sanità mai più

31 luglio 2010
Ho un programma mortale per Agosto, sia per il mio fisico che per la mia mente. Ogni tanto, tra le balorde amicizie che frequento, saltava fuori l'idea di un famigerato "programma acciaio" che si proponeva di scolpire il nostro mollaccioso e tossico fisico, temprarlo fino all'interno, per star bene con se stessi. Non è mai partito. È sempre stato un piano nascosto che saltava fuori nei momenti di scazzo. Un po' come qualsiasi film americano in cui il presidente degli Stati Uniti d'America (interpretato da qualche attore con viso da saggio, di mezza età e con uno sguardo magnetico e al contempo speranzoso) tira fuori una cartellina beige, con all'interno il piano per salvare il mondo da una possibile catastrofe apocalittica. Ecco tutto questo, molto più o meno, era il programma acciaio. Un piano farlocco e fallimentare che non prendeva mai piede. Tranne una volta: "sveglia alle 7 del mattino, corsa per almeno un ora, addominali, esercizi fisici in generale tra cui una buona dose di stretching, scatti, corsetta defaticante e poi camminata verso casa. Il tutto per 3 volte a settimana. E come se non bastasse una volta tornati a casa, studio matto e disperatissimo sulle sudate carte in modo da poter passare tutti quanti gli esami". Il tutto è andato avanti per 2 settimane e mezzo. Poi per via di ritardi, defezioni, proibizioni di madri, spose e medici curanti, il tutto è andato lentamente perdendosi. Addirittura ci siamo proposti, con l'arrivo della calda stagione, di fare pure una volta al giorno nuotate di almeno mezz'ora seguite da corsa sulla spiaggia. Da quel giorno non si è mai più sentito parlare di programma acciaio. Fonti non confermate dicono che il governo federale abbia tagliato i fondi al progetto, ma i più maligni dicono che ci si lavora ancora sotto traccia, e prima o poi si tornerà a colpire. Siamo proprio dei bravi ragazzi atletici, almeno nelle intenzioni.
Tornando comunque al mio piano, io scrivendo qua pongo un vincolo sacro che mi impegnerò solennemente a rispettare. Ecco di seguito i vari punti:
  • Sveglia alle 8 ogni mattina, fino al 30 agosto.
  • Corsa in bicicletta dalle 8.30 (voglio almeno 15 minuti per riprendere conoscenza) alle 12.00. non importa dove arrivo, l'importante è riuscire a pedalare. Tutto ciò deve avvenire almeno 2 volte la settimana, se avviene 3 anche meglio.
  • Studiare. Studiare. Studiare. Penso di non dover aggiungere altro a questo punto.
  • Mangiare molto molto meno, sto rimettendo su quella fastidiosa pancetta. Prima si mimetizzava con la tanto fascinosa "pancia da birra", ora sto tornando un po' pienotto. È ora di darci un taglio.
Questi sono i 4 semplici punti del mio piano, tanto facili quanto impossibili da rispettare. per avere un resoconto ufficiale di questa malefica idea salutista, tra un mese tornate su questi schermi per avere maggiori informazioni e vedere quanto riesco a cadere in basso con i miei propositi.

tanto inutile quanto brutto

29 luglio 2010
Beh che non segua le mode penso sia una cosa ormai risaputa, come scrissi tempo addietro qui e qua, però ho un sistema di fissaggio (modellante, ultraresistente Garnier) su determinate cose che ogni volta mi stupisce. Ad esempio ricordo che da bambino, all'epoca della sua uscita, ero fissato con Titanic di James Cameroon. Ma proprio tantissimo, ricordo che disegnavo quel cazzo di transatlantico su ogni quaderno, su ogni foglio, su ogni banco scolastico. Ma non era la storia ad affascinarmi, anche perché alla fine non ha nulla di particolare, bensì la figura della nave. Esattamente, era proprio il Titanic ad attirare la mia attenzione, a far attivare la mia immaginazione, rimanevo ore a fantasticare a immaginare come si potesse morire annegati o schiacciati dal peso di una nave immensa. E allora mi facevo il vaneggio sulla tirrenia ogni volta che passavo davanti al porto di Cagliari. Poi iniziai a scoprire la musica, e quello è stato un tunnel senza via d'uscita. Arrivo ancora oggi ad ascoltare canzoni per 50 volte di seguito, senza mai stancarmi, per giorni e giorni. E un bel giorno pufff sparito tutto. Ora sto ascoltando incessantemente Dr.Drer & CRC Posse. Sarà per questo che sento la vena sarda esplodere ogni tanto all'interno del mio corpo.

E mentre scrivevo ho notato che uso molto la virgola e poi subito dopo la "e" congiunzione, son sicuro anche del fatto che molti mi accuseranno di commettere un grandissimo errore, visto che la funzione coordinativa di virgola ed "e" congiunzione è praticamente la stessa. E qui vi sbagliate! "Leopardi! Gesù leopardi era straordinario, lui usava la e congiunzione dopo la virgola, micidiale, veramente micidiale" (cit. d'autore). Finiamo la breve divagazione, torniamo all'argomento principale.

Dicevo, fissazioni. Questi piccoli accanimenti mentali nei confronti di un determinato evento non avete neanche idea di cosa possano comportare, infatti io mi punto su una cosa e la continuo a spulciare fino alla nausea. Ora è il periodo The Snatch. Lo sto guardando duecento volte al giorno come minimo, lo sto lentamente imparando a memoria, addirittura mi sto affezionando ai personaggi, e soprattutto ho imparato un sacco di cose importanti da questo film: ad esempio che non devo assolutamente fidarmi di chi dice di avere un allevamento di maiali.

