e poi stamattina mi son svegliato con il mal di pancia

30 maggio 2011
Alcuni di voi, miei cari lettori, quando scrissi questo post, mi chiesero di fare un resoconto delle tre serate (la quarta, ovvero la prima, me la son persa) che sarebbero andate a comporre l'European Jazz Expò di quest'anno a Cagliari. Poiché tutti quanti sapete che a far recensioni sono una schiappa inimmaginabile, ho deciso di raccontarvi invece come ho vissuto e visto questa grandissima festa svoltasi nel cuore della "Capitale del Mediterraneo" (siamo in pieno periodo elezioni, il parlare dei politicanti, un po', ha contagiato anche me). 

Venerdì.
Il piano era stato premeditato il giorno prima insieme a quel maleducato di Vobi. Pullman (perché siamo bravissime persone e non si guida quando si beve), alcol, sfascio e rientro l'indomani mattina; stavo praticamente rivivendo la mia adolescenza: è infatti dall'età di 17 anni che non facevo cose di questo tipo. 
Armato di 2L di vino rosso Cantine Sociali di Dolianova mi incamminavo quindi verso Cagliari, pronto a riempirmi lo stomaco ci cibo estremamente pesante, in modo da poter reggere meglio l'alcol. Il tutto fino a questo momento si stava svolgendo come da programma. 
Arrivati a Monte Claro un litro e mezzo di vino, comprato alla Marina giusto per non rischiare di finire presto le riserve alcoliche, era già terminato, ingurgitato tra un kebab e l'altro. Scenario bellissimo, il verde del parco, la musica in sottofondo, miriadi di persone che si lasciavano andare nell'erba all'erba, all'alcol e all'amore libero. Il paradiso. E in tutto questo ben di dio ecco che parte anche mezzo litro di vino. Diventai ufficialmente scemo. Vobi un po' dopo, ma le nostre condizioni erano molto simili. 
Da un punto di vista musicale, del venerdì non ricordo nulla, solamente tanto tanto altro vino, qualche birra, qualche canna e poi...
[comunicazione di servizio, qua i ricordi di Pesa si interrompono drasticamente] 
... mi ritrovai in piazza del Carmine a vomitare appoggiato ad un albero, con i soliti bastardi che ti filmano e ridono...
[comunicazione di servizio, qua i ricordi di Pesa si interrompono drasticamente] 
... finché non finii dentro un noto locale del centro Cagliaritano... 
[comunicazione di servizio, qua i ricordi di Pesa si interrompono drasticamente] 
... per poi uscire da suddetto locale e accasciarmi a terra e addormentarmi. 
Una volta rientrato dentro il locale era chiuso. Però siccome noi siamo dei fighi e abbiamo conoscenze siamo rimasti dentro a bere, mangiare e guardare Jackass ridendo come decerebrati. Erano le 4.00 a.m., prossimi alla morte io e Vobi riuscimmo a trovare un passaggio per tornare a casa. 
Chiudemmo la serata pronunciando una frase ripetuta più e più volte durante il corso dell'anno «S'amigu miu, ti ollu troppu beni, ma immoi se farendimi cacciai. Non bevo mai più!».*

Sabato. 
Svegliatomi confuso e felice decisi di tener fede, almeno per una volta, alla promessa fatta a Vobi, così decisi che non avrei bevuto e addirittura avrei preso la macchina per sembrare così una persona responsabile. E poi, diciamoci la verità, c'era Bollani, non potevo perdermelo per colpa di una stupidissima sbronza. 
Quindi, niente alcol, niente droga, solamente tanta tanta musica. 
Devo dire qualcosa su Bollani? Sulla sua bravura, sulla sua capacità di divertire con la musica, con le parole e i gesti? No! Quindi se proprio non sapete di cosa sto parlando andate a vedervi un suo concerto - non su YouTube!! - e non ne rimarrete assolutamente delusi. 
A proposito del maestro, ho da citare una conversazione ascoltata "involontariamente". Protagonisti due ragazzi, lei carina, lui cesso che molto probabilmente ci stava provando con scarsi, scarsissimi, risultati. 
Ragazzo «Cavoli, certo che mi piace Bollani eh»
Sale Bollani sul palco, il pubblico esulta e acclama il grande pianista. 
Ragazzo «Eh sì, fa proprio musica che mi piace Bollani... già già»
Parte la musica 
Ragazzo «Ma Bollani non inizia a suonare!?»
Ragazza «Ehm... guarda, mi pare sia proprio quello»
Ragazzo «Ah... accidenti, quanto mi piace Bollani».

