resoconti

30 agosto 2010
Non so perchè, ma pochi giorni prima di un esame mi viene sempre in mente qualcosa da scrivere, infatti ho appena messo da parte i libri (visto che un esame che consiste nel sapere cosa è un punto non è poi cosi tanto impegnativo, nonostante sia stato bocciato già una volta) e mi son ricordato che domani è 31 Agosto. Domani è l'ultimo giorno del progetto "sanità mai più". Promisi a Voi miei cari e affezionati lettori (?) un resoconto dettagliato di questa epica impresa, e potete già immaginare il risultato. Se sto parlando già oggi, con un giorno di anticipo, delle somme di questa follia sportiva, vuol dire che c'è ben poco da analizzare. E invece....

....c'è veramente ben poco da analizzare:
  • Sveglia alle 8 del mattino: beh diciamo che questo bene o male l'ho rispettato, la sveglia del mio cellulare è impostata alle 9.15 ogni giorno (tranne i sabati e le domeniche).
  • Corsa in bicicletta dalle 8.30: ecco, già qui un punto è stato mandato a farsi benedire. Le corse in bicicletta nel mese di Agosto sono avvenute, alle 18.30, quando non c'era vento, e son state effettuate per un totale di 4 volte, forse. La bellezza di 72Km. Però ho scoperto che la tuta da ciclista mi sta veramente molto molto bene. Pensò la userò per le serate di gala cosi da non sfigurare.
  • Studiare: ho studiato! Questo l'ho fatto veramente, mi sono applicato e ho intrapreso un'opera di studio non indifferente, son orgoglioso di me stesso.
  • Mangiare molto meno: ehm...io...si...ecco. Mi sa che ho messo su la bellezza di 2Kg. Non posso farci nulla che volete, mi piace mangiare. Pecco di gola, che dio mi punisca!
Ora per estirpare le mie colpe e redimere la mia anima agli occhi di Voi cari lettori, mi accingo a preparare scarpe e tuta, riempire la borraccia, salire sulla bici e pedalare per almeno un'ora. Ah no c'è molto vento fuori, magari un altro giorno.

tutte le strade portano a roma (part II)

28 agosto 2010
Vi ho abbandonati l'altra volta con io e Fred che giravamo allegramente per la nave finchè un irresistibile bisogno ci ha portato a tornare in cabina. Bene ora riprendiamo nuovamente con:

TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA
Racconto dell'odissea che portò Pesa e Frederich al concerto del 1° Maggio 2006

PARTE II

Tornati alla cuccetta la situazione era tutta cosi come l'avevamo lasciata: zaini buttati da una parte, marsupio misterioso ancora sul letto e biglietto "Civitavecchia-Cagliari" sempre nella stessa posizione. Non curanti di questi dettagli altamente inutili, decidiamo che è arrivato il momento di utilizzare il cesso, senza prima però averci giocato abbondantemente. Non so se avete presente la potenza dello sciacquone delle navi Tirrenia, paragonabile a quelle degli aerei. Entra Fred. Ci rimanere un pò, evidentemente doveva pure espletare qualcosa di solido, io nel frattempo aspetto seduto a letto. Ad un certo punto dalla porta provengono rumori. Cazzo. Qualcuno sta inserendo la scheda della porta, quindi vuol dire che Fred ha un compagno di stanza. Entra, è un ragazzo che avrà intorno ai 30 anni, è un ragazzo di colore, di colore giallo. È Ong Bak. Non nego di aver provato un attimo di panico.
Pesa «Salve»
Ong Bak «#*@&£» Cenno con la mano. Bene non spiccica una parola di italiano.
Fred (da dentro il cesso) «Minca Pesa, ci ho cravato una cagata incredibile!»
Pesa «Ehm...Fred mi sa che è meglio se esci un attimo, c'è un tipo»
Fred (sempre da dentro il cesso) «Un tipo!? Cazzo vuol dire??»
E finalmente si degna di uscire, lo vede anche lui. Rimane un attimo basito, poi decidiamo, guardandoci per mezzo secondo negli occhi che è giunto il momento di uscire dalla stanza e mischiarci nuovamente alla folla. Ci tengo a precisare che Ong Bak ha preso possesso della cuccetta dopo appena un'ora di navigazione.

Usciti dalla cuccetta, con più di un ebete sorriso stampato sulle labbra, andiamo nuovamente in giro per la nave, incontriamo svariate persone, facciamo amicizia con mille e più personaggi che probabilmente non rivedremo mai più in vita nostra, però uno ci è rimasto particolarmente in mente: Alberto (o Alberto Liberty, o Alberto Sardegna, o più comunemente Alberto Casavecchia). Al tempo non conoscevo questo simpatico quanto mitologico personaggio che allieta le serate e i concerti cagliaritani con i suoi slogan inneggianti l'odio verso Berlusconi e tutta una determinata parte politica. Il giorno andava in giro per la nave con un bottiglione da 5l del peggior vino mai esistito e portava in trionfo uno striscione. Ora non ricordo esattamente cosa avvenne durante la permanenza in nave quella notte, ricordo solamente: un gran casino, vomito a destra e a manca, il cesso pubblico completamente intasato, bottiglie di vino e birra che arrivavano nelle nostre mani grazie a chissà quale strana coincidenza, persone esaltate che seguivano il mondiale di motoGP in televisione (quella domenica si correva a Laguna Seca quindi il gran premio era di notte), urla, canti, balli e soprattutto le scomodissime poltroncine della Tirrenia. Non ho mai desiderato un letto come il giorno. Tant'è che decisi di farmi cambiare il biglietto al ritorno in modo da poter prendere la cuccetta insieme a Fred.