Tu hai la stronzaggine nel sangue

"e lui si è subito vergognato"

26 luglio 2010
Amo la Sardegna, adoro la mia terra. Condivido appieno ciò che disse il mai dimenticato e indimenticabile Fabrizio de Andrè (vorrei ora linkare una canzone, ma siccome riservare un simile trattamento ad uno solo dei suoi capolavori mi sembra qualcosa di estremamente riduttivo, io, ora, nel pieno delle mie facoltà mentali e dei miei neo 23 anni, vi ordino di ascoltare tutta la discografia di de Andrè. Scattare!):

"La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso." cit. Fabrizio de Andrè

La cultura sarda, con i suoi secoli di tradizioni, riti, misteri e, ahimè, religione alle spalle (anche se tutto il misticismo che c'è attorno mi affascina), rappresenta per me qualcosa di incredibile. Ogni volta scorre un brivido lungo la schiena quando ammiro abili giocatori di murra; sento le mani tremare al suono delle launeddas in via Roma il primo Maggio, con tutto l'arcobaleno di fiori, colori, e appunto, il misticismo e devozione che c'è attorno alla festa di Sant'Efisio; scorrono quasi le lacrime nel sentir i canti a tenore con sa boche che racconta storie di fatica, di duro lavoro, di amicizia, fratellanza. Insomma per me questo è il sardo inteso come popolo, inteso come persona. O meglio era.
Oggi, nel 2010, chi è il sardo? È uno che ha vergogna di esprimersi nella propria lingua; che si fa riconoscere in Italia grazie a parole caratterizzanti che poi ci si ritorcono contro a mo' di sfottò, un esempio; uno che tenta di nascondere le proprie origini, i propri costumi, i propri sapori, considerando vecchia e antiquata tutta la cultura che abbiamo alle spalle. Insomma oggi il sardo non è degno di esser chiamato tale, non è degno di portare l'etichetta che ebbero e si conquistarono con il sangue nel 1794 i suoi avi, non è meritevole di esser paragonato a quei minatori che morirono nella zona sud-occidentale sarda a metà del novecento, dove si trovarono "chi no connoscia su fei, gettendi lei", "chi non sapeva cosa fosse la rabbia, legiferando", (Tribulia docet) a comandarli, a sfruttarli. Insomma oggi il sardo medio rappresenta tutto quello contro cui si batterono i sardi autentici nei tempi passati. Ma qualcosa è rimasto. Già son rimasti questi idealisti fortemente convinti, che vorrebbero riportare la sardegna all'antico splendore (culturale si intende per carità, una Sardegna con una fiorente economia penso non si sia mai vista), rendendola indipendente, sovrana.
Argomento ostico se devo dir la verità, sarebbe lungo e tortuoso affrontare un certo tipo di discorso, soprattutto all'1.07, quindi cercherò di essere il più conciso possibile. L'indipendentzia per me è qualcosa non ti utopico, come molti di voi potrebbero pensare, è qualcosa di stupido! Io reputo l'indipendenza sarda come qualcosa di estremamente idiota. Infatti vorrei sapere qual'è la materia prima che potrebbe riuscire a mandare avanti questa terra? Quali sono le persone che realmente potrebbero guidarla avanti verso un mai avuto splendore? In lontananza arrivano voci: "le miniere", in un mondo che va avanti a petrolio, e lentamente ci si indirizza verso le energie rinnovabili, l'estrazione di minerale come il carbone che vantaggio potrebbe dare? Che utilità potrebbe avere riaprire miniere morte su se stesse?; "il turismo", a Cagliari, capoluogo e città più "avanzata", la domenica le serrande dei negozi rimangono chiuse, le strutture ci sono e non vengono usate, i ristoranti osservano il riposo durante il ferragosto. In Costa Smeralda un caffè si è arrivati a pagarlo 60€, se questo è un popolo che vuole puntare sul turismo evidentemente io ho una concezione molto distante da questa; "l'allevamento", su questo argomento non vorrei neanche scrivere mezza parola, ho realmente sentito dire che l'allevamento potrebbe risanare in parte l'economia sarda, vorrei dirlo tanto al mio collega di raccolta dei fagiolini, giusto per sapere cosa ne pensa: un ovile e due lavori in nero per poter arrivare a fine mese.
Lo sbaglio dell'indipendentzia, a mio avviso, è il sardo. Tutti i nati dopo il 1950 li avrei spediti lontano da qui, lasciando la sardegna in mano ai veri sardi, a quelli che sanno cosa vuol dire veramente vivere questa terra, saper apprezzare le piccole cose. Perché in effetti in Sardegna si vive di piccole cose, come diceva sempre un mio carissimo amico "in Sardegna c'è di tutto, però è più piccolo", e non ha tutti i torti: una cena con salsiccia, pecorino, pane e vino è quanto di più bello possa esserci. Per concludere, io non mi sento sardo. Io amo la sardegna ma non mi sento sardo. Sono un po' come il tedesco che viene qui in vacanza ogni anno: ammiro e godo di ciò che mi circonda, con la differenza che io spero prima o poi di poter capire veramente cosa vuol dire vivere la Sardegna, per potermi finalmente reputare abitante della Sardigna.

giorno di giubilo per me

Meno dieci anni per arrivare alla giusta età di crocefissione. La resurrezione però mi han detto non è assicurata.

incazzo in una notte di mezza estate

23 luglio 2010
Stanotte sono seduto fuori in giardino, abbandono la mia abituale postazione sulla scrivania o sul letto grazie al consiglio, o meglio minaccia, di mia madre («Io mi sveglio alle 5 del mattino per andare a lavoro, la notte non voglio sentire da camera tua questo tic tic tac tac del computer, poi la musica alta negli auricolari! Quindi perché non vai in giardino!? C'è pure fresco!»). E la scelta non è assolutamente sbagliata, infatti l'odio non fa altro che aumentare la temperatura in camera mia, e questo è un odio veramente profondo e soprattutto molto molto antico. L'odio è rivolto verso Italia1. Troppo banale dite? È come spare sulla croce rossa in effetti, fanno talmente tanto pena che non ci sarebbe molto da dire su questo mezzo d'intrattenimento per il modesto popolino, che propina all'uomo medio tette e culi, nella speranza che la sua attenzione si concentri sulle più attraenti (e meno "volgari") parti femminili piuttosto che sui gravi problemi che affliggono il nostro (vostro) paese. Io generalmente me ne sbatto altamente, come già dissi in passato, ovvero qui, non guardo la televisione quindi poco può fregarmene. Tanto un giorno me ne andrò e allora l'Italia saranno cazzi vostri. Il punto è che oggi la televisione si è prepotentemente insinuata all'interno della mia serata:

Location: pizzeria; ora: circa le 21; protagonisti: io, la mia dolce metà, due pizze, cameriere e altre persone totalmente irrilevanti che facevano da contorno alla serata; antagonista: immenso televisore da 69'' sintonizzato su Italia1.