Domenica.
Confermo il mio essere "bravo ragazzo", non bevo, non mi drogo (o forse solo un po') ascolto bellissima, strepitosa, meravigliosa, fantastica musica, scopro libri meravigliosi, strumenti musicali impensabili e torno a casa, perché il giorno dopo si lavora. 
Il mio resoconto è giusto alla fine. Come, come?? Volevate sapere qualcosa di più? Mi spiace miei cari, sareste dovuti venire! Tranquilli, potrete sempre rifarvi il prossimo anno. 


*«Amico mio, ti voglio troppo bene, ma in questo momento mi stai facendo uno schifo tale da vomitare. Ti prometto, e giuro solennemente, che non bevo mai più!»

solamente una piccola considerazione (part IV)

27 maggio 2011
Il venerdì sembra diventata la giornata delle mie piccole considerazioni, però questa notizia non può passare inosservata senza che nessuno ne parli. Finalmente, dopo quasi sei mesi di assenza dagli schermi TV, monitor dei PC, prime pagine dei giornali e discussioni da bar, ecco che fa prepotentemente il suo ritorno sulle scene lo zio d'Italia: Michele Misseri; e a quanto pare sembra essere pure innocente. 
Meno male, ero seriamente preoccupato da tempo per lui.  
E comunque il caso di Avetrana, io, l'avevo già risolto tempo addietro.


Qua consideravo tantissime altre cose.

take me out tonight

25 maggio 2011
Ci son fatti, momenti, pensieri, azioni, che mi lasciano letteralmente sconvolto. (Sa un po' di deja-vu vero? Non mi venivano altri incipit. Chiedo perdono)
Quando ancora ero un giovane e pimpante ragazzetto di quattordici anni, stavo lì buono buono a giocare con i miei cuginetti ed ecco che qualcuno decide di buttare giù le Torri Gemelle; in quel momento non sapevo proprio che pensare, ricordo che la prima cosa che mi venne in mente fu la bomba atomica: immaginavo – rigorosamente in bianco e nero - gli americani che sganciavano da un ipotetico "Enola Gay 2" la devastante bomba H per sterminare tutti i talebani, Bin Laden compreso. Ero veramente ingenuo. 
Quando morì Giovanni Paolo II mi trovavo a Barcellona in gita con la scuola. I miei compagni di classe piangevano, scendevano nella hall dell'albergo e si disperavano per la morte di quello che, solamente un paio d'anni dopo, sarebbe diventato una faccia su delle bandiere vendute all'Auchan. Ho il vivo ricordo di un mio compagno (successivamente passato a CL) che, ad ogni persona che incrociava, neanche fosse il receptionist di chissà quale grande evento, faceva, con viso spento e intristito: «È morto». Lì per lì non capii cosa stesse dicendo, infatti molto finemente chiesi al mio compagno di stanza «Ma chi cazzo è morto!? Perché cazzo piangono tutti!?». Una volta scoperto l'arcano rimasi scioccato, non dalla morte del papa, ma dal fatto che c'era gente che piangeva per quell'evento. Anche se c’è da dire che considerando il fatto che erano persone che hanno pianto anche quando è morto Gianni Agnelli non è che ci sia tanto da meravigliarsi. 
La vittoria del mondiale nel 2006, invece, mi colpì particolarmente perché non avrei mai scommesso un centesimo su quell'Italia. Per non correre il rischio di sorprendermi nuovamente nel 2010, fortunatamente, la nazionale è riuscita ad uscire immediatamente. 
La crisi, il prezzo della benzina, l'aumento di tutto quanto, mi hanno spaventato perché essendo ormai una persona adulta (?) entravo per la prima volta in contatto con la realtà del mondo, dovevo guadagnarmi i soldi da solo ed era una cosa estremamente difficile. Capivo le difficoltà e i problemi che son disseminati all'interno della vita di ogni persona e dovevo riuscire a superarli con le mie sole forze, cadendo e rialzandomi in continuazione, finché finalmente, visto che la ruota gira per tutti, così dicono, non ha girato anche in mio favore. Tutto ciò è stato veramente un grande shock. 
E poi ieri stasera. Sì, esattamente ieri, intorno alle 20.00, una volta tornato dall'ufficio. Voi ora vi starete chiedendo cosa sia successo, quale incredibile fatto sia avvenuto, cosa abbia mai potuto turbare la mia psiche tanto da portarmi a scrivere un post su tutto ciò. Beh ieri sera, tornato a casa dopo una giornata lavorativa affatto faticosa, mi son concesso una sana e liberatoria pisciata. Mentre urinavo come poche volte ho fatto in vita mia, pensavo (sì, ultimamente mi capita spesso di pensare in bagno) e riflettevo, pensavo e riflettevo, riflettevo e pensavo, finché ecco l’illuminazione! Io son destrorso: scrivo con la destra, lancio con la destra, mi scaccolo con la destra e pure le pippe, dio (nella mia doccia) mi è testimone, me le tiro con la destra! Eppure mentre piscio me lo reggo con la sinistra.