Invece Fred cosa si ricorda di quella notte? La mattina quando si svegliò, gli chiesi se era andato tutto bene in cabina con Ong Bak. Beh la risposta ovviamente non poteva che essere: NO. Infatti, durante la serata, Fred ogni tanto tornava nella cuccetta per vedere se era tutto apposto, visto che avevamo lasciato li i nostri zaini, e ogni volta che entrava quel simpatico cinese dormiva. Come si possa dormire alle 19.30 è qualcosa di assolutamente inspiegabile, però lui ci è riuscito. Fatto sta che durante la notte il nostro amico orientale è rimasto sveglio, a leggere e soprattutto mangiare. Mangiare maionese. Ong Bak all'interno di quel marsupio aveva un tubetto di maionese, che nel corso della notte si spremeva direttamente in bocca, facendo arrivare a Fred odori mefitici.

Intorno alle 5.00 mentre il mio tormentatissimo sonno continuava ad avanzare, un urlo incredibile sveglio di soprassalto i presenti all'interno della nave «SIAMO A ROMA! SIAMO ARRIVATI A ROMA! EVVIVA! ANDIAMO!». Alberto aveva lanciato l'allarme, correva per la nave con la bandiera dei quattro mori legata al collo e intimava la sveglia. Il suo urlo è stato seguito da 200000 maledizioni, imprecazioni e minacce di morte. Con il sonno ormai destabilizzato e un mattone incredibile in testa continuo a girare per la nave, faccio amicizia con persone che avevano subito la mia stessa sorte e ad un certo punto devo sedermi. Sto per morire, la testa non regge più, l'alcool della notte precedente risale un pò, il sonno non aiuta di certo e quindi mi accascio in un angolo in attesa delle sponde capitoline. Si avvicina un giovane. Ha in mano una bottiglia di vino. Mi guarda con cautela, mi gira attorno e poi esclama
Giovane «No amico! Tu sei in paranoia! Cosa ti è successo?»
Pesa «No sto male, minchia, sono a svarioni incredibili»
Giovane «Ahh ma allora non c'è problema! Tieni bevi vino! Vedi che ti passa! Garantito!»
Pesa «No se bevo ci caccio veramente l'anima!»
Giovane «APPUNTO!»

Finalmente si sveglia anche Fred, mi racconta la sua incredibile nottata in compagnia di Ong Bak e facciamo una "pseudo colazione" con il poco cibo che ci eravamo portati da casa, visto che le nostre tasche erano troppo poco gonfie per poter sostenere un pasto all'interno delle economicissime e efficientissime navi Tirrenia. Arriviamo a Civitavecchia!! "YUPPI! YUPPI!". Ora c'è un piccolo problema, arrivare a Roma. Noi due eravamo due giovanotti che mettevano la testa fuori dalla Sardegna per la prima volta da soli, quindi qualche idiozia era d'obbligo «Secondo me Roma non è tanto distante, possiamo anche tentarcela a piedi che dici?» Civitavecchia-Roma 80 km. Optiamo per il treno. Dopo un'interminabile fila per fare i biglietti e un viaggio piacevolissimo in compagnia di altri personaggi che popolavano la nave, ma rimasti a noi sconosciuti la sera prima, finalmente riusciamo ad arrivare a ROMA! "YUPPI! YUPPI!".

tutte le strade portano a roma (part I)

25 agosto 2010
Con questo post mi accingo a raccontare una storia. Non sarà una storiella breve, tutt'altro, sarà lunga e complicata, infatti penso di dividere il tutto in svariate parti. Quella che vi state accingendo a leggere è la prima. Ora vi lascio allo schermo del vostro PC, comodamente seduti sulle vostre sedie. Ed ecco:

TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA
Racconto dell'odissea che portò Pesa e Frederich al concerto del 1° Maggio 2006

PARTE I

La sera del 29 Aprile 2006 Frederich la buttò sulla battuta e sullo scherzo «Dopo domani a Roma c'è il superconcertone gratuito organizzato dai sindacati, andiamo!?». Il tutto si concluse con una risata e se non ricordo male alcune birre e qualche spinello. Era un sabato, e quindi essendo ancora al liceo risultava l'unico giorno in cui potevamo fare le ore piccole e distruggerci. Durante la settimana ci si distruggeva ugualmente, sia chiaro, ma il sabato aveva un gusto particolare, Leopardi docet. L'indomani mattina mi svegliai tardi, come al solito senza troppe preoccupazioni. Ripensando alla battuta di Frederich del giorno prima mi venne l'idea.
Pesa «Pronto!? Ascolta ma andiamo a Roma per il concerto? Veramente, non sto scherzando».
Frederich «A che ora è la nave?».
Pesa «18.00, o forse 18.30, ora non ricordo onestamente, devo controllare».
Frederich «Dai passa a casa che controlliamo».

