sono una persona che ogni tanto ha delle preoccupazioni

31 dicembre 2010
Son tornato ora da una serata all'insegna della demenza più totale in questo posto e, soprattutto, all'insegna di quel grandissimo film che porta il nome di "Leaves Of Grass" (mi rifiuto categoricamente di scrivere il titolo in italiano), e quindi mi ritrovo a girovagare per i vari blog, e leggo: tanti buoni propositi per il 2011; liste di cose brutte e belle capitate durante il 2010; cosa ci si parerà davanti agli occhi in questo nuovo anno in arrivo grazie agli influssi benefici, o malefici a seconda dei punti di vista, degli astri; e così via. Sono anche liste abbastanza lunghe, ho letto un post che sembrava non finire, in cui il/la blogger elencava tutto, T-U-T-T-O, ciò che le è capitato durante questo vecchio e puzzolente 2010.
E allora anche io non posso essere da meno, farò la lista dei miei desideri e delle mie speranze per il primo anno di questa nuova decade:

  • Caro 2011, ti prego, non chiedo tanto, non sono una persona eccessivamente egoista - perché se togliamo l'eccessivamente allora cambia tutto - e soprattutto non ho tante pretese. Però ti scongiuro, fammi sapere che fine ha fatto zio Michele Misseri! È da un po' che non lo sento nominare in televisione, ormai è andato in pensione anche il plastico di Bruno Vespa sulla casa di Avetrana. Onestamente!? Sto iniziando a preoccuparmi seriamente per lui. 
FINE

ignIoranza

27 dicembre 2010
Puoi ignorare gli insulti che ti arrivano dalla piazza perché hai i capelli lunghi e ti "scambiano" per comunista;
Puoi ignorare il fatto che sia giudicato come un ubriacone e soprannominato Spugna;
Puoi ignorare l'essere identificato come un nerd sfigato per ciò che scrivi e per come la gente ti immagina;
Puoi ignorare tutte le stronzate che Berlusconi spara giorno dopo giorno;
Puoi ignorare il messaggi del 31 Gennaio di Napolitano, anche se a reti unificate;
Puoi ignorare tua sorella, per tutta la vita;
Puoi ignorare le moto smarmittate che rombano sotto casa tua e ti impediscono di ascoltare musica;
Puoi ignorare il freddo di questi giorni;
Puoi ignorare la fastidiosa musica che arriva dalla chiesa vicino casa tua;
Puoi ignorare gli auguri di "Buon Natale" che ti vengono fatti, e ricambiare con la parola "altrettanto", senza mai usare la nefasta parola "auguri";
Puoi ignorare il fatto di non dover fare assolutamente nulla a Capodanno (e la cosa non dispiace);
Puoi ignorare una pubalgia che ti affligge da tempo immemorabile;
Ma non puoi assolutamente ignorare il fatto che hai passato una notte a giocare a Magic The Gathering, dopo ben 4 anni che non toccavi neanche una carta. E allora capisci che chi ti identifica come un "nerd sfigato" non ha tutti i torti, anzi ci fai un pensierino pure tu sulla tua condizione.
E soprattutto non puoi ignorare certe richieste. Richieste che ti arrivano a notte inoltrata, prima di compiere il misfatto sopra citato, mentre si accende il fuoco nel caminetto per poter riscaldare la freddissima serata: «Pesa scrivi sul tuo blog: Abbiamo acceso il fuoco a casa di Isolis con il jenga!».

postumi natalizi

25 dicembre 2010
Tanto tempo fa ero bambino. Poi ho scoperto che Babbo Natale e la Befana non esistono. Seguì un periodo di apatia natalizia totale, in cui il puro significato della festa, spendere e spandere, non mi riguardava minimamente. Il significato fittizio, la nascita di VOSTRO signore Gesù Cristo, non mi ha mai riguardato, per cui son sempre stato in una posizione marginale sull'argomento spirituale. 
In quel periodo di apatia poi non ho ben capito cosa succedeva attorno a me, vedevo gente che faceva di tutto per comprare un "pensierino" ai propri cari, ma io me ne fregavo altamente. 
Ora invece, vista la mia dotazione di una carta di credito e, soprattutto, di uno stipendio, non posso tirarmi indietro a questo periodo frenetico e sconclusionato di compere, corse al negozio, recuperi in extremis degli ultimi regali, stress pacchetti, cibi e quant'altro possa essere ricollegato al "Natale". Ed è quello che è avvenuto tra il 23 e il 24 Dicembre. Cagliari sembrava dovesse esplodere: gente a destra, gente a sinistra, macchine che sfrecciavano in tutte le direzioni alla ricerca dell'ultimo disperato regalo. E io, che mi son sempre schierato contro questo tipo di spese all'ultimo momento, mi son ritrovato all'interno della bolgia, a soffrire per la presenza (fastidiosa) di svariata miriadi di persone indaffarate e frenetiche, che frugavano tra mille scaffali. 
Io dal canto mio stavo tranquillo, pacato, andando a colpo sicuro nel cercare le cose che mi interessavano. Perché io sono furbo, non mi faccio fregare di certo così facilmente dal mercato, andavo in avanscoperta un paio di settimane prima per poi andare gli ultimi giorni. Sono diabolico!

tra palco e realtà

20 dicembre 2010
Attenzione! il seguente post è permeato di spoiler riguardati "Romanzo Criminale: la serie". Quindi se siete intenzionati a guardarla non andate oltre e sollazzatevi con questo filmato, altrimenti buona lettura, tante belle cose, saluti in famiglia e figli maschi:

Che la televisione italiana faccia schifo penso non ci sia bisogno di dirlo, effettivamente giorno dopo giorno culi e tette invadono i teleschermi delle nostre case, persino nei telegiornali (?) come Studio Aperto. Però da un anno a questa parte qualcosa è cambiato. I soldi che i miei genitori stanno buttando con SKY son serviti a qualcosa. La serie di "Romanzo Criminale" è stata la più grande rivelazione televisiva delle mia vita!
Tratta dal celeberrimo libro di De Cataldo, reso ancora più celebre dal superbo film di Michele Placido, la storia racconta, in maniera romanzata appunto, le vicende della banda della Magliana, che impazzò a Roma durante tutti gli anni '70 e '80.
Io ho letteralmente amato la serie, mi son affezionato ai personaggi, ho provato terrore insieme a loro, incazzo, mi immedesimavo nelle scelte, insomma è stata una serie costruita perfettamente. E come me l'hanno pensata tantissime altre persone, tra cui anche giovani. La differenza tra me e loro? Io ho saputo riconoscere il fatto che fosse tutta finzione, che era tutto un "Romanzo", molti altri invece no. E così su YouTube mi imbatto in commenti del tipo "Grande il Libano! Unico Re di Roma!", "Se ci fosse ancora la banda sarebbe un'altra cosa", e via dicendo. Insomma non ci vuole nulla a capire che tutto ciò che hanno fatto nella realtà i vari Crispino (Freddo), Er Negro (Il Libano) e Renatino (Dandi), sia stato quanto di più sbagliato possa mai esistere. Anche io ho provato incazzo quando ho scoperto che ad ammazzare il Libanese non erano stati i Gemito, ma Nembo Kid e Il Nero, ma non sono andato di certo in giro a dire "Gloria all'Imperatore!". So distinguere benissimo la differenza tra finzione e realtà, per quanto sia stata rappresentata in maniera meravigliosa e superlativa. Sarà che ormai la finzione che ci fanno vivere all'interno del mondo politico, del mondo stesso che ci circonda, è talmente grande che le nuove generazioni iniziano a prepararsi anche attraverso questo tipo di "realtà costruita". Io dal canto mio me ne tiro fuori, non me la prendo per niente, cosciente del fatto che è tutto un "Romanzo".
«Non è vero!», «Falso!», «Michele Misseri!», «Sabrina Misseri!».
Si, ok, lo ammetto, stavano per scendermi le lacrime dopo che hanno sparato a Scrocchiazeppi, e ho pianto profondamento alla morte del Bufalo (il mio unico e vero eroe). Contenti?