scusa il 12 e 13 giugno hai qualche impegno?

23 maggio 2011

meno male che pesa c'è

20 maggio 2011
Prot. N° 1/11 
Cagliari , 20 Maggio 2011  

Alla spettabile attenzione del Mondo.

Visti gli ultimi risultati elettorali, 
Presi in considerazione gli attuali politicanti italiani, 
Esaminati in serie tutti i programmi, da destra a sinistra, dei partiti componenti l’Italiano parlamento, 
Il sottoscritto, cittadino Pesa, nato a Cagliari circa 24 anni fa, 

DICHIARA 

la sua volontà di candidarsi a Presidente incontrastato dell’Italia per tutti gli anni a venire, finché morte non ci separi. 
Questa decisione è stata indotta da continuo sdegno e schifo, provocati dalle notizie provenienti dai luoghi dell’Italico potere, dalla violazione degli art. 1, 2, 3, 4, 5, 6, ... , 137, 138, 139 della Costituzione Italiana, e dalla faccia di Emilio Fede che continua a stazionare su Rete4 ogni sera. 
Pertanto il programma del sopracitato cittadino Pesa consisterà in: 

  • drastica riduzione degli stipendi di: parlamentari, presidenti di: Repubblica, Consiglio dei Ministri, Camera dei Deputati, Camera dei Senatori, Regione, Provincia, Giunta Regionale, Giunta Provinciale, Giunta Comunale e Rionale, Condominio, Squadra di calcetto amatoriale; sindaci, consiglieri: Regionali, Provinciali, Comunali. 
  • fondazione della rete televisiva “Ora mi sputtano”, in cui ogni cittadino eletto a qualsiasi carica amministrativa dovrà comunicare ogni spesa effettuata con soldi pubblici, quante volte è finito in tribunale e perché. Finalmente tale emittente televisiva darà un significato all’elettrodomestico chiamato televisione. 
  • cinque voli di Stato concessi ad ogni parlamentare. Ognuno di questi voli dovrà essere accuratamente giustificato sulla rete televisiva nazionale “Ora mi sputtano”. Grazie al televoto, che avrà durata 60 minuti a costo 0,00 €/min., il cittadino potrà decidere se accordare o meno tale volo. 
  • cellulare di servizio perennemente sotto intercettazioni che dovranno essere rese pubbliche dalle 18.00 alle 20.00 su ogni emittente televisiva e radiofonica nazionale. Io ti ho messo lì e Io voglio sapere che cazzo combini con i miei soldi. Se vuoi chiamare qualcuno lo fai spendendo i tuoi soldi. 
  • ristoranti, cinema, taxi, insomma tutti i privilegi degli attuali parlamentari saranno aboliti. C'è comunque da considerare che fare il politico, quando si è ad alti livelli, è impegnativo, pertanto ci sarà un premio produzione per ogni deputato. Ogni azione giusta, valutata grazie al voto da casa del cittadino, sarà premiata con un buono omaggio da consumare dove si preferisce. Il resto sarà pagato dalle tasche del politicante di turno. 

Ecco tutto. Voi, cari concittadini, starete pensando che cinque punti siano effettivamente troppo pochi per costituire un vero e concreto programma elettorale, vero? Beh, non potete però negare che sia il migliore che abbiate mai letto. 