Ore 13.30
La nave era alle 18.00, avevamo quindi ancora un pò di tempo per riuscire a raccattare qualche soldo, prepararci la roba e soprattutto dare la notizia in casa. Eravamo appena maggiorenni, non tutti i giorni si parte a Roma (da Cagliari) con un preavviso di 5 ore. Cerchiamo di persuadere altri folli a seguirci in quest'avventura, nel giro di 15 minuti abbiamo ricevuto un totale di 20 "NO" e 18 "MA SEI SCEMO!?". Meglio soli che mal'accompagnati come si suol dire.

Ore 14.00
Pesa «Mamma mi lasci qualcosa (€)? Alle 18.00 ho la nave»
Madre «Nave!? (con tono preoccupato, e non poco)»
Pesa «Eh si devo andare a Roma per il concerto del 1° Maggio insieme a Frederich».
Poco ci è mancato che svenisse. Dopo un'opera di persuasione dal risultato epico riuscì a spillare qualcosa. Fortuna volle che quel fatidico 30 Aprile capitò di domenica. La domenica con tutti i parenti siamo a pranzo a casa di mia nonna: ed ecco arrivare omaggi da parte di zie, zii, nonne, nonni, cugine, cugini, padri, madri, insomma mi son fatto d'oro. 300€ più qualche piccolo risparmio. Ecco il mio bottino. Zaino riempito con il seguente materiale: 1 felpa, 1 "ragazzo non siamo in mare" (piumino smanicato. Citazione cinematografica, capitela vi prego, questa è storia del cinema. Se non la capite comunque chiedete pure delucidazioni), 1 deodorante, 1 mutande, 1 calze, 1 maglietta. Alle 17.00 ci si mosse in direzione Cagliari-porto.

Ore 17.00
La biglietteria Tirrenia straripava di gente, tutti giovani, tossici e pieni di belle speranze. Ero a casa. Comunque non perdiamoci in chiacchiere, 70€ stavano già andando a farsi benedire. Fondamentalmente io sono una persona che potrebbe stare a suo agio anche sotto un ponte, in una fogna, quindi mi accontentai di un comodo passaggio ponte. Frederich è più raffinato, più aristocratico, quindi opta per la cuccetta. In realtà era un piano ben orchestrato: se si fosse ritrovato da solo in cabina senza alcun tipo di scocciatura avremo diviso la differenza e avrei dormito li, altrimenti pazienza, avrei usufruito del suo cesso, del suo armadio e mi sarei cercato riparo tra la folla (non ho mai visto in vita mia una nave così piena). Davanti a noi c'erano due ragazzi, sicuramente più piccoli di noi, è il loro turno di fare i biglietti, ma non tutto va come previsto. Uno dei due non ha la carta d'identità, ha la tessera CTM. Quanto devi essere cerebroleso per poter pensare di partire senza documento di riconoscimento ma solo con la tessera del pullman? Dopo quattro anni ancora me lo domando. C'è fretta di salire in nave, sono entrambi minori, quindi l'amichetto non può garantire per lui, fortuna (loro) volle che alle loro spalle ci stavano due baldi giovani maggiorenni pronti a fare il biglietto. Sfortuna (nostra) volle che quei due giovani fossimo proprio noi.
Minorenne «Ciao, ascolta sei maggiorenne!? Ti devo chiedere un favore immenso ti prego!»
Pesa «Ciao, si si sono maggiorenne, dimmi tutto» Nell'aria sentivo già odore di fregatura.
Minorenne «Ho dimenticato a casa il documento d'identità, lui (indicando l'amico) è minorenne e non può garantire per me, non è che facciamo il biglietto insieme così puoi garantire tu per me!?»
Pesa «Non saprei, sono con lui (indicando Fred, per brevità d'ora in poi sarà chiamato così)»
Fred «Vai tanto tu dovevi prendere ponte e io cuccetta, non c'è problema» BASTARDO!
Accetto. Così faccio da balia a questo povero bambino, lui tiene il biglietto per l'andata, io quello per il ritorno "non si sa mai che questo faccia tardi e mi fa pure perdere la nave del ritorno" pensai. Finalmente saliamo in nave.

Ore 18.00
La nave parte, ammiriamo il panorama di Cagliari mentre la "Nomentana" abbandona le sponde sarde alla volta del litorale capitolino. Dopo un pò di girottamento, per la nave, iniziando ad adocchiare i punti chiave e le postazioni strategiche ci dirigiamo alla cuccetta di Fred.

Da ora in poi l'orario non comparirà più. Avendo dimenticato il carica batteria del cellulare a casa e non avendo orologi, il tempo per noi si era fermato.

Arrivati ci guardiamo un pò in torno. È piccola, c'è un letto a castello, un cesso, un armadio. A noi sembrava un grandhotel. Non c'era nessuno. Su un letto troviamo un biglietto "Civitavecchia-Cagliari" intestato ad un certo signore di nome Ong Bak, esatto, come l'omonimo film. Nel letto che stava in basso un marsupio con all'interno: un pacchetto di Marlboro Light, occhiali da sole, un tubetto di maionese. Ci guardiamo spaventati e non frughiamo oltre, decidiamo di aspettare un pò. Non siamo partiti da neanche venti minuti e già abbiamo trovato un marsupio con un possibile tesoro all'interno, un lusso! Usciamo e giriamo nuovamente per la nave, stringiamo amicizia con buona parte delle persone che popolano quello zoo navigante (ormai la gente aveva iniziato a bere, fumare e quant'altro, si era già più bestie che uomini), compreso il Minorenne, ci offre pure da bere, un lusso!

