riesci a vedere? (cit., chi la capisce è bravo)

1 maggio 2011
Oggi Cagliari era agghindata a festa, la città ha tirato fuori il vestito buono e si è messa in bella mostra per cittadini che hanno riscoperto l'annuale amore cittadino, sardi provenienti da ogni dove e turisti giunti in loco per la massima espressione di devozione e dedizione di un popolo intero (i sardi appunto) nei confronti di una divinità: Sant'Efisio. Se non sapete di cosa sto parlando esiste Wikipedia e la pagina dedicata alla festa appena citata.
L'intero centro cittadino è stato coinvolto nei festeggiamenti del santo più amato dai sardi, credenti e non, perché Sant'Efisi - non c'è l'errore di battitura, è semplicemente scritto "a sa sarda" - ha il potere di ricordare alla gente che esistono ancora tradizioni forti che possono andare oltre il mero significato religioso e sconfinare nel profano, avvicinare la gente a ritualità e misticismo, mantenendo quel fascino che se non lo si vive è praticamente impossibile spiegare. E se ci è riuscito con un blasfemo come me potete tranquillamente immaginare.
Le vie son state invase da odori: quello dei petali di rose che hanno ricoperto la via Roma, e anche quello della merda di cavalli e buoi; colori: i meravigliosi vestiti tradizionali sardi che hanno sfilato, i palazzi della città che scintillavano sotto un sole quasi incredibile per il meteo di questi giorni; suoni: le launeddas del grandissimo maestro Luigi Lai, le sirene delle navi che salutano l'ingresso del santo nella via principale. 
Insomma, bisogna viverla! 
Viverla cazzo!! Come tutte le cose del mondo, e invece noi esseri umani siamo pigri, siamo stanchi anche di vivere l'attimo e preferiamo immagazzinarlo all'interno di chissà quale diabolica macchina fotografica per poterlo gustare dopo, perdendo tutto ciò che circonda un evento, tutte le piccole sfumature che rendono quel momento particolare. 
Ecco che passato il carro d'oro, contenente la statua del Santo, tutti dietro con videocamere, cellulari, macchine fotografiche e chi più ne ha più ne metta; un mare di braccia tese a carpire qualche immagine della processione si stagliava dietro la figura del baffuto patrono della nostra isola. La gente non guardava attraverso i propri occhi, bensì attraverso il microschermo dell'aggeggio elettronico per poter controllare al meglio le proprie riprese, lasciando al caso e al nulla tutto ciò che in quel momento ci circondava, quel mare di odori, suoni e colori che ci avvolgeva, sardi e turisti, tutti insieme. 
Anche io, in passato, ho affidato a cellulari e macchine fotografiche la visione di concerti e quant'altro, ma oggi qualcosa è scoccato dentro di me, il vedere quella miriade di  mani svettare in cielo mi ha fatto rinsavire; quindi in verità vi dico "esseri umani, genti di tutte le terre, di tutti i popoli e di tutte le razze riprendete il possesso dei vostri occhi, dei vostri sensi, e soprattutto della vostra memoria!"

18 commenti:

MrJamesFord ha detto...

La sensazione di un "filtro" di occhi e attenzione, in effetti, in casi come questo c'è.
Anche io cerco sempre di sbattere il muso in prima persona, sulle cose, prima di pensare a come immortalarle.

Pisello® ha detto...

"Non è una giornata da dimenticare, perchè sicuramente Sant'Efisio ci sta affianco e ci fà bene e non male. Bisogna pensarci più vicino perchè la storia di Sant'Efisio e a lungo da termine parla della terra di.. di un colore che noi ci teniamo abbastanza buono. Il buono della sua religione è di un cavaliere che potrebbe essere cavaliere per noi, sentiamo tutto quello che c'è all'interno, perchè noi fra i sardi il sentimento è um... è umorismo che teniamo religiosamente, veramente... fss.. con grande cuore e grande il momento. S'Efisio mi fai emozionare però non vogliono dire le parole che ho detto prima son per del male, perchè la gente sia affianco perchè quanto più affianco è un sentimento che ci tu porti tu sanamente, per il lavoro e per la salute in alto"

Marina ha detto...

