abbiamo fatto 30, facciamo 31

30 dicembre 2011
Fervono i preparativi per l'ultima cena di questo fantasmagorico 2011. Tutti indaffarati a preparare i menù, scegliere l'abito più bello e sintonizzare il digitale terrestre per non perdere neanche una parola del discorso del Presidente.
Visto che vi voglio bene, e leggo dalle vostre parole e commenti che vorreste passare un po' di tempo con me durante l'ultimo/primo dell'anno, ho deciso di rendevi partecipi dei preparativi miei e di quella sgangherata combriccola di amici che mi ritrovo. 
E quando parlo di preparativi mi riferisco a spese! 
«Spese!? Perché usi il plurale?» Domanda saggia, lettori cari, ed ecco che vado subito a spiegarvi che, generalmente, quando si ha a che fare con me e i miei amici per una cena o qualche tipo di evento collettivo, si ha a che fare anche con due tipi distinti di spesa. 


Spesa 1: Cibo. A questa fase partecipano il 100% degli invitati. È forse la spesa più importante in quanto comprende cibo, alcolici, e altri liquidi vari ed eventuali che rimarranno intatti nel corso della serata. Questa spesa è quella che mette maggior scompiglio: essendo un folto numero di persone bisogna riuscire ad accontentare un po' tutti, andando a soddisfare alcuni tra i più complessi gusti culinari. Ma alla fine vince l'alcol, ci si ubriaca e si mangia tutto quanto. Per il quantitativo danaroso ci aggiriamo intorno ad una cifra che oscilla dai 10€ ai 15€. 


Spesa 2: Erba. Fase che coinvolge il buon 70%. Non penso ci siano tante altre spiegazioni da dare, no? Felicità, sorrisi e occhi gonfi. Eppure per ottenere questi effetti si arriva a spendere 10€ a testa. 


Quest'anno, in via del tutto eccezionale, è stata aggiunta una spesa non prevista. 
Spesa 3: Petardi. Questa è una spesa eccezionale, che solitamente non viene affrontata, e non passa neanche per l'anticamera del cervello. Però quando nelle vicinanze c'è una determinata persona ecco che allora viene toccato l'argomento, dal quale tutti si chiamano fuori. Quindi potete capire che questa spesa riguarda solamente quella determinata persona che non si limita, ahimè, a comprare normali fuochi d'artificio, lui si concentra sulle bombe, e non trovandole le fabbrica. Non si esclude comunque l'evenienza che questo singolare individuo venga impiccato alle prime luci del giorno, senza subire regolare processo, e il suo corpo oltraggiato una volta privo di sensi. 

mangio, governo ladro!

28 dicembre 2011
Primo round di feste matte e disperatissime terminato. 
Pesa viene sconfitto dal cibo con una serie di abbuffate spettacolari che potete rivedere in seconda serata con highlights in 3D. 
Lasagne, salami, prosciutti, mortadelle, pecorini, civraxiu, maialetti, agnelli, frisciure, cordule, cannonau, carignano, malvasia, vernaccia, moscato, mirto, pardule, piricchittusu, gueffusu, amaretti, bianchini e chi più ne ha più ne metta. Ecco le mosse segrete adottate dal cibo per mettere al tappetto il nostro eroe. 
A fine combattimento c'è stato spazio per le dichiarazioni dello sconfitto, Pesa, il quale, con voce stentata e rallentata, rilascia due semplici ma emblematiche parole: «Faccio schifo!». 
Non appaiono affatto preoccupati i parenti, gli amici e i cari, che anzi provano a stendere il cibo con altrettanta ferocia, ma tutto pare vano. Chi finisce sui divani, chi su un letto, chi accasciato su una sedia e aspetta inesorabilmente la chiamata del Creatore. 
Il cibo, dal canto suo, sicuro di avere la vittoria in mano concede la rivincita, quindi, carissimi lettori, rimanete sintonizzati, prossimo incontro sabato 31 dicembre 2011, solo per chi ha uno stomaco forte!

casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte

23 dicembre 2011
La questione, inopinabile e garantita al 100%, è che sono una persona ridicola, senza se e senza ma. Ogni tanto faccio l'errore - o forse faccio benissimo, dipende dai punti di vista - di guardarmi dal di fuori, soprattutto mentre sono a lavoro; e cosa vedono i miei occhi? Un insulso personaggio che si rapporta al pubblico con gentilezza, professionalità e delle volte lascia in attesa le persone perché sommerso dal lavoro. 
Certo, questo è quello che appare, ma se andiamo a vedere bene posso dirvi che odio chiunque si affacci a quella porta, chiunque chieda informazioni; non tollero lo squillo di quel maledetto telefono o di quel fastidioso cellulare con la suoneria stridula e fastidiosa; vorrei dare uno schiaffo a chiunque si presenti davanti a me con faccia lamentosa e sguardo vacuo, nell'attesa di una risposta ad una domanda scandita con lentezza e voce piangente. Ho il desiderio di lanciare quella maledetta stampante, che mi costringe, quando voglio una stampa a colori, ad andare in un altro ufficio. Bramo incredibilmente il desiderio di cospargere di benzina, e poi dar fuoco, quei 30km che separano casa mia da quel grande caseggiato in cui ogni mattina, per un anno e poco più, ho dovuto ingrossarmi il fegato mandando giù bocconi amari e indigesti. 
E soprattutto non vedo l'ora che siano le 14.00 di questo maledetto 23 dicembre, cosicché possa finalmente andarmene e stare in pace per due fantastiche settimane. O forse per più di due settimane, chissà, la fatidica data del 31 dicembre grava come la spada di Damocle sulla mia testa, così come su quella di tutti gli altri lavoratori a progetto. 
Mala tempora currunt. 

momento nostalgia

20 dicembre 2011
Juliet ha detto...
Perché in molti dei tuoi post nuovi si parla delle tue avventure col cesso? :D
01 dicembre 2011 21:34

pesa ha detto...
@Juliet: Eh perché ci passo molto tempo, un giorno avevo fatto un piccolo calcolo, messo nero su bianco sul blog, ed è risultato praticamente che ho passato circa 6 anni della mia vita seduto sul cesso. Checcevofa'!?
01 dicembre 2011 22:10



Domanda intelligente quella della giovane Juliet.
E risposta ancora più intelligente la mia. È vero, scrivo tanto sul cesso perché effettivamente ci passo tantissimo tempo. Trovo rilassante leggere il giornale con le chiappe comodamente posate sulla fredda plastica (o marmo talvolta) del water, e questo è solamente uno dei tanti motivi che mi portano ad affrontare questo spigoloso argomento. Effettivamente però nella mia risposta, e nel vecchio post (poi andando a rileggere ho scoperto che gli anni sono 9!) scritto più di un anno e mezzo fa, ho commesso un piccolo errore: non ho tenuto conto degli anni degli anni di scuola.
Il bagno della scuola rappresenta una tappa fondamentale per qualsiasi essere umano di sesso maschile. Nel mio liceo, una volta attraversata quella lugubre e mal ridipinta porta grigia, si accedeva ad un altro mondo in cui i poteri di docenti, preside, e in particolar modo bidelli, decadevano. I padroni erano gli studenti.
Per entrare a far parte di questa élite non era sufficiente essere dei semplici scapestrati alunni, bisognava avere un minimo di carisma e soprattutto coraggio. Il tutto iniziava al ginnasio. Durante i primi due anni di scuola superiore, quando la porta era chiusa, ci si pensava due volte prima di varcarla. Da dentro il bagno infatti provenivano, oltre alla classica puzza di sigaretta (e nei casi migliori erba), urla e risate, scontri e dibattiti, dei ragazzi più grandi, quelli che tenevano le redini del piano, e allora, in preda alla pienezza della propria vescica e alla paura di essere soggiogati da questi "irraggiungibili" personaggi, si correva ai bagni degli altri piani, sperando di trovarli deserti; addirittura, quando proprio non era giornata, si arrivava a girare tutta la scuola. 
Il grande passo veniva compiuto al liceo: si diventa maturi; le materie iniziano ad assumere nomi altisonanti e importanti come "filosofia","biologia"; i docenti cambiano e iniziano ad essere gli stessi di quei ragazzi più grandi prima citati. E quindi si aveva un terribile fardello da condividere con le altre classi, e niente fa legare le persone quanto un male comune. 
Ma il passo per la conquista del bagno è ancora lungo. 
Non bisogna essere sfacciati e dar per scontata la propria "ammissione", si deve infatti iniziare magari con timidi ingressi, con qualche saluto, uno sbuffo o una lamentela, e piano piano vedrete che si noterà qualche cambiamento: le domande sul comportamento che assumono i docenti con la tua classe - per verificare la presenza di qualche favoritismo nei vostri confronti da parte di quegli odiosi uomini di mezza età e donne in meno pausa - diventano oro per la tua accettazione; le battute e i modi stravaganti di alcuni insegnanti posso essere ottimo materiale per l'avvio di una conversazione; e così via, finché non arrivi a passare le ore di "filosofia" o "biologia" in bagno. Tanto i professori non facevano nulla di diverso se non ripetere pari pari ciò che c'era scritto sul libro.
Passano inesorabilmente gli anni, e pian piano sei entrato a far parte di quell'ecosistema in cui non esistono regole scritte o padroni, ma sai che il rispetto è fondamentale come altrettanto lo sono la condivisione e l'insofferenza nei confronti di quelle maledette cinque ore giornaliere di reclusione scolastica. Di una cosa però sei certo: non avrai timore nell'ammettere che una piccola lacrimuccia, quel lontano 1 luglio 2006, è scesa dal tuo volto, mentre con aria nostalgica guardavi per l'ultima volta quella porta grigia mal ridipinta. 

top five

17 dicembre 2011
TOP FIVE DELLE FRASI PIÙ USATE DA PESA A MADRID


5) No hablo Español.