E in tutto questo la nave continua per la sua camminata verso la penisola, tutta quest'acqua che ci circonda, la birra e il vino ingurgitato ci procurano funzioni fisiologiche da espletare in bagno. Potevamo usufruire dei cessi pubblici, disseminati un pò ovunque per tutta la nave, ma ormai erano in condizioni pietose. Quindi andiamo nella cuccetta. E qua iniziano gli avvenimenti strani.

stereotipi, ovvero come pesa vede il mondo (part I)

22 agosto 2010
Guardando accidentalmente alla televisione quel capolavoro dell'italico cinematografò che porta il nome di "Totò Peppino e la malafemmina", pensavo a come noi (inteso come esseri umani) ragioniamo. Infatti la meravigliosa scena dell'arrivo a Milano dei due fratelli Caponi sta a rappresentare magnificamente ciò che tutti quanti noi abbiamo in testa, ovvero pregiudizi e stereotipi. Emblematica la frase del cavalier De Curtis "a Milano non può fare freddo", infatti, ovviamente tutto in chiave comica e ironica, fraintendo il discorso di Mezzacapa i due pensano che all'ombra della madonnina ci sia il freddo perenne. E allora mi son chiesto e domandato «Ma io, fondamentalmente (mi piacciono gli avverbi), ho pregiudizi? Ho degli stereotipi in testa che mi permettono così di catalogare una persona a vista d'occhio?». La risposta non poteva essere nient'altro che: SI. E allora è partito un piccolo esame di coscienza, e sono andato ad analizzare il mio modo di vedere alcune categorie di persone, per capire come vedo un pò il mondo.

Turista in Sardegna: un demente. Un totale decerebrato, che potrebbe passare le sue giornate a fare «baaaa, buuu, biii, belloooo, maaaaare, terùn», quest'estate sono entrato a contatto in maniera particolare (perchè ho abbandonato la mia latitanza dalle spiagge in maniera netta, forse sono arrivato a fare addirittura un mese intero sdraiato sulla sabbia a prendere il sole) con questa specie di essere umano. In particolare son stupido dai turisti, neanche a farlo apposta, milanesi. L'accento, io non tollero quell'accento, è Villasimìus non Villasìmius cazzo! Il credersi superiori a chiunque, il possedere la macchina da guerra sempre e comunque, carica di pargoletti e oggettistica spiaggistica che non verrà mai più utilizzata, visto che il prossimo anno dovranno rifare tutto quanto il corredo nuovo. Insomma, il turista è qui per sollazzarmi e rendermi conto di quanta idiozia possa esistere al mondo. Identificabile da: colore della pelle estremamente rosso; SUV; allegra famigliola al seguito; accento fastidioso.

Ragazzina nata dal 1990 in poi: imbecille. Non ci sono aggettivi per descrivere queste nuove generazioni, salvo rare eccezioni che ho vissuto in prima persona, posso confermare senza paura di essere smentito che dal '90 in poi i neonati son nati senza un cervello, o almeno senza un cervello funzionante. Le uniche ambizioni di queste nuove generazioni pare sia il totale nulla, la totale a-cultura (evviva i neologismi inesistenti), l'apparire, il possedere, abbandonando totalmente l'idea e la concezione di essere, esistere. La cosa che mi rattrista è il sapere che queste persone tra molti molti molti anni (non pensiamo di liberarci dell'attuale classe dirigente così facilmente, questi per almeno altri 200 anni avranno da dire la loro, prendiamo Andreotti come esempio) dovranno mandare avanti questo Paese. Se siamo ora nella merda non oso immaginare il futuro. Identificabile da: super mini vestitino; totale assenza di sguardo; sigaretta rigorosamente in bocca o al massimo in mano facendo finta di fumare e agitandola in continuazione; trucco eccessivo.

Alternativo cagliaritano: è complesso, non come personaggio intendo, bensì come discorso. L'alternativo cagliaritano ha varie forme, possiamo infatti trovarlo mascherato da: ragazzino mezzo straccione ma con il padre superimpresarioavvocatomegadirettoredeidirettori; figaccio 30enne che gira per la città vantando la sua cultura, il suo charme, il suo carisma e ci prova con ragazzine 20enni che si lasciano abbindolare; scemone che segue le mode (I e II) (lo so, sono una rottura di palle, torno sempre sugli stessi argomenti, più e più volte, ma che ci volete fare, son fatto cosi), e su questo ho già parlato abbastanza. Identificabile da: niente in particolare, tranne per il mezzo straccione, solitamente è un poveraccio con la passione per la fotografia. E una Pentax da 2000€.

Gaggio di paese: mischinetto. La pietà è il sentimento che più si addice a questo tipo di persona, poverini non hanno fatto mai del male a nessuno, a meno che ovviamente non "guardi male" la sua ragazza e allora ti "scasciona" di colpi, però fondamentalmente bisogna saperlo prendere con le pinze, farci amicizia, un pò come con i cagnolini che si trovano per strada. Sappilo prendere e vedrai che ti darà qualcosa indietro: non ti scoccerà più senza motivo se ti vede per strada. Identificabile da: fisico sempre in mostra; canottiera anche a -15°; scooter truccato, modificato aerografato; lessico immensamente ridotto; ignoranza straripante.