Cagliari, lì 20 Maggio 2011 

In fede - non Emilio - con tanto affetto,
il futuro Presidente Incontrastato dell'Italia
Pesa

così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mar

18 maggio 2011


memorie di uno scrutatore, il domani non muore mai

17 maggio 2011
Alcune esperienze segnano profondamente la nostra esistenza; quella di fare lo scrutatore per le elezioni comunali, ovvero in cui un voto fa realmente la differenza e si vince o si perde per un piccolissimo errore di valutazione nell'interpretazione della scrittura dell'elettore, è stata sicuramente una delle più scioccanti, certo, ma anche una da quelle in cui ho imparato tantissime cose; ad esempio che: 

il peggior nemico della democrazia e degli elettori non è Berlusconi, Emilio Fede, la cattiva informazione e tutti questi luoghi comuni da frequentatori di salotti Santoriani, bensì le sedie dei seggi elettorali. Ho visto intorno alle 500 persone inciampare nelle sedie disseminate nel seggio, una addirittura è caduta finendo letteralmente sdraiata per terra; io stesso, intorno alle 3.00 a.m., son inciampato, nel giro di 10 minuti, almeno quarantacinque volte. 
L'elettorato non capisce un cazzo! Voti per un candidato consigliere in una lista di un'altra coalizione rispetto all'originale, nomi totalmente inventati, grafie improponibili, stili di voto inesistenti, insomma gli spot per informare il cittadino sulle modalità di voto sono totalmente inutili. Però hanno portato tutti quanti la carta d'identità. 
I rappresentanti di lista son la peggior invenzione del genere umano. È a causa loro se ho finito alle 03.20; sempre a causa loro ho quasi tirato un pugno ad una donna (rappresentante di lista); per colpa di queste aberranti creature disprezzo sempre di più le elezioni comunali. 
La gente è frustrata e si rifà con le elezioni e l'immenso senso di legge e ordine che questo trasmetto, non capendoci nulla, facendo figuracce che entreranno nella storia come ad esempio rimandare a diritti e doveri del cittadino totalmente inesistenti o comunque privi di qualsiasi tipo di significato logico. 
I sardi non sono scemi, abbiamo un cervello, siamo gente che ha capito tutto della vita. Il 97% dei votanti ha detto NO (votando SÌ) al nucleare.

E ora voglio farvi un regalo. 
Ecco una piccola raccolta delle migliori castronerie raccolte in due giorni al seggio. 

«Si ricordi di non sovrapporre le schede al momento del voto, altrimenti rimane impresso il segno della prima scheda sulla seconda e il voto è nullo» 
« ?? »
«Sì, non le deve mettere una sopra l'altra, funziona un po' come la carta carbone
« ?? »
«Non le metta così!»
«Eh, secondo lei sono scemo che me lo deve far vedere!?»
«... devo rispondere?»

«Scusi, ma cosa devo mettere qui? Sì o No? Ceee le fanno a trabocchetto queste domande!»

«Mi da un'altra scheda per favore? Ho sbagliato a votare»
«No signora, mi dispiace, non si può» 
«Ma è proprio sicura? Non lo diciamo in giro»

«Si vota con la matita!?»
«Certo, guardi è una matita particolare, è indelebile» 
«Ah, se lo dice lei»
Durante lo spoglio abbiamo trovato un voto a penna. 

«Ascolti mio figlio non ha mai votato»
«Quanti anni ha?»
«20»
«Ok, quindi?»
«Se lo porto qui lo posso accompagnare dentro per fargli vedere come si fa?» 
« ... »

«Il signore può votare»
«Ecco, a lei» 
Prende la scheda, la matita si dirige verso un banco, si china e inizia a scrivere
«Nooooooo! Vada dietro la tenda a votare!»