4) No soy de aquì.


3) Como?


2) In English, please!


E in prima posizione troviamo.....


1) Cosa ha detto!? Cosa vuole?? 
_________________


TOP FIVE DELLE FRASI PIÙ USATE DA PESA IN AEREO


5) Se quando atterra applaudono, li ammazzo.


4) Se quando atterra applaudono, li ammazzo.


3) Se quando atterra applaudono, li ammazzo.


2) Se quando atterra applaudono, li ammazzo.


E in prima posizione troviamo.....


1) Li ammazzo!

il quizzone

12 dicembre 2011
Ma sì, dai, perché ogni tanto non provare a fare un gioco su questa derelitta pagina web che racchiude le idiozie di questo povero disperato? Che poi sarei io, eh.
Avete tempo una settimana per risolvere queste intricato e difficilissimo enigma.
Dunque, da domani, martedì 13, dovrei eclissarmi totalmente sparendo dagli schermi dei vostri PC almeno fino a sabato 17, e il vostro compito sarà indovinare dove me ne vado di bello. 
Ricchi premi in palio per chi riuscirà a trovare la soluzione, come ad esempio una batteria di pentole in acciaio Inox 18/10 (si scrive così!?), un TV Color 16'' con videoregistratore integrato, e un comodo materasso Eminflex con doghe ergonomiche in legno. 
Io, personalmente, non voglio darvi alcun tipo d'aiuto, anche perché effettivamente la soluzione è abbastanza facile.
Domandone: dove vado di bello? 

quando pubblico un post la parte più difficile è il titolo

7 dicembre 2011
Siamo a dicembre quindi, tradotto in parole povere ma di facile comprensione per tutti voi, questo vuol dire: Natale, Capodanno, cibi, bevute e freddo. 
Se devo essere onesto, andando in leggera controtendenza con il 95% dei blogger mondiali, che considera il Natale uno schifo, io provo una certa simpatia per la più cristiana delle festività. Non bisogna esser tristi, suvvia, si sta con amici, parenti e tutti ci si ubriaca fino a perdere le più basilari capacità intellettive. Sì sì, certo, c'è anche la boiata del "a Natale siamo tutti più buoni", "è Natale, è Natale, si può fare di più", ma solitamente lascio perdere questo aspetto buonista e tedioso della festa. L'unica cosa che potrebbe farmi cambiare idea, invece, sono tutta quella serie di film mielosi e ruffiani che passano 24 ore su 24 in televisione, ma avendo abbandonato quell'odiosa scatola tanto e tanto tempo fa la cosa non mi tange.
Ciò che invece turba i miei sonni e la mia psiche in tutto questo gioioso periodo è il Capodanno; ogni anno sempre la stessa storia: ti ritrovi in una festa, che definire colossale è minimalista, in cui il numero degli invitati sfiora i sei zeri e tu comunque starai con quei poveri quattro stronzi dei tuoi amici. Immensi preparativi per una notte che di particolare non ha nulla, se ho voglia di ubriacarmi non aspetto di certo l'ultimo giorno dell'anno, ne ho a disposizione trecentosessantacinque per Dio! E li sfrutto tutti quanti come meglio posso.
Per non parlare poi dei tanto fastidiosi programmi TV (e il fatto che la televisione sia nuovamente il male della situazione dovrebbe far riflettere chi, tra di voi, ancora continua a fare affidamento su quel maledetto e odiato elettrodomestico) che trasmettono il fatidico countdown verso la mezzanotte, dove falsissimi e irriverenti star dello show-business, tutti tirati a lucido, festeggiano con noi l'anno nuovo, ridono e scherzano come se si divertissero realmente. 
Ma volete che andiamo a ricercare altri luoghi comuni del Capodanno!? Beh, niente di più semplice:
C'è il discorso del Presidente.
C'è il cotechino con le lenticchie.
C'è lo spumante.
C'è il bacio sotto il vischio.
E soprattutto c'è il primo nato dell'anno.
Questo povero pargolo, macchiato dell'unica colpa di esser venuto al mondo, si trova dopo pochi istanti di vita sotto i riflettori di chissà quale insulsa rete televisiva locale. E io, inerme e attonito, penso ai giornalisti che stanno davanti agli ospedali, l'ultimo dell'anno, e spulciano le liste delle donne gravide presenti in reparto, pronti ad analizzare le sensazioni e dare all'Italia un'importantissima (?) e fondamentale (??) notizia. 
Fortunatamente la notte di Capodanno bevo, e bevo talmente tanto che di questi insulsi avvenimenti, nella mia mente, non rimane che qualche pallido e confuso ricordo. 

