non potete capire

25 settembre 2011
Non so definire la parola felicità. Ovvero: non so che sia la felicità. Credo di avere sperimentato momenti di gioia intensa, da battermi i pugni sul petto, al sole, alla pioggia o al coperto, urlando (a volte vorrei farlo e non si può, sarebbe giudicato segno di disturbo mentale) o da credere di camminare sulle nuvole o da sentire l'anima farsi leggera e volare alta fino a Dio (è capitato di rado). È la felicità? Così breve? Così poca?

Se esiste una parola per dire i sentimenti dei sardi nei millenni di isolamento fra nuraghe e bronzetti forse è felicità.

Passavamo sulla terra leggeri come acqua, [...], come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli o scende scivolando sulle pietre, per i monti e i colli fino al piano, dai torrenti al fiume, a farsi lenta verso le paludi e il mare, chiamata in vapore dal sole a diventare nube dominata dai venti e pioggia benedetta.


Sergio Atzeni
Passavamo sulla terra leggeri 
Mondadori, 1996

Sono tornato a Casa. 

18 commenti:

Juliet ha detto...

Bentornato mio caro :)
Te l'avevo già detto, ma che bellissime parole!

Marina ha detto...

la felicità temo che sia davvero qualcosa di così effimero che l'uomo cerca sempre di fermare ogni momento in ogni modo, scrivendo, fotografando, abbracciando, ... temo che almeno in piemonte sia così.

ciku ha detto...

la felicità non esiste. per lo meno dopo i 10 anni.
però ritrovare dopo giorni il proprio letto aiuta a raggiungere una certa serenità, questo sì.

Grace (ma gnappetta della Val Gina) ha detto...

Questa tua felicità partecipata è CONTAGIOSA :)
Bentornato a casa !

pesa ha detto...

@Juliet: Parole superlative, forse quanto di meglio la letteratura sarda abbia mai prodotto.

@Marina: Io ho iniziato a sentire una gioia immensa e ad avere un sorriso ebete sul volto non appena ho visto le coste natie. Penso sia un sentimento che solamente chi ha un forte, fortissimo, spirito di appartenenza possa provare.

@ciku: Anche ritrovare il maialetto che ti aspetta in tavola accompagnato da un bicchiere di Cannonau e una bella fetta di pecorino, però questi son dettagli.

@Grace: Grazie mille :) Aspetto l'invito a cena da te per i cannoli, non lo dimentico!!!

VioletPussy ha detto...

Si..Penso che la felicità duri pochi secondi..Anche essere sempre felici è segno di malattia mentale...!! Buon rientro in patria allora! Verrò a scroccarti le ferie ad agosto prossimo..Prepara del vino sardo.

pesa ha detto...

@Violet: Dipende dal tipo di felicità. Per me ieri è durata tutta la durata del pasto con i miei parenti e il pomeriggio passato con l'amore mio.
Scrocca quando vuoi, e tranquilla, vino, mirto, fil'e ferru, Ichnusa, tutto quello che vuoi!

Thunder ha detto...

Ti sbagli, io penso di poter capire perfettamente! Ne ho trascorsi di pranzi domenicali a base di pasta, vino e risate, ma il meglio viene quando anche la dolce metà si sente a completo agio nella famiglia...
Ci sono momenti in cui capita di alienarsi per un istante e pensare: "cazzo, vorrei congelare il tempo in questo preciso istante!" perchè si sta davvero troppo bene.
Sicchè io dico che la felicità sta nelle cose quotidiane; in tante piccole cose che la maggior parte delle persone non vede perché corre troppo.

Maraptica ha detto...

Ohhhhhhhhhh così non ti sentiamo più lamentarti! ;)

pesa ha detto...

@Thunder: Mmm mi sa che non hai capito, poi leggi alla fine dei commenti.

@Maraptica: Ahahah tranquilla, tornerò in primavera, ho intenzione di girare un bel po' di luoghi montanari meravigliosi.

Esplicazione del post.
Il mio intento non era manifestare la gioia per il ritorno a casa (intesa come oggetto fisico, o nucleo familiare), volevo provare a comunicarvi la gioia per il mio ritorno in Sardegna, e ci ho provato con uno dei più grandi scrittori che la cultura Sarda abbia mai avuto.
Detto questo, il titolo "non potete capire" è stato scelto perché penso che la maggior parte di voi, miei lettori, non siate sardi, quindi non abbiate idea di quanto sia grande l'attaccamento nei confronti della nostra Terra. Io sentivo un'immensa mancanza, ho visto posti bellissimi lì in Abruzzo, ma la Sardegna, la mia Terra, è tutt'altra cosa.
Il termine "Casa" conclusivo pertanto potete intuire a chi fosse riferito :)

p.s. Iniziate a leggere Sergio Atzeni. Io sto leggendo Ignazio Silone, quindi Maraptica compensa :)

Bacio di Dama ha detto...

ma che bellezza due cagliaritani 'leoni'
fantastico.
Non credo di conoscerti, ma mi farà piacere seguirti.
Asibiri!!!

pesa ha detto...

@Dama: Beh, essendo anche tu cagliaritana e Sarda penso potrai capire benissimo cosa intendo quando parlo di nostalgia della Sardegna :)
A si biri!

Sileno27 ha detto...

la felicità non esiste.

pesa ha detto...

Sileno è un invenzione dei Mass Media.

Maraptica ha detto...

OkOkOk, ora mi tocca. Amare la Sardegna è una cosa fin troppo semplice, basta posarci piede una volta sola. Cerco e leggo :)

pesa ha detto...

@Maraptica: Informati, informati, ne vale proprio la pena. E poi scusa se abbiamo una Terra meravigliosa non possiamo farci nulla! :)

Thunder ha detto...

Pesa ma io mi riferivo al tuo commento in cui dicevi che "la felicità era durata la durata di tutto il pasto con i tuoi e il pomeriggio con il tuo amore".
No, in effetti per quanto riguarda la tua terra natìa non credo di poter capire a fondo; a me succede una cosa completamente diversa: avendo vissuto fino ad oggi facendo la spola tra Campania e Sicilia, ed essendo molto legata ad entrambe le regioni, ogni volta che parto per andare in una direzione o nell'altra sono felice ed un po' triste al contempo.

P.s. accetto il consiglio, però prima di darmi a queste letture dovrei quantomeno visitarla la Sardegna! :)

pesa ha detto...

@Thunder: E cosa aspetti allora!! :) Visitala al più presto, e non azzardarti a soffermarti sulla costa, vai oltre, entra dentro ed esplora.

Posta un commento

Drink!