stereotipi, ovvero come pesa vede il mondo (part I)

22 agosto 2010
Guardando accidentalmente alla televisione quel capolavoro dell'italico cinematografò che porta il nome di "Totò Peppino e la malafemmina", pensavo a come noi (inteso come esseri umani) ragioniamo. Infatti la meravigliosa scena dell'arrivo a Milano dei due fratelli Caponi sta a rappresentare magnificamente ciò che tutti quanti noi abbiamo in testa, ovvero pregiudizi e stereotipi. Emblematica la frase del cavalier De Curtis "a Milano non può fare freddo", infatti, ovviamente tutto in chiave comica e ironica, fraintendo il discorso di Mezzacapa i due pensano che all'ombra della madonnina ci sia il freddo perenne. E allora mi son chiesto e domandato «Ma io, fondamentalmente (mi piacciono gli avverbi), ho pregiudizi? Ho degli stereotipi in testa che mi permettono così di catalogare una persona a vista d'occhio?». La risposta non poteva essere nient'altro che: SI. E allora è partito un piccolo esame di coscienza, e sono andato ad analizzare il mio modo di vedere alcune categorie di persone, per capire come vedo un pò il mondo.

Turista in Sardegna: un demente. Un totale decerebrato, che potrebbe passare le sue giornate a fare «baaaa, buuu, biii, belloooo, maaaaare, terùn», quest'estate sono entrato a contatto in maniera particolare (perchè ho abbandonato la mia latitanza dalle spiagge in maniera netta, forse sono arrivato a fare addirittura un mese intero sdraiato sulla sabbia a prendere il sole) con questa specie di essere umano. In particolare son stupido dai turisti, neanche a farlo apposta, milanesi. L'accento, io non tollero quell'accento, è Villasimìus non Villasìmius cazzo! Il credersi superiori a chiunque, il possedere la macchina da guerra sempre e comunque, carica di pargoletti e oggettistica spiaggistica che non verrà mai più utilizzata, visto che il prossimo anno dovranno rifare tutto quanto il corredo nuovo. Insomma, il turista è qui per sollazzarmi e rendermi conto di quanta idiozia possa esistere al mondo. Identificabile da: colore della pelle estremamente rosso; SUV; allegra famigliola al seguito; accento fastidioso.

Ragazzina nata dal 1990 in poi: imbecille. Non ci sono aggettivi per descrivere queste nuove generazioni, salvo rare eccezioni che ho vissuto in prima persona, posso confermare senza paura di essere smentito che dal '90 in poi i neonati son nati senza un cervello, o almeno senza un cervello funzionante. Le uniche ambizioni di queste nuove generazioni pare sia il totale nulla, la totale a-cultura (evviva i neologismi inesistenti), l'apparire, il possedere, abbandonando totalmente l'idea e la concezione di essere, esistere. La cosa che mi rattrista è il sapere che queste persone tra molti molti molti anni (non pensiamo di liberarci dell'attuale classe dirigente così facilmente, questi per almeno altri 200 anni avranno da dire la loro, prendiamo Andreotti come esempio) dovranno mandare avanti questo Paese. Se siamo ora nella merda non oso immaginare il futuro. Identificabile da: super mini vestitino; totale assenza di sguardo; sigaretta rigorosamente in bocca o al massimo in mano facendo finta di fumare e agitandola in continuazione; trucco eccessivo.

Alternativo cagliaritano: è complesso, non come personaggio intendo, bensì come discorso. L'alternativo cagliaritano ha varie forme, possiamo infatti trovarlo mascherato da: ragazzino mezzo straccione ma con il padre superimpresarioavvocatomegadirettoredeidirettori; figaccio 30enne che gira per la città vantando la sua cultura, il suo charme, il suo carisma e ci prova con ragazzine 20enni che si lasciano abbindolare; scemone che segue le mode (I e II) (lo so, sono una rottura di palle, torno sempre sugli stessi argomenti, più e più volte, ma che ci volete fare, son fatto cosi), e su questo ho già parlato abbastanza. Identificabile da: niente in particolare, tranne per il mezzo straccione, solitamente è un poveraccio con la passione per la fotografia. E una Pentax da 2000€.

Gaggio di paese: mischinetto. La pietà è il sentimento che più si addice a questo tipo di persona, poverini non hanno fatto mai del male a nessuno, a meno che ovviamente non "guardi male" la sua ragazza e allora ti "scasciona" di colpi, però fondamentalmente bisogna saperlo prendere con le pinze, farci amicizia, un pò come con i cagnolini che si trovano per strada. Sappilo prendere e vedrai che ti darà qualcosa indietro: non ti scoccerà più senza motivo se ti vede per strada. Identificabile da: fisico sempre in mostra; canottiera anche a -15°; scooter truccato, modificato aerografato; lessico immensamente ridotto; ignoranza straripante.

Potrei continuare ancora per ore e ore a scrivere e descrivere varie categorie di persone e come io le identifichi, però non finirei mai più. Quindi mi limito a questa prima parte, la prossima in un futuro non molto distante, si spera. In caso di lamentele, obbiezioni, e quant'altro, sapete dove trovarmi.

3 commenti:

LA CONIGLIA ha detto...

ho i tuoi stessi identici pregiudizi a cui aggiungo: le ziodde che hanno il capello bianco ma il baffo nero e ti guardano male dal pullman, le donne sciccose che hanno la puzza sotto il naso ma poi se parli di Schopenhauer ti guardano allocchite.
Perchè debba parlare di schopehauer con loro non so, ma sono sicura che se lo facessi avrebbero quello sguardo bovino e\o allocco!

Marina ha detto...

Ok, sono una turista piemontese nata dopo il '90, mi odierai.

...Vado a chiudermi in un angolo buio! Lol

pesa ha detto...

@Marina: Già il fatto che mi leggi dimostra che non sei devota alla a-cultura tanto cara alle nate dopo il '90 :D
Per il turista piemontese, beh ognuno ha i suoi mali. Ma sono peggio i lombardi.

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