totalmente fine a se stesso

17 dicembre 2010
A Cagliari sta facendo freddo, molto molto freddo. Talmente tanto che anche la voglia di pisciare, mentre sei in giro per negozi, è ridotta all'osso. E quindi per espletare una delle funzioni fisiologiche più liberatorie devi necessariamente trovare un posto al caldo, che ti possa coccolare che sappia stringerti a se con il tenero tepore del riscaldamento. 
Quindi dopo un bel pomeriggio passato a girare per i negozi, alternando il caldo africano dell'interno dei locali al gelo dell'esterno, la sera, a cena, in un piccolo "fast food" del centro, sento l'imminente necessità di compiere la sacra pisciata. Entro in bagno «Oooooh che meraviglia!»: la toilette è stata rinnovata, rispetto a quando ci andai l'ultima volta molto tempo addietro, infatti ora le pareti son tappezzate di aggeggi elettronici, il pavimento pure. Insomma, un cesso del futuro. Ecco allora che entro in bagno e subito un sensore fa partire l'acqua dello sciacquone. E penso all'evoluzione che ha avuto questo strumento: cordicella, il più delle volte durava 2 giorni, al terzo giorno infatti veniva puntualmente stracciata; bottone a parete; bottone sul cesso; e infine il sensore. E si per l'igiene si fa tutto.
Dopo una bella pisciata, che neanche Enrico Fiabeschi ha mai osato tanto, vado a lavarmi le mani. «Noooo incredibile» anche il lavandino funziona con il sensore; accidenti, nonostante qua non ci venga mai nessuno, hanno fatto davvero dei bei lavori, che bravi. Prendiamo il sapone «Eeeeeh la madonna!», pure il sapone automatico, accidenti si son proprio rinnovati. L'igiene delle mie mani è ora perfetta! Posso andare a gustare il mio cibo come un uomo totalmente igienizzato, però prima l'ultimo passo: asciugatura delle mani.
Mi giro e guardo la macchinetta asciugatrice... la guardo ancora... cerco qualche sensore.... niente, li davanti a me, ci sta un gigantesco bottone, un pulsante, sporco, unto, lercio che aspetta solo di essere premuto in modo da rilasciare miriadi di sostanze dannose all'igiene della mia persona. E allora cosa fai? In questo momento di crisi incredibile cosa puoi fare? Usi il gomito.

il piatto è servito (non piacerà a tutti, ma è buonissimo)

15 dicembre 2010
«Cameriere, cameriere! Mi scusi, quale è il piatto del giorno?»
«Oggi lo chef, come piatto del giorno, ha previsto: λοπαδοτεμαχοσελαχογαλεοκρανιολειψανοδριμυποτριμματοσιλφιοκαραβομελιτοκατακεχυμενοκιχλεπικοσσυφοφαττοπεριστεραλεκτρυον­οπτοκεφαλλιοκιγκλοπελειολαγῳοσιραιοβαφητραγανοπτερύγων»
«Ne porti 2! E porti i miei saluti allo chef Aristofane»
«Sarà fatto»

do ut des

14 dicembre 2010

Totò è sempre stato proiettato nel futuro.

studiando, studiando...

«Nei talk show o a "Porta a Porta" politici veri dialogano con i sosia di altri politici».

Enrico Menduni: I Linguaggi della Radio e della Televisione, p. 160.


Anche i libri si accorgono della finzione in cui viviamo.
E non spenderò neanche mezza parola per commentare ciò che è successo oggi a Roma. Non nominerò nessuno degli artefici di questa ridicola messa in scena. Dico solo una cosa: la perfezione della Diaz in bichini.
Yahoo, mi stupisce giorno dopo giorno.

da insultatore a insultato

10 dicembre 2010
Alcuni mesi addietro, spesso e volentieri, mentre guidavo, mi capitava di lanciare insulti, bestemmie, maledizioni e quant'altro a chi si trovasse sulla mia strada. E non perché sia un soggetto poco paziente o nevrotico, bensì perché sfrecciavo a 120 Km/h, e tutti gli altri invece era solerti adottare una noiosissima e lentissima andatura a 65 Km/h. La cosa come potreste immaginare si rivelava alquanto fastidiosa, in particolar modo quando si ha fretta. E così mi ritrovavo a vestire i panni dello "Sgarbi della strada", da cui ne conseguivano "bottigliate in testa alla gente, schiaffi alle donne, puttana, e vaffanculo, ma che cazzo vuoi tu, ma io ti trombo, ma io trombo te e la tua famiglia, ma vattela a pijar in der culo, ma li mortacci tua, ma stigazzi al culo ti strapazzi, la sorca de tu sorella, ma vattene a ffanculo, frocio, ma che cazzo vuoi" (cit.), finché un bel giorno i petrolieri si son svegliati con il piede sbagliato. Una mattina, in preda a sbadigli memorabili e al sonno più profondo, mi accingo ad andare a mettere benzina prima di compiere il viaggio che mi porterà a Cagliari.
In prossimità della gigantesca scritta IP inizio a sgranare gli occhi. Incredulo, proseguo nella mia marcia verso l'erogatore di oro nero. Ed ecco che ricevo la conferma:
Benzina Verde: 1.454€/l; Self Service Benzina Verde: 1.404€/l.
Terrorizzato all'idea di pagare così tanto decido di andare verso l'altro distributore del mio paese:
Benzina Verde: 1.478€/l; Self Service Benzina Verde: non esiste.
Ed ecco che ritorna l'ignoranza e la volgarità: nuova giornata che si apre all'insegna di bestemmie e incazzo, che vola a livelli record come il prezzo della benzina. Quindi marcia indietro verso il più "conveniente" distributore. Infilo la pistola, erogo la benzina, pago i miei classici 5€, salgo in macchina, accendo, e la stecchetta che indica il livello di carburante all'interno del serbatoio non si muove: ferma, paralizzata.
Questa è la tiritera che si ripete da ormai 2 settimane, e io, povero ragazzo che deve uscire presto la mattina perché deve percorrere la strada che lo porterà a lavoro alla "folle" velocità di 65 Km/h, subisco insulti, ingiurie, maledizioni e quant'altro da automobilisti nevrotici e schizofrenici che mi sorpassano come se si fosse al G.P. di Montecarlo. Ma ovviamente rispondo a codeste provocazioni con altrettante dolci parole.
Morale della fiaba: lo spessore del mio portafogli continua ad essere sempre più misero.

siccome è il 100esimo post, ho deciso di mettere qualcosa di veramente bello. LA PERFEZIONE!