Mentre mangiavo beatamente una deliziosa pizza adolescenziale, la mia attenzione fu catturata da sonorità anni '80 provenienti dall'immenso piccolo schermo. A quanto pare (visto che il volume non era tanto alto da permettermi di distinguere bene le parole) il programma mirava a far conoscere ai giovani di queste generazioni ormai fallite, senza alcun tipo di etica, di morale, di ideale, insomma senza nulla in testa, quello che era il movimento musicale e le mode degli '80. "Cazzarola" potrebbe pensare qualcuno "un programma decente su Italia1, incredibile, far conoscere la grande musica anni 80 ai giovani. Cosi almeno smettono di ascoltare sta' merda" e invece no! Zam zam (tutti i dirtitti dell'espressione riservati a Pisello®) quel canale mostrava si la musica anni 80, ma la musica di merda, commerciale. Insomma l'equivalente di quello che viene trasmesso oggi in radio e nei principali mezzi di diffusione musicale di massa. Lentamente ci avviciniamo al mio motivo d'incazzo maggiore, infatti anche questo ha contribuito a farmi girare i maroncini, ma mai quanto quello che sto per arrivare a scrivere. Infatti dopo questa bella carrellata di musica di merda si passa al cinema. E li ho pensato "dai su il cinema negli anni '80 ha sfornato capolavori che quasi quasi mi sento male" (cit. d'autore questa eh) e invece di cosa vanno a parlarmi!? Dell'origine dei cinepanettoni!
MAI L'AVESSERO FATTO
Intervistano quel cerebroleso di De Sica (figlio ovviamente), il cui unico merito nella vita è essere stato uno spermatozoo di uno dei più grandi attori italiani. Danno il microfono a quel minorato mentale di Boldi, il cipollino della televisione italiana, che andrebbe messo sottolio e mai più aperto. Ma soprattutto hanno mostrato spezzoni di film che hanno contribuito a lanciare questo filone cinematografico impietoso che ogni inverno tormenta i miei sogni, e tra questi film c'era pure lui. FANTOZZI. Ci ho dedicato un post intero, questo, a uno dei miei motivi di sveglia, uno dei miei compagni d'adolescenza, di vita matura e sempre lo sarà. Ora dico io, ora voglio sapere, ma che cazzo ci appiccica Fantozzi con un cinepanettone!? Cosa ha in comune con gente che scorreggia, tromba, e dice "a stronzo!"!? Cosa ha da condividere con pure azioni di mercato mirate al nulla totale, al messaggio completamente privo di contenuto. Fantozzi, ma soprattutto Paolo Villaggio, il messaggio ce l'avevano eccome, era un messaggio disperato che cercava di avvertirci della fine che avrebbe fatto la nostra società, dello schifo che ci saremo trovati a vivere. Ma ovviamente no, la televisione, il potere dice che è meglio ridere godendo delle vacanze nella super meta esotica di De Sica, della figona che si fa un vecchio viscido come Boldi.

Mio fratello Derek dice sempre che bisogna terminare un post con una citazione, dice che c'è sempre qualcuno che ha detto la cosa nel migliore dei modi. Perciò se non riesci a fare di meglio ruba da lui e farai la tua figura. Ho scelto una citazione che penso vi piaccia: "Mario: anche lei ha preparato un natale ad hoc? Paolo: no... a Rio!". Parte la musica.

mi emoziono con poco

22 luglio 2010
Venerdì scorso, dopo aver dato addirittura il mio terzo esame della mia seconda carriera universitaria (ho preso 30, non ve ne sbatte nulla, ma voglio bullarmi ora che ne ho la possibilità), cercai compagnia per bere qualcosa, almeno fino alle 13. Niente da fare. Non vi era nessuno, incredibile, quando hai più di 300 amici su Facebook, intorno al centinaio di contatti msn, più di 200 numeri in rubrica e non trovi nessuno qualche piccolo problema te lo metti. Io no. Me ne son sbattuto e ho voluto godere di una calda, caldissima per la precisione, mattinata cagliaritana. Tutto pimpante e allegro abbandonavo la facoltà con un sorriso a TRENTA denti stampato sul volto. Ad un certo punto una lampadina illumina la mia mente "cazzarola ho un casino di tempo libero prima delle 13:00, perchè non andare alla galleria di Cagliari!? Tanto pago pure poco in quanto nuovamente studente universitario, e soprattutto possessore (?) di una carta giovani mai rinnovata". Quindi detto fatto, mi armo di fresco interiore per sopperire al caldo che mi circonda, e vado alla galleria. 

"In 23 anni che vivo qui, o bene o male, nelle immediate vicinanze, non sono mai andato a vederla, e che cacchio mi sembra anche il momento".

