momento nostalgia

20 dicembre 2011
Juliet ha detto...
Perché in molti dei tuoi post nuovi si parla delle tue avventure col cesso? :D
01 dicembre 2011 21:34

pesa ha detto...
@Juliet: Eh perché ci passo molto tempo, un giorno avevo fatto un piccolo calcolo, messo nero su bianco sul blog, ed è risultato praticamente che ho passato circa 6 anni della mia vita seduto sul cesso. Checcevofa'!?
01 dicembre 2011 22:10



Domanda intelligente quella della giovane Juliet.
E risposta ancora più intelligente la mia. È vero, scrivo tanto sul cesso perché effettivamente ci passo tantissimo tempo. Trovo rilassante leggere il giornale con le chiappe comodamente posate sulla fredda plastica (o marmo talvolta) del water, e questo è solamente uno dei tanti motivi che mi portano ad affrontare questo spigoloso argomento. Effettivamente però nella mia risposta, e nel vecchio post (poi andando a rileggere ho scoperto che gli anni sono 9!) scritto più di un anno e mezzo fa, ho commesso un piccolo errore: non ho tenuto conto degli anni degli anni di scuola.
Il bagno della scuola rappresenta una tappa fondamentale per qualsiasi essere umano di sesso maschile. Nel mio liceo, una volta attraversata quella lugubre e mal ridipinta porta grigia, si accedeva ad un altro mondo in cui i poteri di docenti, preside, e in particolar modo bidelli, decadevano. I padroni erano gli studenti.
Per entrare a far parte di questa élite non era sufficiente essere dei semplici scapestrati alunni, bisognava avere un minimo di carisma e soprattutto coraggio. Il tutto iniziava al ginnasio. Durante i primi due anni di scuola superiore, quando la porta era chiusa, ci si pensava due volte prima di varcarla. Da dentro il bagno infatti provenivano, oltre alla classica puzza di sigaretta (e nei casi migliori erba), urla e risate, scontri e dibattiti, dei ragazzi più grandi, quelli che tenevano le redini del piano, e allora, in preda alla pienezza della propria vescica e alla paura di essere soggiogati da questi "irraggiungibili" personaggi, si correva ai bagni degli altri piani, sperando di trovarli deserti; addirittura, quando proprio non era giornata, si arrivava a girare tutta la scuola. 
Il grande passo veniva compiuto al liceo: si diventa maturi; le materie iniziano ad assumere nomi altisonanti e importanti come "filosofia","biologia"; i docenti cambiano e iniziano ad essere gli stessi di quei ragazzi più grandi prima citati. E quindi si aveva un terribile fardello da condividere con le altre classi, e niente fa legare le persone quanto un male comune. 
Ma il passo per la conquista del bagno è ancora lungo. 
Non bisogna essere sfacciati e dar per scontata la propria "ammissione", si deve infatti iniziare magari con timidi ingressi, con qualche saluto, uno sbuffo o una lamentela, e piano piano vedrete che si noterà qualche cambiamento: le domande sul comportamento che assumono i docenti con la tua classe - per verificare la presenza di qualche favoritismo nei vostri confronti da parte di quegli odiosi uomini di mezza età e donne in meno pausa - diventano oro per la tua accettazione; le battute e i modi stravaganti di alcuni insegnanti posso essere ottimo materiale per l'avvio di una conversazione; e così via, finché non arrivi a passare le ore di "filosofia" o "biologia" in bagno. Tanto i professori non facevano nulla di diverso se non ripetere pari pari ciò che c'era scritto sul libro.
Passano inesorabilmente gli anni, e pian piano sei entrato a far parte di quell'ecosistema in cui non esistono regole scritte o padroni, ma sai che il rispetto è fondamentale come altrettanto lo sono la condivisione e l'insofferenza nei confronti di quelle maledette cinque ore giornaliere di reclusione scolastica. Di una cosa però sei certo: non avrai timore nell'ammettere che una piccola lacrimuccia, quel lontano 1 luglio 2006, è scesa dal tuo volto, mentre con aria nostalgica guardavi per l'ultima volta quella porta grigia mal ridipinta. 