Insomma, alla fine sì ho lavorato intorno alle 48 ore per appena 140€ però ho vissuto esperienze fuori dal comune, ho incontrato personaggi degni di nota e soprattutto ho potuto finalmente avere l'ennesima conferma che Sora Lella aveva ragione sui finanzieri. Io amo quella donna. 

memorie di uno scrutatore

14 maggio 2011
Questo pomeriggio, sulle 562 sigle, che riportavano le iniziali del mio nome e cognome, da me apposte su schede elettorali, verbali e solo dio sa cosa, ho potuto facilmente riscontrare che son comparse esattamente 562 differenti sigle.

e un dio che è morto

Non voglio star qui a dire ovvietà, però che la Santa Apostolica Romana sia la più grande organizzazione criminale della storia – addirittura più del PDL – è risaputo. Quante son state nel corso della storia le menti plagiate da discorsi di salvezza eterna, regno dei cieli, canti di angeli perpetui e chi più ne ha più ne metta? Innumerevoli. Ma ancora più inelencabili son stati gli omicidi, le guerre e le varie nefandezze comandate da chi gestiva questa incredibile macchina da soldi e sangue. 
Durante un’attenta riflessione, avvenuta intorno alle 5.00 a.m. dopo una sbornia millenaria (intorno ai 3L di Ichnusa), ho notato che gli omicidi dovuti alla volontà divina son diminuiti nel corso del tempo; se in passato la divinità era vista come principale causa di omicidi, e molto spesso era considerata cosa buona e giusta, oggi questa antichissima e diffusissima moda è praticamente sparita. 

«Bargello, bargello! Ho ucciso mio figlio!» 
«Cristiddio! E perché l’ha ucciso?» 
«Il Signore Dio Nostro me l’ha ordinato, diceva che aveva il diavolo in corpo!» 
«Ah, e non poteva dirlo prima?? Nessun problema!» 

Ecco, più o meno, era così che si svolgevano le dispute giudiziarie in passato. 
Oggi, tra televisioni, emendamenti salva premier, Emilio Fede, è tutto più complesso. Passano gli anni e si ha ancora il dubbio se Anna Maria Franzoni abbia ucciso realmente il figlio. 
Quindi, sempre durante questa attentissima riflessione, son arrivato alla conclusione che è bene rilanciare la moda degli omicidi divini, e ampliarla, così giusto per rendere il nostro mondo un po’ più immediato: perché continuare a pagare avvocati, sprecare tempo in tristissime aule di tribunale, quando si può dare la colpa al divino, che tanto è perfetto e nulla gli si può dire? Se squarto un agnello e lo offro a dio, perché vengo considerato come una persona insensibile e crudele? Possiamo semplicemente dire che è un sacrificio a dio per avermi fatto cagare dopo 2 giorni di stitichezza. 
Il mio messaggio in sostanza è quest, se la chiesa continua ad esistere, e a incunearsi prepotentemente nelle nostre vite, sfruttiamola, o meglio, diamo finalmente un senso a dio: usiamolo come capro espiatorio per tutto quanto!

pesa riprende a parlare del proprio lavoro, e la cosa non importa a nessuno

11 maggio 2011
«Pronto?»
«Salve, ascolti, avrei alcune domande da fare»
«Prego, dica pure»

Ascolto i farneticamenti e le strampalate domande della signora cercando di rispondere in modo pacato, per circa 5 minuti, con ovvie e scontate frasi pre-costruite del tipo «Ci faremo sentire noi», «Ma certo si figuri, troverà tutto sul nostro sito internet», «Supercalifragilistichespiralidoso»; quando ecco che dall'altro capo del telefono iniziano ad arrivare domande davanti alle quali anche io, ottimo impiegato, mi trovo totalmente spiazzato.

«Ah... ascolti, maaaa (il "ma" era proprio così lungo) si trova più lavoro con il diploma o con la laurea?»
«Eh!?»
«Sì sì, con il diploma o con la laurea. Voglio dire, dove mi prendono di più?»
"Se continui a parlare così sicuramente ti prendo a colpi (o a bottiglia, citando Mr.Ford)" penso tra me e me, invece rispondo:
«Mah, guardi, sicuramente con la laurea, anche se, alla fin fine, al giorno d'oggi, la meritocrazia non esiste più»
«Eeeeh con la laurea quindi... e con la terza media?»
«Così penso sia ancora più difficile»
«Mmm più difficile»
«...»
«Mmmm»
«...»
«Beh»
«...»
«Mmmm»
«...»
«Aaaaah»
«...»
«Quindi è difficile... va be' grazie»
«Arrivederci, si figuri»
«Sì sì, arrivederci»

Durante questa telefonata ho provato svariate volte odio puro, e anche una sfrenata voglia di uccidere. 