Fatto sta che non sapevo che stavo per imbattermi in uno dei grandi amori della mia vita. Ci sono andato principalmente nella speranza di godere di qualche De Chirico. Io adoro De Chirico, forme incredibili, spazi inimaginabili, colori che fanno da contorno a mondi "metafisici". Non ho visto neanche mezzo De Chirico. Maledetti cartelloni pubblicitari ingannevoli, in compenso ho visto lui. Francesco Ciusa. Per me prima dei 15 anni Ciusa era una via di Cagliari, veniva subito dopo via Baccaredda e passava sotto l'Asse Mediano. Dopo i 15 anni ho scoperto che era uno scultore. Poi a 19 ho conosciuto Nivola. "cazzo centra Nivola!?" eeeeh centra centra tranquilli, infatti andai a vedere a palazzo vice Reggio una mostra (gratuita) di quest'ultimo e ben più famoso scultore. Famoso perchè? Semplicemente non potete non aver notato a Cagliari sotto il palazzo della Regione quelle specie di "aereoplani" (aaaah bei ricordi fanciulleschi) su cui migliaia di coppiette si son appartati nel corso dei tempi. Fatto sta! Non divaghiamo. Rientrando dalla mostra rimasi un po' colpito, lo ammetto, mi piacque e ne parlai con un mio amico che aveva alle spalle studi artistici, classici e scientifici. Insomma bocciato un paio di volte. Mi disse «Tsk, ma cosa vuoi che sia nivola in confronto a Ciusa. vai alla galleria di Cagliari, li si che ci son pezzi d'arte». Ci son andato 4 anni dopo. E 4 anni dopo per più di 10 minuti son rimasto ad ammirare lei. Una profondità immensa, un pathos incredibile traspariva dalle forme vecchie, consumate e segnate dalla fatica e dalla perdita di un figlio morto assassinato, di questa povera vecchina. In tutto quel tempo ho cercato di costruirle attorno una storia. Una storia che mi richiamava alla mente la Nuoro dei primi '900, di cui ormai Ciusa aveva un pallido ricordo. Storie di faide, di lotte, di "cettiru". Ma lei incarnava il dolore, non quello fisico, non quello di una sconfitta a murra, bensì il dolore vero e proprio. La perdita di un figlio.
Sono andato avanti per la galleria, a godere del fresco e delle meraviglie che l'arte isolana ha sfornato nel tempo. Però non ho potuto fare a meno di tornare indietro almeno una volta, volevo, sentivo la necessità di ammirare nuovamente tutte le opere di Ciusa. Ad un certo punto ho frugato in tasca, in un momento di sovrappensiero e totale perdita artistica e logica, in cerca di una monetina da regalare a quei mimi.

dicono di pesa part I

20 luglio 2010
"L'ultima volta che ho pregato è stato per non diventare così" cit. di un giovane che ammirava le mie gesta, appena sceso dal palco, dopo una serata.

cagliari è.....

19 luglio 2010
Tutti i cagliaritani, e non solo, anche e soprattutto i bidduncoli, da un paio d'anni a questa parte, si danno appuntamento ad uno degli avvenimenti più formidabili, e soprattutto gratuiti, che il panorama sardo abbia mai proposto: il mondo Ichnusa. Per chi non lo sapesse (spero siate veramente in pochi, non lo dico per me, lo dico perché vi state perdendo una delle più grandi creazioni del genere umano) l'Ichnusa è LA birra, secondo il mio modestissimo parere. Di sardissima produzione, viene presentata come la birra che esporta il made in Sardinia nel mondo. Onestamente a me, come ormai avrete già capito, frega sega del sardo nazionalismo, dell'indipendentzia sarda (utopia su cui prima o scriverò qualcosa), però a me quella birra piace, io adoro quella birra. Tanto quanto adoro la mia terra. Però ieri e avant'ieri...
... Mondo Ichnusa. Sesta fermata del Poetto. Un sacco di gente, presenti grandi "artisti" del panorama nazionale. l'Unione Sarda stima addirittura 18mila persone per il primo giorno, stamattina non ho avuto modo di leggere il "più grande quotidiano sardo" quindi non saprei quantificare il numero del pubblico partecipante. Io non sparo cifre. Io sparo giudizi! Io sparo giudizi sulle persone che c'erano, sulle bestie che hanno popolato quel posto, quella spiaggia. Insomma il Poetto in questi 3 giorni di musica, spettacoli, cazzi e mazzi vari è diventato un troiaio anche più del solito. Animali, veramente bestie. Forze dell'ordine disseminate un po' ovunque (ho avuto un momento di panico quando ho incrociato lo sguardo con gruppetto composto da 5 finanzieri, 4 carabinieri e 6 poliziotti) che non si preoccupavano minimamente di regolamentare lo scempio. Tu dici "vabè erano 1000000 di persone, come cazzo fai a controllarli tutti" però ne colpisci uno e ne fermi 100 in certi casi. Mah vabè. Altro punto fondamentale è l'inciviltà. L'inciviltà di certe persone mi ha lasciato sbigottito: cassonetto dei rifiuti a 2 metri, cespuglio a 1 metro, secondo voi dove un ragazzo va a buttare la sua bella bottiglia di birra? Ovviamente nel cespuglio! Eh mi sembra il minimo!!
Ma andiamo oltre.
Concerti: vorrei discutere sulle scelte artistiche, che di artistico non avevano assolutamente un cazzo, a parte un Alex Britti che definire formidabile è dir poco; come puoi mettere un mostro sacro della tecnica chitarristica accanto a Marrakesh!? Marrakesh vende, Marrakesh attira bestie, le bestie bevono, l'Ichnusa è contenta. Ma poi le bestie vanno soppresse!!! Non puoi essere cosi becero animale schifoso! Non si può. Avevo voglia di mettere una bomba, avevo la possibilità di far fuori buona parte della (futura e presente) feccia sarda in un solo colpo e invece non ho potuto far nulla. Ad un certo punto è partito pure il "celeberrimo" coro: ho visto un sassarese...... li volevo tagliarmi i coglioni, ve lo giuro. Assolutamente avvilente. Non attendo più il 2012 con così tanta ansia (per chi non lo sapesse, anno del centenario Ichnusa, ergo feste su feste e celebrazioni incredibili). Ora di quell'anno l'unica cosa che mi interessa è la mia laurea. Il 21 dicembre un pò meno.