«"sollazzo" nell'accezione più ironica del termine»

5 dicembre 2011
Ma quale vita, quale piacere senza l'aurea Afrodite?
Che io muoia quando più non mi stiano a cuore
l'amore segreto e i dolci doni e il letto, 
i fiori dilettevoli di giovinezza
per gli uomini e le donne. Ma quando incalza l'odiosa
senilità, che fa brutto anche l'uomo bello,
assidui tormenti lo sfibrano nel cuore
né si allieta a mirare i raggi del sole
ma in odio è ai ragazze e delle dame è scherno:
così penosa un Dio volle la vecchiezza! 


Fr.1 - Mimnermo


Non sono assolutamente arrivato al punto in cui abbandonerò l'amore per i dolci doni e il letto, e lungi da me l'idea di giungere a simili traguardi. Però dentro di me sento che più mi avvino a cifre importanti della mia età (venticinque anni, un quarto di secolo!), più sale la preoccupazione e l'idea di fare resoconti su ciò che è stata la mia vita. 
Non so il perché ma è come se una volta toccata la fatidica cifra dei TRENTA! la mia esistenza possa perdere di significato, e tutto ciò che arriverà dopo sarà il nulla più totale. Con questo non sto dicendo che i trentenni siano dei decrepiti, dei falliti e tutte le cose negative che possiate immaginare, sto solamente arrivando alla conclusione che io sia un fallito. A ventiquattro anni sento di aver abbandonato tante opportunità, di non aver sfruttato al massimo il mio tempo, e ho l'angosciante sensazione che se, quando giungerò nel mezzo del cammin di mia vita, non avrò trovato una collocazione al mio essere, la mia posizione all'interno del creato, allora mi considererò uno sconfitto, un perdente eterno che vagherà per il resto dei suoi anni senza nulla da fare. Sempre se avere a cuore l'amor segreto, i dolci doni e il letto si possa considerare nulla.

goodbye grey sky, hello blue!

1 dicembre 2011
È inutile che lo neghiate, io stesso non ne faccio di certo segreto: anche voi durante la vostra infanzia avete sognato di essere degli Arthur Herbert Fonzarelli, o per meglio dire Fonzie
Tutti, ne son certo, almeno una volta lo abbiamo desiderato ardentemente quando, seduti davanti al televisore, ammiravamo le sue doti di latin lover, la sua risolutezza, il suo essere figo sempre e comunque, la sua spavalderia che si macchiava di fascino indissolubile, gli stormi di ragazze che cascavano ai suoi piedi, e soprattutto abbiamo sempre voluto avere il suo tocco magico! Già, quella sua capacità fuori dal comune di risolvere qualsiasi guasto (meccanico, elettrico, elettronico), accendere una lampadina o un juke-box, con un semplice pugno sul muro o sull'oggetto interessato.
Io ci ho provato per anni a dar pugni agli oggetti, provocandomi serie lesioni alla mano destra. Come per anni mi son esercitato a lungo nello schioccare le dita, levare i pollici ed esclamare "Hey!"; ci son riuscito solamente l'estate scorsa. Ho anche tentato di emulare le sue imprese con giovani e balde giovanotte, ma a quanto pare mischiare i rozzi insegnamenti di Cheyenne con i metodi spavaldi di Fonzie porta solo ad un sacco di schiaffi
Ma dopo un lungo periodo di sconfitte e delusioni ho avuto la mia rivincita. 
Nel posto in cui lavoro abbiamo un bagno, e questo l'avevate capito già da tanti altri post. Il water del bagno appena citato ha un piccolo difetto: la vaschetta dell'acqua una volta che viene svuotata non si riempie più. Così un giorno (se non ricordo male erano le 9.30, minuto più minuto meno) per evitare di fare una figuraccia, ho provato in tutti i modi a riparare il guasto. Ho smontato l'intera vaschetta, svitato a mani nude un bullone dietro l'altro, chiuso e riaperto il rubinetto dell'acqua, ma niente da fare, ogni tentativo era inutile e mi gettava nel baratro della vergogna più totale. Finché non arrivò "Il colpo di genio!", e guardando la mia mano destra sentii in essa scorrere il Fonzie.
Ricomposta la vaschetta e avvitati tutti i bulloni, ovviamente a mani nude, prendo un profondo respiro, chiudo le mie dita sul palmo della mano destra, do un colpo e magicamente l'acqua va a riempire quel contenitore di plastica, facendo aumentare a dismisura la mia stima e potendo così trascorrere da quel giorno una serie di lunghi e prosperi Happy Days. 

Drink!