"a fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l'esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato" Paolo Borsellino, Magistrato (Palermo, 19 gennaio 1940 - Palermo, 19 luglio 1992)

9 maggio 2011
«Se dicessi che conosco i problemi del Welfare direi una bugia. Serve un ruolo di guida politico, non una competenza specifica del settore» Luca Bellotti, Sottosegretario di Stato al Ministero del Welfare.

«Un incarico di governo mi avrebbe messo in difficoltà, sono io che non l'ho voluto» Massimo Calearo, Consigliere personale del Presidente del Consiglio per il Commercio Estero. 

«E perché dovrei tacere di questa intima connessione con la Chiesa? La Chiesa ha sempre speso belle parole per me. Conosco cinque, sei, cardinali, qualcuno avrà fatto una telefonata» Giampiero Catone, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

«Guardi, io ho lavorato tanto con i ristoranti, non sono un ristoratore ma un buongustaio, e soprattutto un buon cuoco: a tempo perso, molte volte, aiuto mia moglie» Antonio Razzi, Consigliere personale del Ministro dell'Agricoltura Francesco Saverio Romano.

Ma quanto son contento di essere rappresentato da personaggi di questo tipo. E Silvio ha promesso che a breve ne arriveranno anche altri 10. Viviamo in un meraviglioso paese!

solamente una piccola considerazione (part III)

6 maggio 2011
Solamente ora, mentre scorro tra i vari titoli di canzoni che hanno fatto la storia, mi son accorto di una cosa sconcertante: non ho mai ascoltato la versione originale di Blitzkrieg Bop dei Ramones. In tutti questi anni, di quest'inno mondiale del punk-rock vecchio stampo, ho sempre ascoltato cover realizzate da giovani gruppetti locali che muovevano i primi passi nel mondo della musica, file midi e chi più ne ha più ne metta. Ma tutto questo perché? Semplice è la canzone più intuitiva, semplice, coinvolgente e suonata della storia e quindi diciamo che la davo per scontata; è quel tipo di canzone che, anche se non l'hai mai sentita o ascoltata, conosci per forza. 
Quante persone hanno iniziato a suonare la chitarra, o il basso, con quel giro La, Re, Mi suonato all'infinito? Sfido voi ad aver preso almeno una volta uno strumento cordofono e non aver mai eseguito quel giro.
Eppure io, prima di questo momento, non l'avevo mai sentita suonata dai quattro fratellini Ramones. 


Quindi cos'altro ci rimane da dire?
«Hey ho, let's go! Hey ho, let's go!»


Qua consideravo un'altra cosa.

teologia spiccia

4 maggio 2011
Ieri ho visto dio. Sì, proprio lui, quello che solitamente viene raffigurato con una folta barba bianca, un triangolo occhiuto sopra la testa e un sacco di angeli attorno che festanti lo osannano per l'eternità.
Non per essere presuntuoso, ma penso sia comparso per lanciarmi un messaggio; un po' come facevano, tanto tanto tempo fa, le varie madonne sparse in tutto il mondo con quei poveri pastori, orfanelli e mendicanti. Insomma un sacco di gente piena di problemi.
Ero in doccia e mentre insaponavo teneramente - e, tengo a precisare, con una certa cura - le mie parti intime non pensavo a nulla. Canticchiavo e non pensavo. L'unica mia preoccupazione era "insaponare e risciacquare", finché, alzando lo sguardo verso l'alto, notai una strana forma sul box doccia. 
Inizialmente non capii bene cosa vi era rappresentato, non erano forme ben definite e lì per lì, onestamente, me ne infischiai. Lentamente, mentre il vapore dell'acqua calda saliva verso l'alto, i contorni iniziarono a delinearsi meglio: era una faccia; una faccia sorridente, per l'esattezza, e con una strana forma sopra gli occhi. Voi starete pensando "ecco, ecco, quella forma è il triangolo! ecco, ecco, è il divino!". Sbagliate. Quella forma era una forma perfettamente quadrata, nessun dubbio in merito. E allora la fissai notando che anche lei, la faccia, a sua volta, fissava me. Mi sentii un po' in soggezione, e infatti, quasi con un gesto automatico e istintivo, coprii le mie vergogne. 
Provai inutilmente a lanciare acqua addosso all'immonda figura in moda farla sparire, ma niente da fare, continuava imperterrita a star lì, a guardare e sorridere. Solamente allora arrivai alla conclusione, era dio. Nessun essere vivente, e non, può infatti resistere all'acqua su un box doccia e non scivolare via; anche lo shampoo, che prima stava sui miei capelli, non era riuscito a farla franca. Quel sorriso invece sì.
Rassegnato e leggermente impaurito abbandonai il bagno con l'instancabile dubbio dell'origine di quell'immagine, del significato di quell'espressione e del perché continuasse a persistere sul mio box doccia. 
Terminata la purificazione del mio corpo grazie all'acqua, ma ancora di più grazie alle divine occhiate, mi son fiondato su internet per cercare una spiegazione e capire cosa potesse significare quella bocca ridente. Dopo varie ricerche, che mi hanno portato nei più noti e rinomati siti di teologia tra cui quello del Vaticano, quello di Vittorio Messori, di Arrigo Muscio e pure, pensate un po', quello di Ragno (noto teologo ligure e praticante del divino insegnamento ecclesiastico), son riuscito a capire il perché di quell'incredibile manifestazione divina: pulisci quel cazzo di box doccia