Il titolo del post è in riferimento ad un canzone di un gruppo di amici. Ora andate qui e comprate il loro cd. È una bomba. Non esistono cazzi.

libro o film?

15 luglio 2010
Bella domanda. Ovviamente chiunque, penso, direbbe prima il libro. Nuove generazioni escluse, infatti orde di ragazzine (e madri!) vanno in visibilio per questo immenso fenomeno cinematografico di massa chiamato Twilight. C'è anche il libro, ma non ha fatto cosi tanto scalpore quanto il film, ovviamente gli attori bellocci e incompetenti attirano. Dunque codesta pellicola (o supporto cartaceo edito Fazi) racconta la storia di un vampiro, uomo, che vuole cuccare un'essere umano normale, donna, che viene interpretata da un'attrice che pare abbia orgasmi ("forse anche organismi" cit.) ogni nano secondo. Io quella tipa li l'ho conosciuta con quel immenso capolavoro, che avrebbe meritato non un oscar, ma tutto quanto il mondo, che è Into the Wild. E se non l'avete visto andate immediatamente a farlo! Quello è un film che vi cambierà la vita. Comunque anche in quel capolavoro suddetta stronzetta aveva quest'espressione da orgasmo che mi infastidiva; bella è bella, niente da dire, ma se Clint Eastwood (DIO) aveva solamente due espressioni "una con il cappello e una senza", questa ne ha -15 di espressioni facciali!
Allora leggere o guardare. Onestamente, senza ombra, di dubbio meglio il leggere. Non so, sarà perchè mi costruisco il mondo, le immagini, i suoni e tutto quanto grazie alla mia mente; sarà che ho una strana mania e rituale prima di iniziare a leggere un libro "che mi fa sentire peculiare" (citazione cinematografica. Qualcuno volò sul nido del cuculo. Pelle d'oca a scascionate). Il film può arrivare in un secondo momento, come una sorta di completamento dell'opera di lettura. Non nego di aver letto tutti i 7 (?) libri di Harry Potter e di (questo lo scrivo sottovoce) aver visto pure tutti quanti i film che sono usciti. Bene, tutti i film hanno in un certo senso contemplato parti del libro che magari mi mancavano. Però quando mi vengono a dire di essere fan del Signore degli anelli e poi "nooo il libro non l'ho letto, è troppo gigante!" "cosa è lo hobbit?" "eh vabè non saprò queste cose però mi son fatto la maratona al cinema, 9 ore di film e ho pure preso l'anello originale!" a me girano le balle! Eh dai cristo di un dio non è possibile non conoscere Tom Bombadil e Baccador, non si possono tralasciare parti fondamentali del film (però fanno fare a Legolas lo skaterbord sulle scale eh).
A me dei film da fastidio quello, non puoi cercare di riprodurre un libro. È una cosa senza senso, senza logica; un libro lo devi vivere, lo devi godere, io a volte lo annuso pure, oh mi piace l'odore della carta! Problemi!? Anche se esistono grandi, immensi, giganteschi movies tratti da altrettanti immensi books. E ammetto la colpa di aver goduto unicamente della vista della pellicola. Anzi, mi getto ancora più merda addosso! Non conoscevo l'esistenza del libro ma solamente quella del film in alcuni casi!! E perchè questo post? Perchè dovrei studiare, cazzo domani ho un esame! Ma un piccolo discorso con Memphix mi ha distratto, non potevo lasciar morire la vena creativa (?).

stanotte sono pigro...

13 luglio 2010
... però questo è uno dei miei maestri di vita. Un genio indiscusso. Che dite se ci faccio la tesi di laurea pare brutto? A me no. Per niente, dai tanto sono solamente al primo anno, ho ancora tempo per decidere. Ora silenzio e godetevi questo spettacolo. In basso c'è pure la trascrizione del più grande e meraviglioso monologo della storia.




"Mai! Mai Marge! Non posso vivere una vita convenzionale come la tua, io voglio tutto, le discese ardite, e le risalite stordite, la crema in mezzo. Certo potrei offendere qualche naso dal sangue blu, col mio incedere vanitoso e il mio odore muschiato. Oh, io non sarò mai il prediletto dei così detti padri della città, che schioccano la lingua, si allisciano la barba, e parlano di quello che deve essere fatto, di questo Homer Simpson!"

Che poi scusate? Ma la grandezza di Homer Simpson è dovuta esclusivamente all'immensa potenza di Matt Groening & co.? oppure anche il nostro Tonino Accolla ha i suoi meriti? Secondo me la seconda domanda andrebbe approfondita. Però facciamo un'altra volta, stanotte sono pigro.