7 dicembre 2010
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grande display a colori

5 dicembre 2010
Quando muore qualcuno a noi caro è sempre una tragedia, una parte di te è come se andasse via per non tornare mai più. Questo è quello che ho provato ieri, quando il mio cellulare è collassato su se stesso ed è diventato cibo per i vermi.
Nel giro di una settimana in casa mia tre cellulari Nokia hanno subito la stessa sorte: auricolare interno deceduto, ergo primaria funzione del cellulare finita. Certo, i vari lettori mp3, le varie fotocamere hanno continuato a funzionare all'interno di quell'involucro grigio o nero, però proprio quel maledetto, minuscolo, auricolare, che rendeva quell'insieme immenso di funzioni un "telefono", è morto.
Io al mio c'ero affezionato, poverino, mi ha accompagnato in tante avventure, ha subito un sacco di cadute in terra, voli dall'amplificatore (per colpa delle vibrazioni) memorabili, insomma un vero duro, un soldato di prima linea che non si tira indietro davanti al nemico. Prima di arrivare alla decisione di abbandonarlo ci ho meditato tanto (circa 2 secondi), però non si poteva più andare avanti così. E allora sento Fred, mi armo di coraggio, soldi e macchina e insieme ci dirigiamo verso MediaWorld. Mai l'avessi fatto.
Tralasciando il fatto di esserci persi in una zona industriale desolata adiacente all'aeroporto di Cagliari, arrivati in prossimità del mega centro commerciale inizio a presagire il disastro: fila chilometrica. Di fatti miriadi di persone si recano nel mondo dell'elettronica, per uscirne ovviamente a mani vuote. Senza tanti fronzoli mi fiondo sui cellulari. E c'è quello super tecnologico, e quello che non ha tasti, e quello che ti fa il caffè, quello con la bambola gonfiabile all'interno, però non ce n'è neanche uno che assolva ai compiti a me necessari, ovvero telefonare e mandare sms. Perché alla fine un cellulare serve a questo, no!? Cosa me ne faccio di astronavi da 600€ che hai paura anche solo a guardare perché potrebbero rompersi? E invece tutti quanti son li, appollaiati attorno a questa sorta di fortino con le insegne dei più grandi gestori telefonici italiani, che ammirano i cellulari strafighi, però comprano quello "similfigo" in offerta, che cercano di comparare il proprio cellulare con quello esposto, quasi fosse una gara a chi ce l'ha più lungo. E così, dopo il fallimento di MediaWorld, ci dirigiamo verso un altro immenso centro commerciale, e quindi ancora verso altre miriadi di persone. Ma qui, finalmente, riesco a trovarlo. Eccolo, è lui. Piccolo, compatto, non ha fotocamera, lettore mp3, lettore DVD, DiVX, CD, digitale terrestre integrato, non ha neanche il Bluetooth e per di più non è UMTS, è un semplicissimo GSM! Pensavo ormai non li facessero più. È perfetto, costa pure poco - 39€ - e sembra altamente funzionale.

«Scusi, questo Nokia qua da 39€, vorrei prenderlo»
«Ah... non ha fotocamera, lettore mp3, non ha nulla»
«Un cellulare quindi»

E vorrei proprio capire cosa c'è di strano nel comprarsi un cellulare che svolge la semplice funzione di telefonare, vorrei proprio capire come mai è diventato così indispensabile avere assolutamente l'ultimo modello uscito. Conosco persone che hanno venduto una motocicletta pur di comprarsi l'ultimo Nokia N8.
Io vivo bene così, con il mio cellulare senza memoria SD, senza suoneria che si sente a dieci stanze di distanza, che costa poco, è leggero, quasi sgradevole alla vista, però ha una cosa che i vostri cellulari non hanno: una torcia potentissima! L'optional più utile del mondo, soprattutto quando devi salire le scale di casa, alle 5 a.m., completamente storto.

nuove frontiere di youtube

1 dicembre 2010
Che YouTube sia uno dei mezzi più ingegnosi e meravigliosi di questo millennio penso sia abbastanza scontato. Puoi vedere tutti i tuoi video preferiti, puoi caricare tutte le tue cazzate, puoi... si ok sappiamo tutti quanti come funziona.
E immagino che tutti quanti sappiamo che su YouTube è possibile commentare i video. Già, i commenti sul popolare sito di "video streaming" son forse quanti di più bello madre natura ci abbia mai potuto donare. E così troviamo accesi dibattiti culturali, gente che si insulta, gente che si innamora, scontri violenti Nord VS Sud, Inter VS Milan, destra VS sinistra e chi più ne più ne metta.
Se alcuni trovano divertente quello che si scrive sui vari forum a sfondo sessuale - vedi il magnifico blog "GirlPower Vs Cioè" - , in cui si analizzano problemi di giovani donzelle alle prime armi, io trovo altamente esilarante andare a leggere questi commenti privi di senso sia logico che grammaticale. Volete qualche esempio? Eccovi serviti:

  • italostrano, 2 sett. fa: @Policemanitali certo certo certo certo...sei solo uno scemo..ma non semplicemente uno scemo..POLICEMANITALI sei un un grandioso sxxxo..inoltre penso che tu sia un gigantesco pxxxo di mxxxau're uxxxxs
  • elpolpopaul, 2 mesi fa: LUTTAZZI FECCIA DELLA SOCIETA'....sei na merda e hai na faccia da culo sfigato...la prossima volta copia dei comici del nepal o del mozambico se non vuoi farti sgamare.sei brutto e sfigato quanto stupido
  • NaPoliWinner, 1 sett. fa: @SatiriKChannel senti cagone di merda grande figlio di puttana sei 1 grande merda vai a farti fottere cojone tu e quell cagliari della merda avete perso siete delle merda fate cagare e muori grande figlio di puttana vaffanculo vai a farti fottere quella grande puttana di tua madre gioka in serie b sti cazzi coglione
  • cristiano241278, 2 sett. fa :siete la capitale dello schifo mondezza...
  • rizziangeloraffaele, 2 giorni fa: @XxXSrg88XxX tu sei proprio un cazzone sai???? vi credete migliori voi del nord e fate tanto i forti e i bulletti tramite chat...poi quando arrivano i gruppi napoletani baresi calabresi e siciliani...vi cacate nelle mutande e fate i lecca culo...voi gente del nord che la pensate in questo modo mi state sui coglioni e cmq meglio essere terroni che ciuccia cazzi a vita!
Ma su YouTube non si parla solamente di calcio o di politica. Su YouTube si parla anche di sesso.
Ebbene si cari lettori di sesso maschile, non c'è bisogno di usare strani sotterfugi per godersi comodamente seduti sulla poltrona di casa del buon sano e vecchio porno, non c'è bisogno di cancellare tutta la cronologia per non far scoprire alla mamma che passate la giornata su YouPorn, basta fare un giro sul più legale, e meno sconcio, sito a marchio Google. Ed ecco che in un tranquillo pomeriggio, dedito all'ozio e alla navigazione su internet, mi imbatto in un canale http://www.youtube.com/MiSegoLeTipeDellaTv e inizio a leggere i commenti. Non potete neanche immaginare le prodezze in cui mi sono imbattuto, ecco alcune tra le più meritevoli:

  • sciamucata99, (4 giorni fa): ciao sei il mio idolo,il mio sogno è spararmi un segone insieme al mio guru,mettiamoci daccordo....ciao
  • velineforever, (4 sett. fa): mmmmmm....mi sbavo ank io sul cappellone e mi guardo il mix della nargi parte due....massaggiaandomi bene le palle
  • TheF33t, (2 sett. fa): Su chi posso sborrare ?
Ma la perla migliore ce la fornisce l'autore stesso del canale, sbizzarrendosi in un capolavoro di immaginazione che neanche il più perverso essere umano potrà mai concepire:

MiSegoLeTipeDellaTv, (1 mese fa): ragazzi mi sto segando con giorgia palmas!sto usando l'olio apposta e mi sto ungendo l'uccello ben bene.così fa quel rumore fantastico...ciock, ciock, ciock....mmmm.sto pensando a cosa farei col culo di giorgia davanti...gli fare scivolare il cazzo nell'incavo delle chiappe...senza infilarlo nel buco...praticamente una spagnola con le sue natiche rotonde e sode.me le chiuderei intorno all'uccello...così sentirei il contatto di quella carne morbida sulla mia cappella !!fatelo anche voi !!sborrooooo


Incredibile.








il giorno più triste

29 novembre 2010
«Ah... Mi dispiace, ma io so' io, e voi nun siete un cazzo!» (Il Marchese del Grillo)


Questa frase, in questo caso, ci sta. Grazie Mario.
Fanculo Fazio.

due facce della stessa medaglia

Da quanto tempo sto cercando di scrivere qualcosa di realmente sensato? Almeno due settimane. Sentendomi vittima di un angosciante, quanto desiderata, routine "casa - lavoro - studio" le idee, in questo periodo, hanno faticato ad accumularsi, la mente ha preferito concentrarsi su altro (il letto) e il tempo non è mai passato così velocemente.
Così, tra un momento di temporanea morte cerebrale e attività matta e disperatissima, una notte mi son ritrovato a guardare la televisione. «Delinquente!» «Criminale!» «Michele Misseri!» «Imbecille! Proprio tu, che ci hai fatto due coglioni tanti con la televisione, ora vai a dire tranquillamente che hai acceso quel malefico strumento del demonio!? Alla forca!».
Si è vero, però quando prepari un esame in cui si analizzano gli schemi creativi e procedurali del tubo catodico devi buttarti nel mezzo e provare a (ri)analizzare le tematiche del tuo argomento di studio no!? Ed è esattamente quello che ho fatto io. Fai zapping qui, fai zapping li, mi ritrovo su Canale5 («Delinquente!» «Criminale!» «Michele Misseri!») dove c'è una "divertentissima ed esilarante" puntata di Mai dire Grande Fratello. Ed è proprio guardando questi programmi che capisci quanto hai sbagliato a sbatterti per ben tredici anni della tua vita tra scuole elementari, medie e superiori, in certi casi addirittura all'università, per diventare una persona con un minimo di spessore culturale.
Mi imbatto infatti nella scena di un totale decerebrato, analfabeta che riceve "lezioni" d'italiano dalla fighetta intelligente di turno, la quale definisce il congiuntivo come «quello che finisce con la doppia S», e allora capisco che non bisogna studiare, non bisogna affaticare lo sguardo sulle sudate carte o davanti allo schermo di un pc. Basta che tu sia un Priapo imbecille che non sa mettere due parole in croce e il gioco è fatto. Successo, fama, denaro, donne (!), tutto questo è quello che ti aspetta. Però poi penso a quando sono a lavoro e mi vengono a dire «Io son totalmente analfabeta, mi sembra giusto mettere in chiaro le cose», ed è così che vengo catapultato nel mondo reale, non in quello fatato e stellato della televisione o della politica (Gasparri! Gasparri! Non fatemi parlare di Gasparri!). Il mondo vero, in cui non sei nessuno con una laurea, e sei ancora meno se hai il diploma; in cui la lettura di un libro viene vista come un'attività dispendiosa dal punto di vista energetico e si preferisce un lobotomizzante programma televisivo; in cui la musica di spicco è rappresentata dai vari fenomeni dei reality show. Purtroppo questa società non ce la siamo ritrovata così bella e pronta, questa società, e questo ordinamento culturale, ce lo siamo scelti, e non è di certo salendo ora sui tetti delle facoltà che le cose cambieranno, però potrebbe essere un inizio. E invece quale può essere la soluzione definitiva? A mio avviso: Gianluigi Bombatomica.

pensavo che...

24 novembre 2010
Nel passato, per avere più carisma e sintomatico mistero, ci si metteva gli occhiali da sole. Oggi invece si ascolta Battiato.

viviamo in società, per noi dunque niente è davvero buono se non è buono per la società

Non tanto tempo fa' stavo in facoltà, tra gli angusti e tetri corridoi del Magistero di Cagliari, in attesa che un malcapitato studente uscisse dallo studio del docente, dando così il via libera al mio esame. Tralasciando l'esito (si son stato promosso, il voto non ve lo dico), la cosa che mi colpì particolarmente di quella mattinata fu una conversazione tra due miei colleghi.
Lui, signore ormai sulla cinquantina, studente al primo anno; lei, giovane, studentessa del terzo anno che ancora cerca di superare esami del primo. Si dibatteva sui tatuaggi, quindi ecco che si parte con le varie "classiche regole": devono essere sempre dispari; nascondibili; e via discorrendo. Il passo successivo non poteva che essere elencare i vari tatuatori del cagliaritano, scambiandosi opinioni e idee sui vari stili. Fin qua un discorso normale, potrebbe pensare uno, giusto? Esatto, anche il sottoscritto, rompiballe di professione, non ha riscontrato nulla di anomalo, finché....

Lei «La prossima volta mi devo far tatuare la Madonna di Guadalupe»
Lui «Devota?»
Lei «No mi piace il disegno».

Premessa: per ora non ho tatuaggi.
Ecco, quello che non mi torna è questo: come puoi farti tatuare solamente perché ti piace quella determinata immagine?
Voglio dire, capisco tatuarsi qualcosa che ci rappresenta, qualcosa che sentiamo nel nostro intimo, ma per il semplice motivo che "ci piace" veramente non lo riesco ad arguire. Il tatuaggio rimane pur sempre un segno indelebile sulla nostra pelle che bene o male dovrebbe rappresentarci o sbaglio?
No non sbaglio! Almeno secondo me, poi voi dite un po' la vostra nella sezione commenti sottostante.
Sarà perché sono una persona abbastanza volubile dal punto di vista "gustativo", però non riuscirei mai a imprimere indelebilmente sulla mia pelle un testo o un'immagine che non sento veramente appartenere al mio essere. Avrei anche potuto tollerare la devozione nei confronti di questa Madonna - poi vi prego, dopo che dite la vostra sui tatuaggi nella sezione commenti sottostante, spiegatemi anche la differenza tra le varie Madonne - certo, una giovane ragazza che ripone nella sacra vergine (?) il suo credo e le sue speranze (oggettivamente è una stronzata assurda anche questa eh). Ma in un disegno!? Mistero.
Solitamente la fissa del tatuaggio uno ce l'ha verso i 15 anni giusto? Ecco io no. Io la ho ora, quando ormai sto per tagliare il traguardo del quarto di secolo, forse perché ho preso coscienza di ciò che un tatuaggio significa realmente per me; quindi ecco la mia idea: se devo tatuarmi qualcosa, voglio che rappresenti non il mio essere, ma il mondo in cui son vissuto e sto crescendo, perché è innegabile che alla fine tutti quanti facciamo parte di questa società, per quanto malata e corrotta essa sia, in modo da non dimenticare mai cosa i miei occhi, e la mia mente, hanno visto e sopportato.
Già pregusto la scena: un giorno i miei nipoti verranno a chiedere «Nonno, nonno, cosa c'è scritto nelle pieghe della tua pelle flaccida e morente?», e allora io con fare orgoglioso e superiore potrò rispondere «Semplice tesoro di nonno, qua c'è scritto Facebook».

l'uomo sbagliato al momento più sbagliato

22 novembre 2010
Il vostro caro Pesa è morto.
Dopo la commemorazione da parte dei parenti e cari, il sottoscritto finisce per direttissima al cospetto di San Pietro, il quale lo osserva dall'alto in basso, e con occhio indagatore e legifero è pronto ad emettere la sua sentenza:

«Bene, bene, bene... Pesa, eccoti qua, meravigliato vero? Ora sei morto è hai scoperto un bel po' di cose sulla vera natura dell'uomo»
«No no no! Aspetti Pietro!! Cosa vuol dire morto!?»
«Eh morto. Vuol dire che le tue funzioni biologiche sono terminate. Quelle cerebrali, come sappiamo, erano già sparite da tempo, ora purtroppo, per te, sei diventato freddo, immobile, bianco come il marmo»
«Eh la madonna»
«Oooooh bada a come parli!»
«Pardon, ma cerchi di capire, onestamente non me lo ricordo proprio come son morto, veramente... »
«Come no? Non è stata stata una bella morte figliolo, mi sembra strano che non ricordi nulla»
«Mi faccia sforzare un po'... allora: non può essere quella volta che con Vobi sulla s.s. 554 passando al semaforo, con il verde, a 80 Km/h, rischiammo di andare a finire contro un'altra macchina che invece passava con il rosso; neanche quando, sempre con Vobi, facendo testacoda sui tornanti delle montagne del paese, siamo andati a schiantarci frontalmente su un albero; forse la volta che, stranamente con Vobi, completamente ubriachi ci fermammo 15 metri più avanti ad ogni stop!? No no neanche quella; ma vuoi vedere che invece è stata la volta che, con Vobi, tornando da una notte terrificante, durante l'occupazione in ingegneria, rischiammo di schiantarci su ogni palo di Via Is Maglias a Cagliari!? Ma mi sembra alquanto improbabile; possibile allora che sia quando, in compagnia di Vobi, ci lanciammo in discese spericolate dai monti con la bicicletta»
«No mi dispiace, hai toppato di brutto»
«Ah... quindi?»
«Ricordi quando ieri notte hai attraversato la strada sulle strisce pedonali, per poter entrare in casa, hai visto quella macchina bianca e hai fatto cenno di saluto come se lo conoscessi?»
«.... non mi dica che era Vobi».

ultime dall'ansa

18 novembre 2010

Ultime notizie sul clamoroso caso "Scazzi". Scoperto l'autore dell'efferato omicidio: è stato il Signore, sull'angelo della morte, sul macellaio, che uccise il toro, che bevve l'acqua, che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.
E vi dirò di più, era pure brutto come topo.


superbravissimo + stellina + sorrisino

17 novembre 2010

Scorrendo la lista dei tanti (?) lavori che il sottoscritto si è trovato a fare, arriviamo alla lettera S dove scorgiamo la voce "scrutatore". Ovviamente sappiamo tutti chi è lo scrutatore, ovvero quel povero cristo, che per circa 24 ore lavorative, distribuite nell'arco di tre giorni, si becca una miseria.
Fare lo scrutatore in un paese di provincia non è tanto male: non hai bisogno di chiedere la carta d'identità a tutti, tanto conosci metà popolazione, quindi poco te ne frega; i rappresentanti di lista, vecchi pensionati ancora fedeli ai credo dei partiti, se conoscono qualche tuo attempato parente ti offrono le paste a colazione; stai a stretto contatto con persone che incroci 15 volte al giorno, ma al quale non hai mai rivolto un saluto, e diventate grandi amiconi; e via dicendo...
Però non è tutto oro quello che luccica. La noia. La noia è una costante che uno scrutatore non deve sottovalutare, mai! Tanto meno se si è di fronte ad elezioni provinciali, europee o referendum. Quindi cosa si fa' per sopperire a codesto stato d'essere? Si fruga negli armadi delle scuole medie, alla ricerca di preziosi tesori, come questo compito in classe di italiano, che ho trovato alle ultime provinciali cagliaritane e che ora riporterò per intero. Non ho apportato alcuna storpiatura o correzione, copia fedele all'originale:
Consegna: Viaggiare significa conoscere, incontrare e confrontarsi con luoghi, culture, e persone diverse. Descrivi un tuo viaggio reale o immaginario.

Io vorrei andare a Parigi e confrontarmi con i francesi e scoprire le loro abitudini, e culture imparare il francese e tante altre cose e poi andare in tutta la città e guardare la Torre Ifel. Poi vorrei andare a Roma che c'è un mio zio e vorrei capire almeno una volta l'arabo e andare dentro il Colosseo e imparare la storia dal vivo così sarei il più bravo della classe con storia ma per il mio parere e molto importante conoscere tutto da vivo.Poi vorrei andare in India perché ho scoperto che c'è molta gente senza un lavoro è senza una casa è vivono per strada chiedendo soldi per prendersi un po' di cosa da mangiare è se io andassi sprecherei tutti i miei soldi per loro perché ne hanno più bisogno di noi e noi siamo ingrati per quello che ci danno perché lo rifiutiamo e per questo io dico a tutti di prendere sempre quello che ci danno perché così faremmo felici a tutti e se non lo volete datelo a poveri e questo mela ha insegnato mia madre.
Non sazio di questo immenso capolavoro decido di andare oltre. E cerca che ti cerca trovo un altro foglio. La storia sembra più lunga, in effetti qua si tratta di inventare una fiaba. Ignaro dell'immensità di ciò che avevo davanti agli occhi, decido di iniziare a leggere:
Tema, Protagonista, Antagonista, Svolgimento, Luogo, Prove da superare, Tempo, Finale.

C'era una volta un bambino di nome Josh vieva nella giungla, e per liberarsi da Giordie (un assassino) doveva superare delle prove: la prima consentiva nell'attraversare un lago nuotando, nella seconda doveva mangiare tutti i venti panini in cinque minuti e la terza doveva doveva tagliare tutti gli alberi, con una motosega, della giungla. Il problema di Josh era che non sapeva nuotare e chiese a Giordie se li dava lezioni di nuoto. Ma... l'assassino per cinque lezioni voleva venti euro e Josh nè aveva quaranta è accettò il contratto. Alla prima lezione doveva fare stile libero per tre volte; la prima volta stava per affogare, alla seconda cominciò a migliorare alla terza andò bene. Alla seconda lezione doveva ripassare stile libero e andrò bene alla terza prova doveva saltare con un salto dentro un cerchio senza farlo cadere e lo stesso per le altre due. «Josh possiamo alla seconda prova: quella dove devi mangiare venti panini». Ma... Josh, non aveva fame e alla fece fatica a mangiare tutti i venti panini tanto che dopo neanche cinque minuti andò in bagno. Alla terza dopo aver tagliato tutti gli alberi Josh morì per la fatica.
E io che mi domando sempre perché il livello culturale del paese in cui vivo è così misero, bastava che andassi alla fonte per avere una risposta. A questo punto ho paura di scoprire cosa è racchiuso negli armadi dei licei.

ambo!!

16 novembre 2010



la musica fa pensare

15 novembre 2010
A volte vorrei essere donna, per provare il gusto di poter rispondere, con le magiche parole del maestro Conte, "Portami a cena, o non si usa più?" ad un qualsiasi giovanotto che risulti impacciato nel corteggiamento. E anche per toccarmi le tette di tanto in tanto.