Sì e no. Nel senso che sì, queste sono cose che vanno vissute e non filtrate, ma no, non è che sia sempre così. La foto ricordo è quasi romantica quanto il resto, ciò che invece diluisce le emozioni è il rapporto compulsivo con questo genere di tecnologie... Ma poi si sa che son di parte :D
Mi piacerebbe moltissimo vedere questa festa, mi ricorda un po' come vivevo il santo patrono del mio paese da bambina, ma purtroppo crescendo la festa è diventata sempre meno ricca e meno sentita dalla comunità, e io con un po' di delusione mi sono accorta di non vivere più come un tempo la cosa...

Paòlo ha detto...

Anche io sono sempre in conflitto: fotografare o pensare a viverla, non è facile scegliere? Ultimamente ho scelto il video: mi permette di viverla e di riprenderla, perché lascio andare la videocamera ed intanto mi gusto con i miei occhi la scena.

Sileno27 ha detto...

"esseri umani, genti di tutte le terre, di tutti i popoli e di tutte le razze riprendete il possesso dei vostri occhi, dei vostri sensi, e soprattutto della vostra memoria!"

...e sopratutto buttate nel cesso quella cazzo di macchina fotografica.

pesa ha detto...

@MrFord: Ho buttato tanti concerti in vita mia. Da oggi basta, si inizia con l'EJE a fine maggio. Nessun video, nessuna foto! Semplice memoria e parole.

@Pisello®: Ogni volta che sento/leggo le parole di Nico Bortis piango, piango veramente tanto. Domani pompa pompa al body center! Oggi tempo di merda.

@Marina: Ma no aspetta, io non ce l'ho contro la fotografia e i filmati, anzi, son due forme d'arte che adoro; solo che, talvolta, si potrebbero anche accantonare per godere di qualcosa di più importante: il momento reale e non ricordato.
Ti consiglierei di vedere un po' tutte le feste tradizionali sarde, ogni volta son brividi a fior di pelle.

@Paòlo: Tu sei furbo ragazzo, lasciatelo dire :)

@Sileno: Ma no, non mi stanno sul cazzo le macchine fotografiche. Basta limitarne l'uso, soprattutto quando siamo circondati da bellezze incredibili e passiamo il nostro tempo con il naso in su a guardare l'obiettivo per vedere se esce bene la foto.

Sileno27 ha detto...

@ pesa: beh, a te non staranno sul cazzo, ma a me stanno sul cazzo parecchio, le macchine fotografiche.

maispiegarsimeglio ha detto...

Non ho molta pazienza con le fotocamere, ma comunque qualche foto la scatto sempre. Non ho la sindrome del giapponese:D

Ragno ha detto...

Bisogna immortalare, sempre, tutto. Immortalare e condividere su internet, penne usb, album cartacei.
Però, perchè?

Sono d'accordo con te.

Invece la Nikon no.

pesa ha detto...

@Sileno: Tutto risolto allora.

@maispiegarsimeglio: Io non la chiamo sindrome del giapponese, io la chiamo sindrome di Pisello®. La qui presente mia cugina, a Barcellona, riuscì a scattare, in soli 7 giorni, più di 1000 fotografie. Un record ancora imbattuto.

@Ragno: Perché altrimenti la Nikon si incazza, ovvio!

Allie. ha detto...

beh meglio capirlo prima che poi!
anche io giocavo con quelli sai? ._.

ciku ha detto...

ummm. ma parliamo della citazione.

Paòlo ha detto...

Ahahah me lo dicono tutti, diciamo che sono pratico :-D

pesa ha detto...

@Allie: Eh certo, Batman è il miglior supereroe dell'universo!

@ciku: La citazione. Posso constatare che nessuno l'ha capita, ma va be' è così breve e così insignificante che mi sembra anche normale :) Provaci un po' tu. Un indizio: è un film di Spielberg.

@Paòlo: Io sono l'opposto di pratico, mi incasino sempre e comunque.

ciku ha detto...

ah, ok, ho capito. cioè, ho cercato e ho trovato. ma è un film che nn mi ha detto granchè.

pesa ha detto...

@ciku: A me invece è piaciuto, l'unica cosa che non mi da pace di quel film è non aver letto ancora il libro, perché come tutti i libri di quell'autore merita secondo me, merita veramente tanto.

ciku ha detto...

è che io c'ho problemi con la fantascienza

pesa ha detto...

@ciku: Esci dal tunnel, leggi i libri, son molto molto meglio!

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