agitare bene prima dell'uso

12 luglio 2010
A quanto pare non sono l'unico che odia le mode passeggere. Oltre a Pisello®, che con il suo sfogo mi ha portato a scrivere il precedente post, ho scoperto che anche il caro Memphix stamane nutre un profondissimo odio per questo fenomeno privo di senso. Il flusso canalizzatore (citazione cinematografica! Porco iddio a voi se non lo conoscete questo film!) di questo suo sfogo è stato l'ormai celeberrimo video degli Zaman. Allora una piccola premessa: a Cagliari esiste uno strano fenomeno per cui quando un gruppo musicale rock, metal, punk, reggae ecc ecc ha un seguito di più di 50 persone, diventa automaticamente un must, bisogna necessariamente vederli dal vivo, andare a fanculolandia per sentirli suonare, comprare i loro dischi, le loro magliette. L'abilità del musicista non viene neanche contemplata, viene analizzato più che altro il coefficiente di simpatia, figaggine e pubblico.
Quindi tornando al caro Memphix. A me piace mettere il dito nella piaga, quando scopro la debolezza di qualcuno, o comunque sia un motivo di fastidio, tendo sempre a riproporre codesto motivo. E questo è ciò che feci appunto al protagonista di questo sfogo. Infatti lui ha espresso (su Facebook, ormai diventato davvero la mia finestra sul mondo, ma più che sul mondo sulla mente delle persone, sull'italica mente malata) il suo disappunto e il suo fastidio nel veder riproposto da mille e mille persone il video Zamina degli Zaman. Cosi gli ho propinato il suddetto video incriminato per più di una volta nell'arco di pochi giorni. Ma questo odio perchè? Ci fornisce lui stesso la motivazione «Io non odio gli zaman, mi fa girare le palle, primo che sfruttano waka waka con il video ufficiale per via della notorierà dei mondiali, e poi se non se ne poteva più di zamina prima non è che ora che hanno fatto il video tutti devono condividerlo. ste ossessioni mi spaventano.» Beh abbastanza semplice come motivazione. Però è vero, ora a cagliari son tutti quanti fissati senegalesi, africani e balle balle varie. A me non dispiace, almeno ascoltano buona musica per un pò. Però quanto durerà questa volta? Chiediamo al polpo. O al coccodrillo. O al pappagallo. O a sto cazzo.

p.s. E poi che Facebook non è una finestra sul mondo. Look here (link ricavato dal post sulla bacheca facebook di un mio amico)

p.p.s Anche io seguo concerti delle varie band cagliaritane (solamente dei gruppi che mi piacciono, e che soprattutto non reputo dei fighi solo perchè hanno questo o quest'altro, ci son tanti gruppi che mi stanno sulle balle per la musica e non me li filo neanche da lontano), anche io ho pubblicato il video degli Zaman su facebook, perchè mi piace e poi soprattutto per ironizzare con Pisello®. Oltre che per provocare il malcapitato Memphix. Penso non ci sia altro da aggiungere. Ah si svisatevi assolutamente queste foto! ci sono delle vere perle!

è gratis (e lo sarà sempre)

Sono troppo alternativo per parlare dei mondiali e della finale. Sono troppo togo per poter dedicare un post intero a questo immenso evento mediatico. Però questo è il pensiero che fanno tutti quanti gli scoppiati e alternativi, ergo non sarei più tanto scoppiato. Difficile decisione questa. Ci vorrebbe il polpo per decidere. O il coccodrillo. O il pappagallo. O l'intera arca di noè direttamente. Poi non venitemi a dire che l'essere umano non è l'animale più stupido del mondo.
Quindi....

... come tutti sappiamo i mondiali di calcio son finiti, ha vinto la spagna. Olè olè. E da questi primi minuti post gara mi sorge un dubbio. Ma sono in Italia o in Spagna? O meglio, ma i miei contatti di Facebook, che tanto insultavano Lippi e squadra, facendo trasparire un nazionalismo sportivo che definire estremo è poco, son diventati tutti spagnoli? No perchè non capisco il motivo per cui ora tutti quanti sono li ad esaltare l'iberica formazione, composta da belli e giovani giocatori che tanto aggradano il pubblico femminile (e ho la prova materiale di ciò). Gente che mette cuoricini, che esalta la nazionale spagnola, che scrive "españaaaaaaaaa!!!", mah io sono veramente allibito. E non perché tengo al nazionalismo italiano. Per niente. Ma perché ora scoppia la mania. Come accade per qualsiasi piccolissimo evento che catalizza l'attenzione di un gran numero di persone. Quindi a memoria ricordo che:

  • erano tutti quanti "why so serious" quando Heath Ledger morì (anche io lo son stato. Ma per motivi ben diversi, per capirlo vi rimando al mio precedente blog msn se ne avete voglia, esattamente qui);
  • erano tutti scoppiati e "matti" quando Johnny Deep era il cappellaio matto di Alice di Tim Burton (una delle più grandi delusioni cinematografiche della mia vita. Visto in 3D. Meno male era di lunedì e al Cineworld costa meno);
  • erano tutti burtoniani, sempre in merito ad Alice in wonderlan. Tutti amanti del genio di Tim Burton e gli unici film visti son stati ... .... .... nessuno;
  • erano tutti punk californiani quando nel 1998 uscirono What's my Age Again, All the Small Things, Adam Song (io lo son stato con circa 12 anni di ritardo e soprattutto in un adolescenza ormai superata. che ci posso fare, le mode non mi son mai piaciute);
  • erano tutti signori degli anelli quando sono usciti i film della trilogia di Peter Jackson, e nessuno di questi babbei che se ne andavano in giro con un anello attaccato ad una catenina ha mai "sfogliato" il capolavoro del maestro Tolkien;
  • erano tutti di sinistra quando vinceva la sinistra le elezioni;
  • erano tutti di sinistra quando vinceva la destra le elezioni. In molti hanno paura o quantomeno vergogna a dire "ho votato Berlusconi";
  • erano tutti italiani quando nel 2006 l'Italia ha vinto il mondiale;
  • erano tutti italiani incazzati quando nel 2010 l'Italia è uscita, per colpa (cosi dicono) del commissario tecnico tanto esaltato e idolatrato 4 anni prima;
  • erano tutti spagnoli circa un'ora e mezzo fa, continueranno a esserlo fino a domani mattina.