Potrei continuare ancora per ore e ore a scrivere e descrivere varie categorie di persone e come io le identifichi, però non finirei mai più. Quindi mi limito a questa prima parte, la prossima in un futuro non molto distante, si spera. In caso di lamentele, obbiezioni, e quant'altro, sapete dove trovarmi.

pretesti

18 agosto 2010
Questo post serve per spiegare ai babbei, che ogni tanto mi chiedono meravigliati cosa siano quelle scritte arancioni che compaiono nei miei scritti, che non sono nient'altro che dei link, da seguire necessariamente. ora godetevi il film, abbiate paura e soprattutto riflettete su tutto ciò che vedrete. Tratto da una storia che più vera di cosi si muore.

confessioni di una mente idiota

16 agosto 2010
Nella mia vita ho buttato all'aria molte, moltissime occasioni. La più grande? Poter dare un calcio ad un piccione e non averlo fatto. Sicuro del fatto che una simile opportunità non sarebbe mai più capitata mi son intristito, quando avvenne anche la seconda chance mi tirai nuovamente indietro. Una simile occasione non tornerà mai più, e il rammarico rimane.

sole, cuore, amore

13 agosto 2010
Il fatto che io non creda in dio penso sia ormai una cosa risaputa e facilmente deducibile da queste poche pagine virtuali. Non credo in dio ma credo negli dei, essi si incarnano nelle forme più strane: non esaudiscono preghiere; non ascoltano i miei lamenti, povero essere umano che nulla può all'interno di quest'universo grande e meschino; non chiedono soprattutto l'8x1000. Questi dei sono coloro che mi hanno formato, che hanno accompagnato la mia crescita e penso continueranno a stare accanto a me ancora a lungo. Ad esempio:

Giacomo Leopardi, l'ho scoperto che avevo 13 anni. Da allora continua ad essere nei miei pensieri, continuo a pensare alla sua immensa potenza e soprattutto al fatto che "la beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stata convincere il mondo che lui non esiste, e come niente...sparisce" è una farloccata, perchè la più grande beffa è stata imbambolare miliardi di studenti italiani, facendoli crede che la povera figura del genio di recanati fosse quella di un povero storpio triste e solo, che passava la vita a tormentarsi. E cazzo se sbagliate! Ma secondo voi nelle corti napoletane, Leopardi, grande genio, ammirato da tutti, figlio di un conte, non trombava a destra e a manca con le cortigiane!? Ma voi siete matti in testa! E ancora, Pietro Giordani, un semplice amico di lettera? Lascio spazio alla vostra immaginazione.

Comunque dopo questo breve sfogo sull'immenso Leopardi, che a mio avviso trovavo doveroso, riprendo il mio discorso. Dicevo gli dei. Oltre Leopardi chi c'è? Mah ci sono gli Iron Maiden, che arrivarono a 11 anni, c'è Dante, arrivato a 11 anni, Aphex Twin, che conobbi, ... «Cosa!? Hai conosciuto veramente Aphex Twin?? Ma dai incredibile assurdo, ce che bello uao!». Ecco. Il discorso degli dei parte proprio da questo, dal fatto che prima, parlando di musica con ry. consigliai Aphex Twin, e poi raccontai del mio incontro con quest'immenso genio della musica. E ci si chiedeva in effetti perchè la gente agisce in maniera insensata al cospetto di persone dotate di una certa notorietà, perchè ci si deve prostrare ai piedi di un cantante, un'attore (guai a farlo con uno scrittore, a meno che non sia J.K.Rowling, o con un autore di fumetti, c'è il pericolo di essere scambiati per nerd) o qualche assurdo personaggio televisivo. Ci si chiedeva perchè si deve piangere, ci si deve svenare anche solo per un autografo da parte di questi esseri superiori.
Certo ci son vari modi di rapportarsi con le persone "famose". Chi piange sbattendosi a destra e a manca (mia sorella ad esempio, per quel fenomeno, a me inspiegabile e insensato, che sono i Tokio Hotel), chi rimane indifferente per non sembrare inferiore quando invece muore dalla voglia di stringere la mano al proprio beniamino/a, chi ancora è tanto ossessionato che rischia di finire come Stan, dell'omonima canzone del real slim shady e tanti altri. Ma poniamoci una domanda, chi ha permesso a queste persone comuni (perchè sono persone comuni, son fatte di carne e sangue come noi, in alcuni casi ritoccati da photoshop certo, ma pur sempre esseri umani) di comportarsi così? Di elevarsi ad uno status superiore al nostro? siamo stati noi, o meglio, voi! Si esatto! Voi con questi comportamenti da adulatori del più famoso, affascinati da ciò che compare costantemente nel tubo catodico! Dobbiamo darci una mossa, dobbiamo riportarli a quello che sono. Ovvero persone che stanno li solamente grazie a noi, alla nostra forza di decidere e capire quando bisogna farli scendere dal piedistallo, non dobbiamo farci dire chi deve stare in televisione, alla radio, siamo noi che dobbiamo deciderlo. Riprendiamoci il potere della scelta, e soprattutto riprendiamoci la capacità di capire cosa è bello e cosa è brutto. Cazzo "incontri che ne sò Iggy Pop? Al massimo fai un cenno con la mano, se si ferma e parliamo bene" (cit.), non dobbiamo adulare nessuno, dobbiamo far tesoro di ciò che queste celebrità ci donano, e far si che ci accompagnino durante la nostra vita. E se le incontriamo in strada, facciamo un cenno con la mano. magari si fermano.
Ora però immagino siate tutti sulle spine, volete sapere cosa ci siamo detti io e Aphex Twin vero? Dai vi concedo questo piccolo regalo. p=io, a=Aphex Twin