18 commenti:

Juliet ha detto...

La mia personalità estremamente interessante ispira post intellettuali, lo so.

Melinda ha detto...

Ma che bel post nostalgico!!! :,)

MrJamesFord ha detto...

I post ad argomento cesso hanno sempre una marcia in più. ;)

Conte di Montenegro ha detto...

Non ti chiedo dove c'è stata la cagata "indimenticabile" allora!

Marina ha detto...

Oh...mi viene la tristezza cosmica... ripenso al cesso del Liceo Artistico. Sobb.

Thunder ha detto...

Quanto le odiavo queste "gerarchie", io sono sempre stata asociale cronica, nonché indifferente ai commenti idioti della stragrande maggioranza dei miei coetanei; ma soprattutto filosofia e biologia erano le mie materie preferite!! :P
P.s. il tuo rapporto col cesso è a dir poco invidiabile!

Baol ha detto...

Ah...come ti capisco...

pesa ha detto...

@Juliet: Quasi una Musa.

@Melinda: Eh sì, parlare del liceo mi mette sempre tanta nostalgia. È un periodo che, nel bene e nel male, ha segnato la mia vita.

@MrFord: E pensa che il 99% del mio blog è composto da post di questo tipo :D

@Conte: Ogni cagata è indimenticabile e speciale.

@Marina: Anche io quando penso al mio bel liceo Classico a stento trattengo le lacrime.

@Thunder: Eh beh questo perché sei una donna :) Il rapporto tra un uomo e il cesso della scuola è qualcosa di inspiegabile, che neanche biologia e filosofia possono spiegare. E comunque anche a me piacevano tanto, solo che preferivo rafforzare i miei rapporti sociali piuttosto che ascoltare la lettura del libro in aula :)

@Baol: Esperienze comuni. I bagni scolastici segnano tutti noi uomini.

Emanuele Secco ha detto...

Ah il cesso, il cesso :) A riguardo ti lascio il link ad un mio post :)

http://emanuele-secco.blogspot.com/2011/12/untitleds-fragments-pt2.html

E.

Grace (ma gnappetta della Val Gina) ha detto...

Non avevo mai provato nostalgia per un cesso..
Ma ora che ho letto 'sto post rimpiango anch'io la TUALETT del liceo..cavolo lì ho dato il mio primo e ULTIMO tiro :(

Baol ha detto...

Per non parlare di quelli dell'università!

pesa ha detto...

@Grace: Con umiltà e ignoranza su tutto, il blog che fa nascere le emozioni.
Potrebbe essere una buona pubblicità.

@Baol: Beh quelli dell'università un po' meno, forse perché usavo più quelli del bar della facoltà! Di quel periodo però ricordo molto bene la biblioteca.

LA CONIGLIA ha detto...

solo tu puoi rendere nostalgico e così poetico...un cesso di un liceo della nostra città!

(per quanto riguarda la scelta dell'indirizzo di studi ti ho già detto quanto sei snob dato il liceo che hai fatto, no? ;)

Temporala ha detto...

Una volta una guida turistica disse una cosa del tipo: "Il momento più bello nella vita è quando facciamo la cacca". Non fu una nozione molto istruttiva, né particolarmente fine, direi che fu di cattivo gusto e fuori luogo. Però aveva qualcosa di vero in fondo, ma molto in fondo...

pesa ha detto...

@Coniglia: E sai benissimo che ho fatto pure il liceo Classico meno snob che si possa trovare a Cagliari :D

@Temporala: Eh dai, è un bel momento tutto sommato, soprattutto se trattieni per un paio di ore.

LA CONIGLIA ha detto...

pesa non prendiamoci per il culo, sarà il liceo classico meno snob, ma comunque è un liceo classico, snob per definizione!!! :P

Temporala ha detto...

Difficile è (una parola) intrigante.

pesa ha detto...

@Coniglia: Cercavo di darmi un minimo di decoro e salvarmi in corner :D Ma almeno ero tra gli "alternativi", evitavo le Prada e avevo i capelli lunghi al culo. Facevo cagare.

@Temporala: Eh!? Non capisco :(

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