Voglio mette in chiaro il fatto che non sono incazzato eh, per niente, però non è possibile che ogni volta che c'è qualcosa scatti subito la mania. E Facebook si rivela ancora un buon, se non ottimo, strumento di studio sociale. In questi giorni ho avuto una conversazione, in preda a fumi alcolici e non, con un amico, riguardo al potere della televisione, della pubblicità ecc ecc e all'utilizzo che si può fare di questi due mezzi da un punto di vista di studio sociologico. Io vantavo il mio personalissimo traguardo, ovvero: aver completamente abbandonato la televisione italiana. Lui ha detto che sbagliavo perché con la televisione si potevano capire un sacco di cose della mente della gente. Risposi con una frase e un tono da film western: "tranquillo, io uso Facebook".
Ho parlato solo marginalmente dei mondiali. Sono tra l'alternatività e la massa. Per prendere una decisione mi sà che chiedo aiuto al polpo. O al coccodrillo. O al pappagallo. O a sto cazzo.

ragazzo forte, non piangere

9 luglio 2010
Io non volevo arrivare a fare ciò. Io volevo rimanere (almeno virtualmente) una persona rispettabile che non bestemmia; che poi che male c'è nella bestemmia!? Voglio dire, io non credo, ok. Io non riconosco l'autorità di dIO, (balordo che Google Chrome mi segni il modo in cui ho scritto dio come errore) quindi che problemi ho ad insultare il nulla?? Come se dicessi "nulla maiale!" "porco nulla", il suino è la figura animalesca più ricorrente se associata al termine dio o al nulla in questo caso. Comunque sia questo sfogo nasce da cosa?? Da Blogger, esatto colpa di sto cazzo di sito marcato Google, un onda anomala che ormai si espandi in lungo e in largo per il web, manca poco che anche i nostri testicoli diventino di colore rosso e giallo.
Allora dicevamo Blogger. Sono le 18:00, minuto più minuto meno, ho appena finito di studiare e mi son detto "ma si, ma su, ma dai, ma facciamo un giro a vedere quali sono i pensieri che ci offre la rete" e allora ho iniziato a sfogliare i vari blog presenti sulla piattaforma Blogger, così tanto per ammazzare il tempo. Primo blog: tutto ok, sarcasmo, informazione, ormai lo standard tipico di ogni italico blog; secondo blog: stessa descrizione del precedente; insomma vado avanti così per un po'... finché... finché non trovo qualcosa di scandaloso (almeno ai miei blasfemi e miscredenti occhi). Non ricordo neanche il titolo, ma ricordo molto molto bene l'argomento. C'era un immagine con cristo sanguinante e il titolo invocava il suo amore, pensai "vabè libertà di pensiero e parola, ognuno è libero di fare quello vuole". Clicco "blog successivo". Blog cristiano cattolico estremista diretto da un prete. Clicco "blog successivo". Blog cristiano cattolico estremista. Clicco "blog successivo". Blog cristiano cattolico estremista. Clicco "blog successivo". Blog cristiano cattolico estremista diretto da un prete. Stesso risultato per tutti 10 blog successivi.
A quel punto non ci ho visto più.
A questo punto voglio che qualcuno, per favore, vi prego, mi dica come fare ad evitare blog con simili contenuti. Se qualche utente più esperto di me sta leggendo questo per favore mi dia qualche consiglio. Io sono uno dalla bestemmia facile porco iddio. O porco nulla.
Però cazzo, porco iddio, o dio, o signore iddio, o ancora meglio cristo da più il senso di incazzo che provo.
Intollerante? Pensate sia intollerante? Io no.

uno scoppiato d'altri tempi

7 luglio 2010
Ho fatto più danni io in quella 20ina di live in cui ho suonato che queste nuove generazioni in 20 anni di vita.



cretaceo superiore della nintendo

4 luglio 2010
Un po' di tempo fa, qua nel paese in cui vivo, ho rivisto un personaggio che ha accompagnato le mie mattinate scolastiche liceali durante i viaggi in pullman. E subito son stato catapultato in un turbine di ricordi senza tempo. Quel tipo veniva da me identificato come "Yoshi". Si esatto quello di Super Mario. E così ricordai che durante l'adolescenza la mia immaginazione viaggiava a 200km/h e rischiava di deragliare in ogni istante. Per lo più era accompagnata da immagini di dinosauri, o comunque rettili di dimensioni epiche. Ora non so quanto un personaggio dei videogiochi possa essere definito rettile, però dai facciamo finta che sia cosi.
Il suddetto ragazzo, di cui onestamente non conosco il nome e non mi interessa neanche saperlo, aveva un naso grande, grandissimo. Una testa tonda, tondissima. Insomma era Yoshi in tutto e per tutto. Lo immaginavo saltare da un sedile all'altro, in compagnia di un fantomatico Super Mario, a schiacciare le meravigliose teste con i cappelli a fungo che popolavano quel vecchio e distrutto pullman sattasa arancione. Io lo vedevo sempre colorato di verde, non l'ho mai visto con la pelle bianca. Per me era verde. Un pò come la dinosauro.
Ora per il soggetto che sto accingendomi a descrivere, ci sarebbe da fare un prefazione lunga almeno 15km. E io la farò!
La mattina quando ti svegli per andare a scuola e subire 5 ore di lezione, la tua prima preoccupazione dovrebbe essere "ho fame e voglio mangiare, necessito cibo". Invece per un ragazzo che abita nel mio paese, la prima preoccupazione era "cazzo devo prendere a spintoni milioni di ragazzi/e e miliardi di signore vecchie". Esatto, le signore vecchie: l'incubo di qualsiasi studente assonnato. Questi oscuri personaggi si svegliano ogni giorno alle 3 del mattino (almeno durante i miei tempi scolastici penso facessero cosi, poi magari sto inventando, anzi sicuramente sto inventando), si truccano con Kg e Kg di trucco e fanno colazione con pane e incazzo. Incazzo a tonnellate. La tipologia della signora vecchia dei pullman è la seguente: bassa, rugosa, occhiali, sguardo cattivo, voce fastidiosa.
Ma la dinosaura era qualcosa di incredibile.
La ricordo nitidamente ancora oggi. Lei era tutto l'opposto della signora vecchia. Lei era la signora più vecchia all'ennesima potenza: alta! Grassa! Cappelli corti! Sguardo cattivo, incazzato e violento! Voce che potrebbe far aver paura persino a Sandro Ciotti dopo un attacco di tosse! Fu soprannominata la dinosaura dal mio immaginario, durante un caldo pomeriggio primaverile. Stavo tornando da scuola, alla sattasa avevano aperto da poco il Mcdonald's, quindi tutti quanti si gettavano nel più famoso fast food del mondo. Anche lei non poteva non farlo. Prese un cono gelato e si sedette nei posti di fuori ad aspettare che arrivasse il nostro bus. Io fissai il suo fare pachidermico e in meno di 20 secondi finì quel gelato. Fu qualcosa di immediato e velocissimo, sudava e mangiava. sudava e mangiava. Proprio come un tirannosauro fa con la sua preda. Gnam gnam.