p «Excuse me, are you...?»
a «Yes, I am»
Stringe la mano
a «Are you fine?»
p «Yes, thank's»
...
p «Thank you. Thank you so much, for the show, for your music.»
a «No no, thank you. sorry, now i must go. Good bye»
p «Good bye»

Senza piangere, sbattere per terra, chiedere fotografie e autografi.

ribellione nella terra dei sogni

12 agosto 2010

Pasqua di otto anni fa:

«Pronto?»
«È la Luisa??»
«No mi dispiace signora ma qui non c'è nessuna Luisa, mi sa che ha sbagliato numero»
«Luisa? Sei te?»
«No signora, gliel'ho detto qua non c'è Luisa. Arrivederci»
«Ah mi scusi. Arrivederci. Ha detto che non c'è la lui.....»

Pasqua di sette anni fa:
«Pronto?»
«È la Luisa??»
«Mah no signora ha chiamato anche l'anno scorso, si ricorda? Qua non c'è nessuna Luisa, mi dispiace è già la seconda volta che glielo dico.»
«Ma che numero ho fatto?»
«Signora non mi faccia queste domande la prego. Mi mette in difficoltà. Arrivederci eh.»
«Arrivederci, scusi eh.»

Pasqua di sei anni fa:
«Pronto?»
«È la luisa??»
«Buongiorno signora e buona Pasqua! Ma non ci siamo mai presentati sà io sono Pesa. Per il terzo anno di fila le dico che qui Luisa non c'è. Si ricontrolli il numero!!!»
«Oh pronto!? Chi è? La la Luisa non c'è!?»
Click...tu...tu...tu...tu...tu...tu

Pasqua di cinque anni fa:
«Pronto?»
«È la ....»
«Allora mettiamo le cose in chiaro: è quattro anni che chiama qua. Se non c'era gli altri anni secondo lei ora ci può essere? La prego non chiami mai più, non è per volerle male, ma proprio già non digerisco la Pasqua di mio, in più se ci si mette anche lei ogni anno a rompere i coglioni rischio di uccidermi! Abbia pietà di me suvvia. Addio.»
«Scusi non ho capito, chi è lei?»

Non ha mai più chiamato. Un pò mi manca poverina, era
anziana. Magari è morta, ma che se more cosi senza nemmeno il tempo de fà pace!?

sfogo #1

10 agosto 2010
Nell'età di facebook, di myspace, di blogger, dell'alternatività a tutti i costi, troviamo che il popolino medio intende il terzo principio della dinamica come una massima religiosa induista, necessaria a riequilibrare il nostro karma e le nostre anime, magari perchè letta su uno di quei sitacci poc'anzi citati, ma di certo non su un testo scientifico. New age di merda!

i migliori aforismi e citazioni (mi piace/pollice verso)