riesci a vedere? (cit., chi la capisce è bravo)

1 maggio 2011
Oggi Cagliari era agghindata a festa, la città ha tirato fuori il vestito buono e si è messa in bella mostra per cittadini che hanno riscoperto l'annuale amore cittadino, sardi provenienti da ogni dove e turisti giunti in loco per la massima espressione di devozione e dedizione di un popolo intero (i sardi appunto) nei confronti di una divinità: Sant'Efisio. Se non sapete di cosa sto parlando esiste Wikipedia e la pagina dedicata alla festa appena citata.
L'intero centro cittadino è stato coinvolto nei festeggiamenti del santo più amato dai sardi, credenti e non, perché Sant'Efisi - non c'è l'errore di battitura, è semplicemente scritto "a sa sarda" - ha il potere di ricordare alla gente che esistono ancora tradizioni forti che possono andare oltre il mero significato religioso e sconfinare nel profano, avvicinare la gente a ritualità e misticismo, mantenendo quel fascino che se non lo si vive è praticamente impossibile spiegare. E se ci è riuscito con un blasfemo come me potete tranquillamente immaginare.
Le vie son state invase da odori: quello dei petali di rose che hanno ricoperto la via Roma, e anche quello della merda di cavalli e buoi; colori: i meravigliosi vestiti tradizionali sardi che hanno sfilato, i palazzi della città che scintillavano sotto un sole quasi incredibile per il meteo di questi giorni; suoni: le launeddas del grandissimo maestro Luigi Lai, le sirene delle navi che salutano l'ingresso del santo nella via principale. 
Insomma, bisogna viverla! 
Viverla cazzo!! Come tutte le cose del mondo, e invece noi esseri umani siamo pigri, siamo stanchi anche di vivere l'attimo e preferiamo immagazzinarlo all'interno di chissà quale diabolica macchina fotografica per poterlo gustare dopo, perdendo tutto ciò che circonda un evento, tutte le piccole sfumature che rendono quel momento particolare. 
Ecco che passato il carro d'oro, contenente la statua del Santo, tutti dietro con videocamere, cellulari, macchine fotografiche e chi più ne ha più ne metta; un mare di braccia tese a carpire qualche immagine della processione si stagliava dietro la figura del baffuto patrono della nostra isola. La gente non guardava attraverso i propri occhi, bensì attraverso il microschermo dell'aggeggio elettronico per poter controllare al meglio le proprie riprese, lasciando al caso e al nulla tutto ciò che in quel momento ci circondava, quel mare di odori, suoni e colori che ci avvolgeva, sardi e turisti, tutti insieme. 
Anche io, in passato, ho affidato a cellulari e macchine fotografiche la visione di concerti e quant'altro, ma oggi qualcosa è scoccato dentro di me, il vedere quella miriade di  mani svettare in cielo mi ha fatto rinsavire; quindi in verità vi dico "esseri umani, genti di tutte le terre, di tutti i popoli e di tutte le razze riprendete il possesso dei vostri occhi, dei vostri sensi, e soprattutto della vostra memoria!"

Drink!