"il principe" presto sui migliori schermi cinematografò

11 novembre 2010
La serie "Pesa e il suo lavoro" penso abbia ormai appassionato tutto il continente europeo.
Oggi, nonostante le mie speranze, ho assistito nuovamente a qualcosa di assolutamente sconvolgente, qualcosa che ha quasi rischiato di compromettere in maniera inesorabile la sanità mentale del sottoscritto, ex studente del liceo classico, abituato ad una certa rigidità culturale. Definire questo episodio con l'aggettivo "estremo" è quasi eufemistico:

Pesa «Suvvia, non si ricorda dove ha conseguito la terza media?»
Allievo 1« Eh dai, l'ho presa nel '74, non puoi chiedermi di ricordare una cosa simile, mi pare fosse l'istituto "Dante Alighieri", però non ne son sicuro»
Allievo 2 «Alla "Foscolo"?»
Inizio a lanciare occhiate malefiche e violente
Allievo 1« Mmm fammi pensare, no. Non era Foscolo, era più il nome di un attore»
"Attore!?" penso tra me e me, iniziando a presagire già qualche disastro
Allievo 2 «Manzoni? Alfieri? Leopardi?»
Non riesco più a emettere suoni, i pensieri si bloccano, il cervello si rifiuta di pensare qualsiasi cosa, assisto allibito alla scena e batto le palpebre incredulo
Allievo 1 «Eh simile, però non sembrano nomi di attori questi»
Allievo 2 «Non è che è Machiavelli!?»

programmi televisivi di fascia protetta

9 novembre 2010
Una concorrente, di non so quale programma televisivo Mediaset, che urla a muso duro ad un'altra concorrente le parole «NON MI VENIRE IN FACCIA! NON MI VENIRE IN FACCIA!» ha di per se qualcosa di altamente inquietante. O forse no...

(Fonte televisiva by Blob, tengo a precisare)

nell'attesa di sorbirvi un post fatto decentemente sulla musica regionale sarda, ecco una piccola considerazione

8 novembre 2010
Penso che usare i nomi "Michael" o "Jonathan" per i propri figli, qua in Sardegna, sia uno dei crimini più grandi che il genere umano abbia mai concepito.



chiedo umilmente perdono al Ragno

4 novembre 2010
Ci son cascato nuovamente, anche oggi, in preda alla noia, in un pomeriggio lavorativo, ho cambiato il template di queste povere e insulse pagine. Chiedo umilmente perdono al Ragno, che ahimè anche questa volta penserà di essere entrato in un blog diverso. Prometto che non lo cambierò mai più.
Si si, lo so, ho già fatto questa promessa. Questa volta però mi impegnerò profondamente a mantenerla. Non lo cambio MAI PIÙ!

grandi speranze

3 novembre 2010
«Buongiorno, chiamo dal ***** mi servirebbe il suo indirizzo email /iˈmɛil/ così da poterLe mandare il modulo di iscrizione che poi dovrebbe riportarci appena possibile, oppure, rispedirlo alla stessa mail»
«Buongiorno, allora, veramente si dice email /ɛ'mail/»
«.... ah»
«Comunque non me la ricordo, o forse aspetti, dovrebbe essere ***.**.@hotmail.it, o forse ***.**@hotmail.it non lo so, comunque la mandi a tutte e due le email /ɛ'mail/»
«Ascolti, se vuole può dettarmi al telefono i suoi dati così compilo direttamente io il modulo, poi, quando ha un po' di tempo, si avvicina a scuola per firmarlo»
«Eh, veramente, guardi, ora sto lavorando, quindi non ho penne a portata di mano»

A questo punto non ricordo esattamente cosa sia avvenuto nel corso della conversazione; il cervello ha iniziato a collassare su se stesso; l'aria è diventata pesante, quasi irrespirabile; il mondo ha girato vorticosamente fino a quando il telefono non si è chiuso e i miei occhi, e le mie orecchie, son potuti tornare alla normalità.
Spero fortemente che lo facciano di proposito. Lo spero con tutto il cuore.

l'orecchio, l'orecchio, ooh l'orecchio l'orecchio, l'orecchio icché, è sempre l'orecchio

2 novembre 2010
Si si ne son sempre più convinto, accidenti, l'unica furbizia di dio è che 'un c'è, perché se c'era, e mi incontrava me, e li era in difficoltà! Ve lo dico io, era in difficoltà!

non l'ho mai fatto, ma l'ho sempre sognato

29 ottobre 2010
Il mio problema con le campane penso che ormai vi abbia preso alle palle, ma vorrei tornare ancora una volta - e spero l'ultima - sull'argomento.
Ormai quel fatto sgradevole è diventato leggenda, addirittura gente che non legge questo blog, e con i quali non intrattengo un rapporto d'amicizia tale da raccontare i miei cazzi quotidiani, mi rimprovera del fatto che "litigo con il parroco". Alcuni giorni fa, a malincuore, mi son dovuto in parte ricredere.
Fermi, fermi, non iniziate a darmi del "criminale!" "delinquente!", "bugiardo!", "volta gabbana!", "Michele Misseri!" (diventato ormai insulto d'uso comune). Ascoltate la mia storia e giudicate.
Dovendomi presentare a lavoro per le ore 10.00, avevo preventivamente preparato la sveglia del cellulare per le 7.30. Si esatto, due ore e mezzo prima, questo perché: mezz'ora la impiego per riprendermi dal coma della notte precedente; un'altra mezz'ora per acquistare nuovamente la capacità motoria; tre minuti e venticinque secondi per fare una colazione provocante funzioni fisiologiche che posso così espletare nel tempo di valore europeo di 6 secondi netti; i restanti quarantacinque minuti li passo sotto la doccia, a godere del tepore dell'acqua; più ovviamente la mezz'ora di viaggio, salvo tragici imprevisti, incidenti e via dicendo.
Quindi, eravamo fermi alla sveglia. Solitamente dopo il primo suono - e che suono! Avete presente i primi 50 secondi di Time dei Pink Floyd? Ecco, quella è la mia sveglia mattutina - tendo a posticipare, e rimando di cinque minuti. Evidentemente però il giorno, nel pieno del sonno e del calore affettuoso del piumone, sbagliai tasto, spegnendo il cellulare e sistemandolo accuratamente sotto il cuscino. Ad un certo punto un fastidioso rumore giunge alle mie stanche e dormienti orecchie: DIN DON. "Che barba, queste maledette campane anche alle sette di mattina!" penso tra me e me, e nel mentre conto i rintocchi... 7... 8... 9. 9!? 9!?
RITARDO CLAMORSO.
Nel tempo record di 15 minuti netti son riuscito a fare una doccia, telefonare alla mia dolce metà, fare colazione e ci è pure scappata una piccola cagata. Tutto questo grazie alle campane. Che comunque sia, continuo a odiare profondamente.

talmente anticonformista da unirsi alla massa

27 ottobre 2010

Speranzoso (e soprattutto convinto, visto che ho una bassissima considerazione di me stesso, nonostante spari giudizi e critiche a destra e a manca) del fatto che nessuno me l'avrebbe mai chiesto, ora mi ritrovo fregato. Infatti recentemente, girando sui vari blog, ho trovato questo giochino in cui si fanno 8 domande, si "sfidano" 10 blogger a rispondere e così via. Oggi è stato il mio turno, tutto merito di Temporala, che ringrazio profondamente, perché vuol dire che a qualcuno, forse, interessa ciò che penso.
Dunque, si inizia solitamente dalla prima, però io, che sono l'alternativo e il mattacchione per eccellenza, non lo faccio:

4. Quale è stato il più bel compleanno? E perché?
Ehm, non saprei. Onestamente il compleanno è un giorno come un altro, in cui tutti catalizzano la loro attenzione su di me, mi fanno regali e dicono una strana parola che mi pare sia "auguri". Mah. Però ricordo il più divertente, o meglio, quello in cui son stato molto male. Erano i miei 17 anni, mi pare. Andammo a bere nel "pub" - se così può definirsi - del paese, eravamo io, Marci, Vobi, Mauro e Noemi. Passammo la notte a bere, ci sfondammo malamente, per poi andare a casa di Marci. Varcai la soglia di casa sua praticamente senza pantaloni, agitato e soprattutto divertivo, perché scappavo da povere e ignare persone che subirono l'attentato dello "ScampanellatorePazzoSenzaPantaloni". Alle 2.30 a.m. .