8 agosto 2010
I personaggi dei film, per me, sono degli stili di vita, dei modi di essere, figure lontane nel tempo e nello spazio da cui prendere ispirazione. In alcuni casi anche gli attori, non per nulla io da grande voglio fare il Clint Eastwood. però pensiamoci bene, come non si può prendere come esempio i personaggi dei film?? Non soffermiamoci su una figura in particolare, quindi lasciamo da parte i vari protagonisti, antagonisti ecc ecc, soffermiamoci invece proprio sul personaggio. Esso chi è? È in molti casi (tranne i film tratti da storie di vita vissuta per finta) una creazione cervellotica impeccabile, dietro il quale ci stanno studi e studi mirati proprio alla figaggine dei personaggi, creato appositamente per costruire attorno a lui storie incredibili che stimolino l'immaginazione dello spettatore. Non so se ho una malattia o qualcosa di affine, ma a me stimolano molta, troppa immaginazione. Tanto che in alcuni casi mi immedesimo proprio in un personaggio, penso come lui, guardo come lui e forse la cosa peggiore parlo come lui.
Parlare come il personaggio di un film sarebbe una cosa incredibile, essere un wikiquote cinematografico è una delle mie aspirazioni. durante un discorso sfoggiare una mirabolante frase che fa da contorno alla storia del cinematografò sarebbe una perla micidiale (non che non lo faccia già per dio, però farlo con una frequenza maggiore non mi dispiacerebbe). Certo potrei essere accusato di poca originalità, poca personalità, addirittura pigrizia mentale...ed è vero. Però a volte ci metto del mio, non finiranno mai sul Morandini, però rimangono solitamente nell'immaginario collettivo come costituzione del pesa-pensiero (che in buona parte viene rappresentato in questo blog). Immaginate chiudere un'uscita con una ragazza che ti ha fatto i coglioni ad acqua citando, con fare superiore, spavaldo e sbruffone, l'immenso Clark Gable e congedarla con un sonoro "francamente me ne infischio". Francamente ho fatto di peggio, non con così tanto stile, ma ho fatto di peggio. Oppure in un momento di panico, con i minuti contati esclamare con calma e pazienza "ci vogliono 30 minuti, ce ne metterò 10" come fece Harvey Keitel. Ma ce ne sono talmente tanti altri che elencarli tutti sarebbe impossibile.
Invece gli aforismi personalmente li trovo monotoni, sarà che ormai facebook li ha svuotati completamente del loro significato, o perchè le persone appena sentono una frase con un minimo d'effetto partorita da non so quale attore pseudofamoso (fa più scena se invece è uno sconosciuto di cui hanno sentito parlare solamente in 3 in tutto il mondo) devono immediatamente citarla in qualsiasi occasione, in qualsiasi contesto. Non nego che mi è capitato spesso di sentire la celeberrima "alea iacta est" in situazioni completamente prive di senso. O ancora peggio, quando citano Jim Morrison, quel povero cristo si starà rivoltando nella tomba, sapendo che miriadi di bimbiminkia usano a sproposito le sue parole, tanto piene di senso quanto di LSD. E ora la parte peggiore di tutte probabilmente: Nietzsche. Il più grande genio di tutto il creato che viene sfruttato, stuprato, spogliato di qualsiasi significato, di qualsiasi contesto da persone che non meritano neanche di vivere, che si fanno i matti e gli scoppiati. Ma come disse Carmelo Bene "Nietzsche è impazzito perchè se l'è meritato". E allora io vedo su facebook un violino colorato con una sorta di pentagramma che esce dalle corde e accanto la scritta "senza musica la vita sarebbe un errore" e li inizio a piangere.
Dopo il breve sfogo torno alle frasi da film, e non posso non tirare in ballo i miei maestri di viti, i miei guru, ma se dovessi fare un elenco delle citazioni memorabili dei Simpson che vorrei fare mie, penso che questo post non arriverà mai ad una fine. Come invece è appena accaduto.

olè

5 agosto 2010


natura vs pesa

4 agosto 2010
"In qualsiasi direzione pesa si stia dirigendo, il vento soffierà sempre nella direzione opposta. Facendo cosi aumentare la fatica, il caldo e il sudore".

(Ora non crediate che abbia iniziato alla grande il progetto "sanità mai più", era una semplice riflessione che facevo oggi prima di decidere se salire o meno sul sellino della mia bici. Valutando la velocità del vento e questa semplice regola, potete rispondere da soli alla domanda).

per loro non lo so

3 agosto 2010
Allora esordisco con un po' di paura. Quasi terrore oserei dire. Il governo è arrivato a me, ebbene si. Il buon vecchio Pesa è caduto vittima di un "governo bastardo" che ora chissà quale tipo di rappresaglia vorrà attuare contro un insulso e misero blog di nicchia. Il fatto è che questo pomeriggio, una volta tornato a casa, per curiosità sono entrato su Shinystat (ovvero questo simpatico sito che mi fornisce statistiche su chi entra, esce, caga, beve, mangia in questo blog). Controlla che ti controlla, guardo le ultime 15 visite (ovvero IP, browser, SO, provider ecc ecc di ciascuno di voi. Siete schedati!) e indovina chi ti trovo!? (Ho oscurato tutti gli altri indirizzi IP per questioni di privacy ovviamente) Ora io personalmente ho paura. E se questi mi entrano in casa, mi fanno un casino rivoltandomi armadi, cassetti, mazzi e cazzi vari!? Io poi devo rimettere tutto in ordine, non scherziamo per carità. Per sicurezza ho salvato tutti i post scritti fin'ora e prometto che riaprirò un nuovo blog con tutto quanto identico, nell'eventualità in cui questo venisse censurato. O forse è semplice paranoia idiota.

Allora argomento di oggi son le vecchie. Nel mio paese come forse ricordate, e se non lo ricordate andate a leggere qui, ci son strani individui. Sono esseri mitologici che rompono i coglioni, sanno gli affari di ciascuno dei 15000 abitanti (perché gli altri 10000 vivono nelle frazioni quindi son considerati stranieri) e inventano leggende epiche su persone morte. All'età di 15 anni ricordo che l'odio nei confronti dei vecchi era qualcosa di incredibile. Non so il perché, so solo che il vecchio rappresentava il male della società, l'inutilità del vivere quotidiano, il mio motto era "ammazza la vecchia... coool fliiiiit". Poi mi posero la domanda tanto scema quanto banale «E quando sarai tu il vecchio, allora cosa farai?», beh la risposta mi sembrava a dir poco scontata «Andrò in giro a denigrare i giovani nulla facenti, inutili e drogati».
Con il tempo son andato via via migliorando. A 18 anni l'odio si trasformò in fastidio per degenerare subito dopo in compassione, insomma una lunga escalation di sentimenti che si concluse all'età di 19 anni con il "fissarli mentre fissano I lavoratorI del comune che fissano IL lavoratorE del comune e commentano l'operato di quest'ultimo dispensando consigli inutili e fasulli". A 20 anni son maturato. Ho preso la maturità a 18 ma è arrivata 2 anni più tardi a quanto pare, infatti nel fatidico 2 + 0 ho imparato che il vecchio va ammirato, ascoltato; può diventare una fonte di saggezza non indifferente. E così quel violento 15enne si trasformò per diventare un bravo filantropo. Ma stamattina son caduto nuovamente nell'ignoranza e nel degrado mental-culturale. Reminiscenze del mio odio giovanile son riaffiorate.

