stereotipi, ovvero come pesa vede il mondo (part II)

17 settembre 2010
Mi è venuta in mente poco fa, parlando con un amico, un'altra figura che provoca in me immenso fastidio: l'intellettuale cagliaritano. Lo sò, lo sò, avete le palle piene dei miei sfoghi sul capoluogo sardo e i suoi abitanti, però questa città è fatta così, la ami e la odi allo stesso modo, non puoi farne a meno; i suoi abitanti invece li ami sempre un po' meno. Per illustrarvi l'intellettuale cagliaritano non ho trovato esempio, o descrizione, migliore della conversazione avvenuta poco fa con l'amico mio:

Pesa «Dai domani dobbiamo provare, passa in sala»
Memphix «Domani sono al festival della letteratura!»
Pesa (che da libero sfogo al suo stereotipare chiunque) «Ma che ragazzo raffinato, minimo ti metti a parlare con la r moscia, fumi con il bocchino e ti proclami di sinistra, però in maniera moderata per non sembrare eccessivamente estremista, vero?»
Memphix «Assolutamente no, trinciato e sputo son già pronti, più la maglietta degli Sonic Youth»
Pesa «Il trinciato fa molto impegnato politico anni 60-70 contro le multinazionali e i Sonic Youth fanno molto giovane con gravi problemi relazionali ... si sei perfetto per un festival letterario»

Questa descrizione "accurata" e "dettagliata" che vi è stata fornita, trova le sue radici anche nella frase rivelatrice di uno spettatore di un convegno sulla storia e le letterature comparate svoltosi l'inverno scorso nella passeggiata coperta del Bastione di St. Remy di Cagliari. Il suddetto figuro si accingeva ad uscire dalla sala durante un momento di pausa, con il telefonino attaccato all'orecchio e sussurrava al suo interlocutore

«Si si è organizzato bene, però è pieno di intellettuali di sinistra»

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