2. Quali erano i vostri cartoni animati preferiti?
Non posso rispondere a questa domanda, penso non finirei mai più di scrivere. Sarebbe una lista troppo lunga, quindi evito, guardavo veramente tantissimi cartoni da bambino. Ora ne guardo solamente tanti.

7. Quale è stato il vostro primo idolo musicale?
Sicuramente gli 883. Primo concerto della mia vita, avevo 12 anni, e mi sentivo il re del Mondo. Poi fortunatamente con il tempo ho cambiato, ho modificato i miei gusti e son cresciuto. Comunque non devo divagare, la domanda riguardava il primo, non il secondo o il terzo. (E giusto a titolo informativo vi dico Iron Maiden e Battiato).

3. Quali erano i vostri giochi preferiti?
I Lego. Forse per questo ho tentato la carriera da ingegnere, fallendo poi miseramente, pensavo che il mio futuro lavoro consistesse nel creare come creavo con i Lego. Come già detto in questo celebre post, passavo ore e ore a giocare con in sottofondo i Pink Floyd, e forse proprio per questo riuscivo a creare anche cose belle. Però purtroppo si cresce e i sogni vengono infranti.

8. Qual'è stata la cosa più bella chiesta (ed eventualmente ricevuta) a Babbo Natale?
200€. Me ne ha portato solo 150€, vecchio tirchio bastardo.

5. Quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto?
Troppe, tutte molto utopiche ovviamente. Però chi ha fatto queste domande poteva un attimino rileggersele, e che cacchio dai. Se son cose che volevo fare vuol dire che ho perso interesse, o semplicemente ho già fatto. Sarebbe stato più corretto "cose che volete fare".

1. Quando da piccoli vi veniva chiesto cosa volevate fare da grandi, cosa rispondevate?
Strano ma vero non mi è stato mai chiesto. Maestre, professori, parenti, nonni, zii, e chi più ne ha più ne metta non mi ha mai posto questa domanda, quando ero piccolo.
Hanno iniziato a pormela quando son diventato grande, e allora sono andato in confusione. Per ora lascio aperte due piccole possibilità.
E no, questa volta non rivelerò nulla.

6. Quale è stata la vostra prima passione sportiva e non?
Nuoto. Ricordo quando nel bordo della piscina vi erano i corrimano in acciaio, io molto intelligentemente lo morsicai in maniera violentissima. Non riuscii a mangiare per tutto il pomeriggio, i denti mi facevano un male cane. Una lezione che ricorderò per tutta la vita: mai morsicare i corrimano delle piscine.
Poi solamente il calcio, ora solamente il calcetto.

Ecco, dovrei essere arrivato alla fine se non erro. Quindi ora non mi resta che scegliere 10 persone a cui richiedere di rispondere. Bene, come avrete già capito, non seguo mode e quant'altro, per questo motivo chiunque voglia farlo lo faccia. Non "sfido" nessuno, però se lo fate, abbia il buon gusto di avvisarmi, almeno per leggere cosa avete scritto. Grazie per la cortese attenzione.


scusasse

26 ottobre 2010
Se mai qualcuno avesse voluto commentare le ultime boiate scritte e non ci sia riuscito, la colpa, dovete sapere, è di un template non compatibile con i commenti.
Mah.
Devo farmi passare la voglia di modificare ogni 5 minuti il blog. Quindi lo lascio brutto così.

p.s. Ringrazio Shuzzy per la segnalazione

e cantavo le canzoni


Qui invece le suonavo.

penso ad un titolo ma non mi viene in mente nulla

23 ottobre 2010
"A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre", questo dice il detto se non vado errando. Bene o male l'ho sempre seguito durante la mia vita, nel senso che ho sempre pensato male. Ma non nel giudicare le persone, quelle vengono classificate secondo alcuni determinati schemi mentali che mi porto dietro da tempo immemorabile, quanto nel giudicarne le azioni. Infatti in base a come identifico una persona, il passo successivo sta' nel catalogare le sue azioni. Se ti reputo un babbeo, necessariamente, tu farai cose da babbeo. Se ti reputo un genio, necessariamente potresti fare cose intelligenti (dico potresti perché altrimenti "penserei" bene e non male). Ed è esattamente quello che è successo un paio di giorni fa a lavoro.
Presentatosi subito come un pianta grane, un fomentatore di guai e chi più ne ha più ne metta, il signor L. è stato identificato come un personaggio degno di nota. Non gli andava bene l'orario delle lezioni, se tutti gli altri allievi dicono A lui deve, sempre e comunque, dire B. Non me ne sono accorto solamente io, ma anche la segretaria (identificata in questo racconto come V.), infatti subito ci lanciammo "malignamente" in commenti del tipo «Ecco il solito pianta grane, con questo qui son sicura che succederanno casini, bla bla bla». Ovviamente tutti gli allievi del corso hanno lasciato un recapito telefonico così da poter essere contattati in casi di spostamento di lezioni e affini. Oggi non ci sarebbe stata lezione e quindi dovevo avvertire tutti di ciò, V. mi passa la lista con i nomi e i rispettivi numeri. Inizio a telefonare. Arrivo al signor L., il numero ha 9 cifre. Cazzo. Provo ugualmente ... .... "Tim, il numero da lei desiderato non è attivo". E ti pareva!

«V. son riuscito ad avvisare tutti tranne "ovviamente" il signor L. e indovina un po' perché?»
«Oddio cosa ha combinato questa volta?»
«Se volevamo la conferma del fatto che è un deficiente, oggi l'abbiamo avuta! Ci ha dato il numero sbagliato!»
«Nooo non è possibile! Uffa, aspetta che provo a controllare se è giusto.»
Va al pc, controlla, e detta nuovamente
«3..3..4... ops, avevo sbagliato io nel dettarlo»
«Hai visto, dai poverino, eravamo già pronti a parlar male di lui»
Telefono nuovamente, e nuovamente risponde la simpaticissima voce registrata "Tim, il numero da lei desiderato non è attivo".
«Eh ma non è possibile! Allora questo è proprio un demente! V. anche il numero che hai riletto era sbagliato!»
«Ma stai scherzando!? Guarda un po' qua nella scheda di iscrizione, ha lasciato per forza un recapito telefonico, non è possibile. Va be' altrimenti se non risponde lo facciamo venire a lezione e poi lo rimandiamo a casa. Peggio per lui che lascia i numeri sbagliati. »
Ricopio il numero.
Telefono.
"Tim, il numero da lei desiderato non è attivo".
CAZZO!
«V. Basta, è proprio un ebete, ma si può essere più scemi di così porca miseria oh. Ascolta io ricontrollo nuovamente, così per scrupolo... »
«Eh dai, poi te l'ho detto, peggio per lui se non riusciamo a metterci in contatto.»
«.... .... ....»
«Cosa c'è?»
«V. ... sai chi sono due deficienti?»
«....»
«Signor L. buongiorno, sono Pesa. Volevo dirle che giovedì non ci sarà lezione la sera. »
«Ok, grazie mille, gentilissimo. Arrivederci.»
«Arrivederci.»

In questa storia c'è una morale. Chi la indovina è bravo. Io continuo a crogiolare nella mia deficienza.

pecorino sardo 28€ al Kg. un affare!