sei innocente quando sogni

2 luglio 2010
Sarà che in questi giorni sto preparando un esame che dovrebbe insegnarmi come scrivere correttamente. Però stanotte mi sento particolarmente prolifico. E mi è venuta in mente una cosa:

Una stanza scura; qualche luce soffusa; un uomo dentro una vasca da bagno; la sua voce sensuale, ma cosa dico sensuale, sensualissima; bolle di sapone che salgono su dalla vasca; una musica valzerante (non so se esiste questo termine, qual'ora non dovesse esistere "evviva i neologismi"); tre uomini attorno a lui; un oggetto nero con una fine morbida vicino alla sua bocca...
...non è un film porno omosessuale. È un capolavoro.

leggendario campione di caccia al mugiko nella steppa

E nonostante il titolo non parlerò di politica! Per i più colti ("alcuni brani tratti dei sepolcri di ugo foscolo" cazzo che citazione divina) sarà facile intuire su cosa verterà questo post semplicemente leggendo il titolo, per i meno colti: leggete.

Polemica sempre polemica. Mi ricordo tanto Jerry Polemica «andiamo a fare polemica». Insomma scrivo e mi lamento, sto sempre polemizzando su questo o su quell'altro fatto, in poche parole sono un rompi culo. Talmente rompi culo che mi sto autorompendo le balle da solo. Quindi parlerò oggi di qualcosa di non polemico, non politico, non ideologico, non teologico, non , no, n, o, .

Ridi pagliaccio diceva quello. Ridere, definito volgarmente dal dizionario come "dimostrare allegria e divertimento con un particolare movimento del volto ed emettendo dalla gola un suono caratteristico". Insomma tu ridi perché sei divertito, perché hai talmente tanta allegria in corpo che devi farla uscire in qualche modo. E se invece devi fare come diceva quello? Ovvero "vesti la giubba, e la faccia infarina. La gente paga e ridere vuol qua", insomma nessuno si è mai preoccupato del triste destino del pagliaccio? (a parte ovviamente Leoncavallo, Capossela, solo per citarne due; ma oggi mi unirò anche io a questi! Non mi sto paragonando assolutamente a questi due geni indiscussi della musica, per carità, solo mi bullo poco poco).
Il pagliaccio è quello che da bambino mi faceva molta paura. Ma non una paura normale, quella che ti fa nascondere dietro il cappotto di mamma, proprio quella paura che ti fa ancora ricordare l'immensa vomitata di spaghetti al sugo che mi ero fatto una notte. E tutto questo perché ovviamente non potevo non aver visto "IT il pagliaccio assassino" (famosa trasposizione cinematografica del celeberrimo quanto mattonesco romanzo di Stephen King) grazie a mio padre. Tutt'oggi ho ancora paura a guardarlo da solo quel film. Se state ridendo fate bene. Comunque tornando al discorso principale dicevo: i pagliacci. Io personalmente li ho sempre visti piuttosto malinconici, devono far ridere vero, ma è una risata forzata, costretta, quasi come se quel trucco, quel sorriso rosso disegnato sul viso sia un input, un comando allo sghignazzamento. uno dei grandi pagliacci dei nostri tempi che non voleva farci ridere, era, ed è tutt'ora, l'immenso e insuperabile Paolo Villaggio.
Il fenomeno Paolo Villaggio è stato forse uno degli avvenimenti più sconvolgenti della mia vita. Quel Fantozzi (ora ogni volta che nominerò "Fantozzi" automaticamente metterò un link a scene meravigliose che ormai sono entrate nel mio immaginario fanciullesco e non) che tanto faceva ridere l'italiano medio per la sua parlata, per i suoi goffi movimenti, per le sue pazzesche e idiote avventure, a me non ha fatto altro che dare pugni in testa e dire «Svegliati cazzo! Su su attivati». Esatto. Avete capito bene, Fantozzi mi ha fatto ridere ovviamente, ma ha aperto i miei occhi sulla disperata situazione che noi (voi!) italiani medi continuiamo a vivere giorno dopo giorno. Fantozzi (io mi riferisco ai primi due film, quelli basati sui libri scritti dallo stesso villaggio per intenderci) è il prototipo dell'italiano medio: ama guardare in casa le partite della nazionale, con il suo vestaglione di flanella, familiare di peroni congelata, frittatona di cipolle, tifo indiavolato e rutto libero; ha un sogno erotico irrealizzabile, l'indimenticabile signorina silvani; una moglie brutta come la morte che lo porta ogni mattina a chiedersi "cosa lo spinse un giorno a sposare quel curioso animale domestico"; ha un lavoro insoddisfacente che non lo porterà mai da nessuna parte; viene sottomesso dai propri capi, la sfilza dei megadirettori potrebbe arrivare fino all'estremo sud del mondo. E ditemi!!! Quanti di voi non si sentono come lui!? Ma la sua meraviglia consiste nel fatto che ci dice tutto questo e ci fa ridere. Ci fa ridere di noi stessi, ci umilia davanti ai nostri occhi e noi ridiamo, ci sbatte in faccia la verità, ovvero che siamo tutti "delle merdacce!" e noi ridiamo, e lo facciamo solo perché non sappiamo dove contenere tutta questa allegria che ci genera, o forse lo facciamo per non piangere.

O forse ho fatto nuovamente una mezza polemica. Che palle.

Drink!