleducati che vanno agli eventi solo per il nome pagando. Imbecilli, paganti o meno.

LA CONIGLIA ha detto...

Ma sicuro che se paghi non trovi comunque i gradassi e i maleducati...?

pesa ha detto...

@Lisette: Io posso provare a proporlo a quelli del Teatro Lirico, ma son troppo scemi a mio avviso. E comunque so cosa vuol dire trovarsi in mezzo ad una facoltà umanistica, con babbei che propongo determinate cose solo per sentirsi più fighi. Io declino l'invito, poi ci vado da solo.

@CoffeeGirl: Però sicuramente avviene una scrematura non indifferente, quando c'è da spendere, soprattutto al giorno d'oggi, la gente si fa quattro calcoli.

@Ndina: È stato miracoloso. Più che altro per loro, perché se qualcuno avesse osato disturbarmi, giuro che avrei potuto squartarlo a spettacolo ultimato.

@Grace: Pensa che io trattengo anche le scoregge in pullman, proprio per rispetto del prossimo.

@Harley: Oh sì sì, posso capire eccome. Solitamente io scappo via correndo, potrebbe essere un buon metodo anche per te.

@Juliet: Quelli sono i miei preferiti, e mi chiedo molto, troppo, spesso il perché lo facciano. Penso non riceverò mai una risposta soddisfacente.

@Coniglia: Ne trovi sicuramente meno rispetto a quanti ne ho trovato sabato :)

Sileno27 ha detto...

sospettavo fossi Alex di Arancia Meccanica. ora ne ho la conferma.

pesa ha detto...

@Sileno: Sarebbe troppo bello per essere vero.

lanoisette ha detto...

le ultime quattro righe sono da incidere in platino.

Marina ha detto...

Quarto movimento, ci hai dato un happy ending non da poco caro Pesa. A volte zittire certi soggetti è roba degna dell'Altissimo.

Mercoledì c'è Battiato in piazza, ti farò sapere.

(Io comunque nei momenti bui della mia vita mi affido ancora alla masturbazione)

Ettore ha detto...

Credo che sull'argomento Begbie sia stato piuttosto chiaro:
http://www.youtube.com/watch?v=klFi_mQSljg

Hai la mia stima.

pesa ha detto...

@lanoisette: Effettivamente quando le ho scritte ho subito pensato di metterle nella mia tomba, sarebbe sacrilego al punto giusto e farebbe storcere il naso a tanti bigotti ben pensanti.

@Marina: Battiato in piazza. E tu lo scrivi così, come se fosse una cosa da tutti i giorni. Ti odio.

@Ettore: Io l'ho sempre detto che ci vuole almeno un Begbie in ogni situazione, o al massimo in ogni quartiere.

Pierluigi ha detto...

Oh deliziosa delizia e incanto. Era piacere impiacentito e divenuto carne. Come piume di un raro metallo spumato, o come vino d'argento versato in nave spaziale. Addio forza di gravità, mentre slusciavo… quali visioni incantevoli!

E' un vero piacere averti incontrato.

P.S.: l'Adagio molto e cantabile è per me pura beatitudine.

pesa ha detto...

@Pierluigi: Piacere mio di incontrarti. E piacere nel leggere una citazione meravigliosa da un altro altrettanto meraviglioso film :)

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