Location: pullman; protagonisti; io, autista pullman, vecchia. Tutto il resto non importa, era totale noia.

Faccio per salire sul bus nell'entrata anteriore (quella dedicata alla salita per intenderci), un simpatica vecchiaccia che quasi sedeva in braccio all'autista voleva scendere da li. Ma la mia figura malvagia e molesta l'ha convinta a tornare indietro e scendere dall'apposita porta situata a metà pullman. Mi siedo involontariamente davanti a suddetta porta senza immaginare cosa stavo per ammirare. Infatti la vecchia tentenna, non poco, a scendere i gradini. Ad un certo punto sparisce dal campo visivo dell'autista che pensando fosse scesa chiude la porta. E dalle profondità delle scale si ode l'urlo gracchiante «Signoreeeee! Signoreeeee! Sono incastrata!!! Apra!! Subito!!!» Io avevo le lacrime agli occhi. L'autista all'inizio non capisce, e quindi ancora «Signoreeeeeeeeeee!» Allorchè il povero lavoratore regionale mi guarda, vede me guardare in basso e ridere a crepapelle e capisce. Apre e la manda a cagare. Io mi siedo. Infilo gli auricolari nelle orecchie e partono la musica e il pullman.

punto e punto e virgola

1 agosto 2010
"Una catastrofe psicocosmica
mi sbatte contro le mura del tempo.
sentinella, che vedi?
una catastrofe psicocosmica
contro le mura del tempo."


E pensavo mentre ascoltavo questi versi a quanto una piccola cosa, come una virgola ad esempio potrebbe cambiare totalmente il senso. E pensavo ad un altra frase del maestro, "vivere non è difficile potendo poi rinascere cambierei molte cose", chiedendomi dove secondo lui dovesse capitare la virgola all'interno di questa frase. In effetti è un pensiero ormai obsoleto per me, nel senso che me lo son posto già tempo addietro, però ora mi è tornato in mente, quindi pensiamoci un attimino (questo potrebbe essere un mio vaneggio completamente privo di senso, magari qualcuno più colto ha già risolto questo enigma, o forse l'enigma non esiste proprio. Però ora ci sono e lo scrivo); se la virgola la mettiamo dopo rinascere il senso della frase sarebbe: la vita non è poi cosi tanto tormentata e difficile qualora si avesse la possibilità di rinascere per rimediare a tutti i danni commessi nella vita attuale. Se invece la virgola la mettiamo dopo difficile io do quest'altro senso alla frase: avendo la possibilità di rinascere cambierei molte cose, però questo non implica la non difficoltà del vivere attuale. Insomma un mezzo bordello. E comunque torniamo alle piccole cose. Le Iene, Reservoir Dogs, Cani da Rapina, chiamatelo come vi pare e piace ma in tutto il mondo sappiamo che ci riferiamo a quel capolavoro immenso di Quentin Tarantino.
Tarantino altro fenomeno di massa micidiale. Idolatrato, meritatamente, da le Iene fino ai due Kill Bill, snobbato per Grindhouse, film con una cultura dietro non indifferente, stra-atteso per Inglorious Bastards. Personalmente mi ha deluso. Cioè, guardiamoci in faccia, si è spinto oltre il tipico uso dei nazisti. Spielberg usò il terzo reich per far piangere il mondo, Benigni per far ridere e piangere, Tarantino invece per dar libero sfogo alla sua sete di violenza e splatter. Perché suvvia, anche se diciamo di non esserlo, bene o male siamo tutti quanti dei perbenisti del cazzo. Se in un film il protagonista nazista tortura un ebreo si grida allo scandalo, all'insulto, al neo-nazismo; però se un nazi viene trucidato, gli viene spaccata la testa a colpi di mazza da baseball allora tutto è lecito. In fondo è un nazista. Ha ucciso 6milioni di ebrei, gli si può fare di tutto.
Reservoir Dogs. Mr. Orange sappiamo tutti quanti chi è (e se non lo sapete, state già immaginando cosa sto per dirvi, se non lo immaginate: andate a vederlo!), la parte in cui si parla dei dettagli, delle piccole cose, mi ha colpito veramente tanto, e alla fine ha pienamente ragione. Sono i dettagli che fanno grande una storia, sia essa una bugia o una verità, i dettagli sono importanti. Ne son cosciente ma non applico questa teoria, sono il più grande fancazzista menefreghista del mondo, il tugurio in cui vivo è perennemente sporco, disordinato, dei dettagli me ne frego altamente. Eppure sono importanti, e ora, per dimostrare che sono una brava persona, analizziamo un piccolo dettaglio: ma Schakleton con i dettagli, fondamentalmente, che cazzo centra!?


"stille dämmerung
der garten ist gefrohren
die rosen erlitten
sage mir warum
sage mir varum
in einem verlorenen garten
sage mir warum
deine stimme hören
sage mir warum
schweige bitte nicht
"

Drink!