19 ottobre 2010

Solo ora, leggendo sul sito ANSA, apprendo ciò che è successo stamattina a Cagliari. (In realtà ho iniziato a scrivere ieri notte questo post, quindi non meravigliatevi se trovate qualche "stranezza" temporale).

È da più di un mese, da quest'estate per l'esattezza, che i pastori sardi protestano. Cercano e pretendono risposte, vogliono essere ascoltati. Una volta ci son addirittura riusciti, io ero presente. Capitai casualmente in mezzo alla protesta con la mia dolce metà, camminando tranquillamente per le vie del centro, non pensavamo di incappare nel bel mezzo della manifestazione. Entrambi fummo subito contagiati dalla "febbre rivoluzionaria", ascoltammo quello che avevano da dire, le loro motivazioni e venimmo anche coinvolti in un breve sondaggio, condotto dai pastori stessi, sul consenso da parte dei "comuni" cittadini. Dopo pranzo, intorno alle 15.00, uscì dal palazzo del Consiglio Regionale di via Roma il presidente Cappellacci. Il boato di fischi fu' impressionante, non fosse stato scortato dalla polizia, non sarebbe mai arrivato sul podio - un camion arrivato probabilmente da qualche ovile del centro Sardegna - dal quale ha poi effettuato il suo discorso. Ovviamente belle parole (come suo solito), ma evidentemente non abbastanza per questi pastori che ormai non sanno più come campare. Sono arrivati al limite della sopportazione, non riescono più a tirare avanti con i soli soldi delle vendite garantite da un mercato malato e corrotto: loro vendono ad un tot al commerciante, il quale al momento della vendita adopera un rincaro impressionante sulla merce, sfruttando il fatto del marchio D.O.P e D.O.C, arricchendo così le proprie tasche, e lasciando il produttore praticamente a bocca asciutta.
Pastori incazzati, giusto per usare un eufemismo, quindi, ma non sono gli unici. Quale è l'altra categoria, o per meglio dire, settore, che ormai non riesce più ad andare avanti, che si ritrova in un immenso pantano di povertà, carenza d'organico e chi più ne ha più ne metta? Ma si! La scuola! Ah non ve n'eravate accorti? A dir la verità poco ci mancava che neanche io me ne accorgessi. Cosa ci ricorda che la scuola attraversa un periodo di crisi? Forse il fatto che le lezioni universitarie - parlo per me, al 19 Ottobre, nella mia facoltà, le lezioni non sono ancora partite - non siano ancora iniziate? Che Facebook è intasato da mozioni di protesta? E poi? Nient'altro.
Ho vissuto il movimento di protesta contro la 133 sulla mia pelle. Ho passato 2 mesi in occupazione in Ingegneria, qua a Cagliari, due mesi in cui alcune aule della facoltà si son trasformate in una ludoteca: lo scopo era creare striscioni e cartelloni per la "classicissima" manifestazione settimanale lungo le vie del centro città. Certo si prendevano decisioni in merito al movimento, alla coordinazione delle manifestazioni etc. ma il tutto in maniera blanda, rassegnata. Se proprio la scuola è un settore in crisi, perché non attuare manifestazioni, ribellioni, mozioni popolari che si facciano realmente sentire? Bloccare il traffico in via Roma, via Sonnino e via XX Settembre a Cagliari è la cosa più grande che fin'ora il movimento contro la 133 è riuscita a fare. Non dico di arrivare alla "guerriglia", come è avvenuto oggi con i pastori, ma optare per qualcosa di veramente sensazionale e soprattutto significativo. Nel periodo in cui credevo che si potesse fare realmente qualcosa, in cui un minimo di ideale si era riacceso all'interno del mio spirito, ricordo che proposi, a qualche "membro importante" della protesta, di occupare tutti gli uffici amministrativi della facoltà, bloccare qualsiasi attività di segreteria, senza alcun timore della polizia. Tanto ormai la libertà ce l'hanno tolta. Che la nostra cella sia all'interno di Buoncammino o il mondo circostante, non vi è alcuna differenza.
La loro risposta? «La polizia non è un problema, non lo è mai stato. Solo che magari così è un po' troppo». Beh però veder le tasse aumentare in maniera considerevole è legittimo, anzi quest'anno verso qualcosa in più mi sa'.
Ma coddarì.

la sorpresa, oppure "come la concentrazione di pesa possa vacillare davanti a eventi di poco conto anche nel corso di conversazioni serie e polemiche"

18 ottobre 2010
Pesa «Ma io non capisco perché ogni volta devo uscire dal campo dolorante»
Rozy «Eh se hai un fisico che fa schifo non posso farci nulla»
Pesa «A proposito di schifo! Ma hai visto cosa hanno combinato quest'anno per l'EJE (European Jazz Expo)?»
Rozy «Si purtroppo ho visto, porca miseria, ma non capisco perché non l'hanno lasciato com'era?» (Ovvero alla Fiera campionaria di Cagliari, in cui ogni anno, per tre interi giorni, si susseguivano incredibili concerti jazz, e dove ognuno poteva regolare tranquillamente i propri orari e gli spettacoli da vedere)
Pesa «Eh guarda non dirlo a me, grazie a quei tre giorni di musica ho potuto fare scoperte incredibili, sentire Luigi Lai che vaneggia con Enzo Avitabile non è roba da tutti i giorni. Poi non so' se hai sentito, ma i concerti saranno divisi tra l'Auditorium del Conservatorio e il Teatro Lirico, quindi, come se non bastasse, bisogna farsi due abbonamenti, non ne basta più uno come gli anni passati. Io ero già pronto per andare all'ERSU a farmi dare la riduzione sull'abbonamento. Ma sai cosa ti dico a malincuore? Che se la pigli in culo Paco De Lucia, è una vera cagata come è stato organizzato quest'anno. Onestamente non mi son informato per niente riguardo fondi, membri organizzatori etc. ma penso che la regione, con la classica scusa della crisi, e soprattutto con il grande valore che danno alla cultura, non abbia sovvenzionato per nulla quest'iniziativa. Basti pensare anche al FestARCH: i più grandi architetti del mondo riuniti per una settimana a Cagliari, tra conferenze ed esposizioni. Ci sono andato praticamente ogni anno ed è stato sempre bellissimo e soprattutto interessante. Eppure quest'anno, grazie alla giunta Cappellacci, niente da fare. Va be' è conforme alla linea di governo in fatto di cultura e tutto ciò che è affine ad essa. E meno male che si ha l'intenzione di rendere Cagliari la capitale del Mediterraneo»
Rozy «Ma lo sai perché lo vogliono fare così? Per il semplice fatto che hanno intenzione di riorganizzarlo nuovamente in primavera, al nuovo Parco della Musica davanti al T-Hotel, e personalmente la trovo una cagata immensa. Alla Fiera era il posto ideale, concerti fino alle due del mattino, grande musica, spazi ben definiti per ogni tipo di jazz. Da una parte potevi trovare, che ne so', quello sperimentale, dall'altra quello classico, la zona della musica sarda, la sala della salsa, poi c'era l'area riservata ai grandi artisti, che ovviamente ti portano un sacco di gente, quindi hanno bisogno di maggior spazio... Comunque si, anche io quest'anno risparmierò soldi, pazienza»
Pesa «Ma poi c'è da dire anche un'altra cosa, pensa a.... .... ...»
Rozy «A cosa?»
Pesa «Ma ho visto bene!?»
Rozy «No! Cioè, non lo so', cosa hai visto?»
Pesa «Quello aveva SEI dita in un piede!!»

Drink!